La malattia o demenza di Alzheimer, che prende nome dal neurologo tedesco Alois Alzheimer che ne descrisse i sintomi nel 1907 per la prima volta, colpisce circa il 5% della popolazione sopra i 60 anni e si manifesta inizialmente con una progressiva amnesia, prima sulle piccole cose, fino ad arrivare a non riconoscere nemmeno i familiari e ad avere bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici. L’Alzheimer è uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali, che comporta una serie di difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività, in quanto colpisce sia la memoria che le funzioni cognitive, e questi si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare. Inoltre può essere causa di stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.
Il codice di esenzione della malattia di Alzheimer è 029 (Malattie croniche).

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COVID-19 e demenza

Previsto lo stanziamento di 7,5 miliardi da investire per l’assistenza domiciliare e le strutture residenziali

“Il prolungarsi dell’emergenza sanitaria richiede interventi urgenti a sostegno dei cittadini più vulnerabili, tra cui certamente rientrano le persone con demenza”, sottolinea Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia. “La chiusura dei servizi, l’accesso limitato alle cure mediche e terapie, la perdita dei contatti sociali hanno peggiorato la qualità della vita di tutte le famiglie che convivono con la demenza e hanno mostrato la necessità di rendere più accessibile l’assistenza domiciliare nonché più sicure ed efficienti le strutture residenziali. Aderire alla proposta del Network Non Autosufficienza per noi significa continuare il lavoro quotidiano di difesa dei diritti delle persone con demenza e dei loro familiari”.

Vaccino

La SINdem, la SIMG e la SIN affermano la necessità di espressione del consenso da parte dei pazienti stessi

In un momento in cui l’iter da seguire per la vaccinazione contro il COVID-19 delle persone affette da demenza non riguarderà solo i pazienti ospiti delle RSA ma anche coloro che vivono a domicilio, la SINdem (Associazione autonoma aderente alla Società Italiana di Neurologia per le demenze), la SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) e la SIN (Società Italiana di Neurologia) intendono affermare la necessità di espressione del consenso da parte dei pazienti stessi e ribadire il ruolo del medico che ha in carico la persona con demenza e dei suoi familiari.

Tribunale

Dal Tribunale di Firenze la sentenza: quando vi è stretta correlazione tra prestazioni assistenziali e sanitarie, anche le prime devono essere a carico del SSN

Importantissima sentenza del Tribunale di Firenze relativamente alle rette di ricovero nelle RSA e nelle strutture convenzionate a carico dei parenti dei malati di Alzheimer. Un principio che potrà, ovviamente, essere applicato anche per le persone affette da demenza senile di grado elevato. Una battaglia, quella per il riconoscimento del diritto ad un’assistenza qualificata gratuita, che l’associazione per la tutela dei consumatori Konsumer porta avanti da anni nelle aule dei tribunali di tutta Italia.

Giornata Mondiale contro l’Alzheimer

La Società Italiana di Neurologia fa il punto sulle nuove terapie al vaglio della FDA

L’Alzheimer è una malattia subdola che entra silenziosamente nella vita delle persone per poi travolgerla completamente: porta a una totale perdita di autonomia nei pazienti, con un grosso impegno da parte dei familiari che svolgono un ruolo importantissimo di costante accudimento.

Malattia di Alzheimer

I consigli della Società Italiana di Neurologia per vivere la quarantena nel migliore dei modi

Roma – L’Alzheimer in epoca COVID-19: le misure restrittive precauzionali adottate dal nostro Governo possono essere causa di peggioramenti nelle persone affette da demenze o Alzheimer. Una domiciliazione forzata può favorire stati di ansia di difficile gestione causando non poche difficoltà anche ai familiari, che rappresentano l’unico pilastro fondamentale per l’assistenza ai pazienti stessi. La Società Italiana di Neurologia (SIN), insieme con la SINdem (Associazione Autonoma Aderente alla SIN per le demenze), indica gli accorgimenti utili per vivere la quarantena nel migliore dei modi, anche per le persone affette da patologie neurologiche e i loro familiari.

Demenza

Necessario stimolare le abilità cognitive e motorie e il benessere psico-fisico delle persone con demenza

Milano – Mantenere e stimolare le abilità cognitive e motorie delle persone con demenza; stimolare il loro benessere psico-fisico e supportare i familiari nella gestione quotidiana: sono gli obiettivi che hanno spinto la Federazione Alzheimer Italia a stilare un decalogo contenente alcuni consigli pratici dedicati ai familiari di persone con demenza per affrontare al meglio la giornata insieme ai loro cari in questo momento storico legato al Coronavirus, in cui l’imperativo a livello nazionale è solo uno: rimanere in casa.

Malattia di Alzheimer e Natale

La rottura degli schemi routinari e una sovraesposizione sociale possono contribuire ad amplificare lo stato di incertezza e confusione dei pazienti

Per alcune persone il sopraggiungere di ricorrenze festive può provocare sentimenti contrastanti, come nel caso dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer (AD) e dei rispettivi familiari e caregiver, proprio in considerazione del profilo extra-ordinario che assumono le giornate. “La rottura degli schemi routinari associata ad una sovraesposizione sociale, se non attentamente modulate, possono contribuire ad amplificare lo stato di incertezza e confusione che spesso domina le fasi intermedie ed avanzate di malattia”, ha commentato il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia (SIN) e Ordinario di Neurologia presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.

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