Il mieloma multiplo (MM) è un tumore del midollo osseo, più frequente negli uomini che nelle donne, e si presenta nella larga maggioranza dei casi dopo i 60 anni. La malattia è causata dal danneggiamento del DNA di alcune plasmacellule, cellule immunitarie che hanno la funzione di produrre anticorpi e difenderci dalle infezioni. Le cellule del mieloma sono caratterizzate dalla produzione in eccesso di un anticorpo, noto come paraproteina o Componente M, che viene rilevato nel siero del paziente e facilita la diagnosi. Inoltre, viene prodotta anche una grande quantità di citochine, segnali dell’infiammazione, che possono interferire con la formazione delle altre cellule del sangue o con la sintesi di osteoclasti, le cellule dell’osso, innescando fragilità e fratture ossee tipiche di questa forma tumorale.

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Ricerca

Sanofi premierà i progetti innovativi sul fronte della ricerca e della gestione del paziente. Candidature aperte fino al 7 febbraio 2022

Milano – C’è tempo fino al 7 febbraio 2022 per partecipare a “Research to Care - Onco-hematology Edition”, il bando di finanziamento alla ricerca indipendente promosso da Sanofi, la cui nuova edizione 2021 è interamente dedicata al mieloma multiplo. In palio 100mila euro, messi a disposizione dalla divisione Specialty care Sanofi Genzyme, per i due progetti che dimostreranno la maggior spinta all'innovazione per la cura dei pazienti.

AIFA

Il farmaco ha ottenuto la rimborsabilità da parte di AIFA, anche in associazione con bortezomib, talidomide e desametasone

Cologno Monzese – Da oggi nuove e importanti prospettive per chi soffre di mieloma multiplo in Italia. È infatti disponibile e rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale la formulazione sottocutanea di daratumumab per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi o recidivato/refrattario. Inoltre, ottiene la rimborsabilità anche la terapia di daratumumb in associazione con bortezomib, talidomide e desametasone (D-VTd) per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali.

Carta dei diritti del paziente

Le priorità: più tempestività nell'accesso alle cure, innovazione, multidisciplinarietà, supporto psicologico e coinvolgimento di pazienti e caregiver

Accrescere il livello di informazione, consapevolezza e partecipazione nel processo di cura da parte dei pazienti affetti da mieloma multiplo e, nello stesso tempo, favorire l'armonizzazione dei sistemi sanitari regionali affinché garantiscano ovunque pari diritti ai pazienti e alle loro famiglie. Sono questi gli obiettivi della Carta dei diritti del paziente con mieloma multiplo, promossa da Cittadinanzattiva con il contributo non condizionato di GSK.

Approvazione

Al momento è indicato per i pazienti che hanno già ricevuto 4 linee terapeutiche, altrimenti destinati a trattamenti meno efficaci o alla palliazione

Missili teleguidati, progettati cioè per arrivare dritti al tumore con l’obiettivo di eliminarlo. La cosa interessante è che lo fanno attraverso un meccanismo innovativo, in una sorta di ‘partita a Risiko’ con la malattia. Dapprima vanno a rilevare un ‘bug’, un punto debole sulla superficie della cellula patologica, un varco non protetto. Lì si infilano per rilasciare citotossine, anche 10.000 volte più potenti della chemioterapia standard, senza toccare o riducendo al minimo i danni ai tessuti sani. Un sogno tecnologico? Nemmeno per idea. Così agiscono gli anticorpi farmaco-coniugati, l’ultima frontiera dell’immunoterapia contro il mieloma multiplo.

In buca contro il mieloma

Pazienti e caregiver al Marco Simone Golf & Country Club per scoprire come lo sport possa essere un valido aiuto per la salute psicofisica

Roma – In trenta, tra persone con mieloma multiplo e loro caregiver, “armati” di palline, sacche e mazze da golf e guidati da Matteo Delpodio, Direttore Tecnico delle Nazionali della Federazione Italiana Golf, hanno vissuto una giornata da golfisti. È l’evento educativo promosso da Sanofi, in partnership con la Federazione Italiana Golf e AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma), dedicato a persone affette da mieloma multiplo, un tumore del sangue che colpisce ogni anno, nel mondo, circa 138.000 pazienti, prevalentemente anziani (l’età media della diagnosi è 69 anni) con una maggiore incidenza negli uomini rispetto alle donne. L’iniziativa, intitolata “In buca contro il mieloma”, ha l’obiettivo di porre l’attenzione su questa patologia e offrire un supporto al benessere psicofisico dei pazienti.

Farmaci

Il farmaco ha dimostrato la sua efficacia nel trattamento dei pazienti in fase avanzata di malattia

Milano - Cronicizzare la malattia, allungare sempre di più il tempo senza recidive e con una migliore qualità di vita. Un obiettivo che oggi sembra più vicino anche nel mieloma multiplo (MM), una malattia in continua crescita nel nostro Paese: in Italia secondo l’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM) dal 2014 al 2019 i casi sono aumentati del 9%, passando da 5.200 a 5.700, di cui 3.000 uomini e 2.700 donne. È oggi disponibile in Italia una nuova terapia, isatuximab, per il trattamento delle forme di MM più aggressive, quelle recidivate e refrattarie.

Vaccini anti-COVID

L’analisi ha confermato che i pazienti con mieloma multiplo e neoplasie mieloproliferative sono particolarmente fragili dal punto di vista immunologico e vanno monitorati individualmente

Roma – Gli IFO Regina Elena e San Gallicano hanno iniziato l’1 marzo 2021 la vaccinazione con siero a RNA messaggero ai pazienti ematologici ed oncologici e in parallelo hanno avviato vari studi per valutare l’impatto in pazienti in corso di terapia. Il lavoro appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Hematology and Oncology, riporta i dati di immunogenicità e sicurezza rilevati su 42 pazienti con mieloma multiplo e 50 pazienti con neoplasie mieloproliferative, di cui 20 leucemie mieloidi croniche e 30 neoplasie mieloproliferative Philadelphia negative - tutti in trattamento attivo - che sono stati vaccinati e valutati per il grado di immunizzazione (titolo IgG neutralizzante) anti-SARS-CoV-2 il giorno della prima iniezione, il giorno della seconda iniezione, avvenuta dopo 3 settimane e, infine, dopo 2 settimane dalla seconda iniezione. Lo studio ha confrontato le risposte sierologiche con quelle osservate in 36 soggetti anziani di età superiore agli ottanta e non affetti da tumore.

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