Citomegalovirus, AntiCito OnlusIl Citomegalovirus (CMV) è un virus appartenente alla famiglia degli Herpesviridae. Si tratta di un agente infettivo molto comune: nei Paesi sottosviluppati il 90-100% della popolazione ne è contagiata, mentre in quelli occidentali il 60-80% degli adulti presenta anticorpi anti-Citomegalovirus nel siero. I sintomi, in età adulta e anche nell’infanzia, sono simili a quelli dell’influenza o della mononucleosi. Il virus è però particolarmente pericoloso se contratto dal feto, con una trasmissione verticale madre – figlio: in questo caso si parla di Citomegalovirus congenito in gravidanza.

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Nuovo test citomegalovirus

L’innovativo strumento diagnostico consente il rilevamento del virus in tempi rapidi nella saliva e nelle urine dei bambini

DiaSorin annuncia di aver ricevuto l'autorizzazione da parte della FDA statunitense all’utilizzo del test molecolare Simplexa Congenital CMV Direct. Il test consente il rilevamento diretto del DNA del Citomegalovirus (CMV) da campioni di saliva e di urine di bambini di età pari o inferiore a 21 giorni.

Gravidanza

Il tema è stato al centro di un intenso dibattito scientifico che ha visto coinvolti numerosi medici e ricercatori italiani 

Tra i tanti esami a cui deve sottoporsi una donna all’inizio della gravidanza c’è anche la ricerca degli anticorpi IgG e IgM contro il Citomegalovirus, un test di semplice esecuzione ma del quale spesso si ignora il reale valore clinico. Infatti, il Citomegalovirus (CMV) può infettare il feto fino a provocare, in alcuni casi, seri danni uditivi o profonde disabilità sul piano neurologico. Pertanto, il rischio di trasmissione dell’infezione dalla madre al feto costituisce uno degli aspetti da tenere in grande considerazione, soprattutto nelle prime settimane di gravidanza; ciò assume un peso ancora maggiore in funzione del fatto che non esiste un protocollo terapeutico condiviso, anche se, in situazioni di estrema necessità, i medici sono ricorsi a farmaci antivirali o alla somministrazione delle immunoglobuline anti-CMV (CMV-Ig).

laboratorio

Uno studio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, condotto insieme alle Università di Genova e Melbourne, apre importanti prospettive terapeutiche per le persone immunodepresse

Sembrano cellule sane e quindi si nascondono al sistema immunitario, invece sono infettate da un virus insidioso che può scatenare gravi infezioni nei pazienti immunodepressi. È il Citomegalovirus, un patogeno molto diffuso contro il quale, però, l’organismo ha un’arma efficace: una particolare popolazione di linfociti T killer. Con speciali ‘sensori’, intercettano le cellule infette e le uccidono. Il meccanismo è stato scoperto dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù insieme all’Università di Genova e alla University of Melbourne. I risultati dello studio aprono nuove prospettive di cura per i pazienti con scarse difese immunitarie, con gravi infezioni virali (incluso il COVID-19) e anche con tumore. La ricerca, sostenuta da AIRC, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Science Immunology.

Professoressa Tiziana Lazzarotto

La prof.ssa Tiziana Lazzarotto: “Con le pazienti incinte può essere discussa la possibilità di interrompere la gravidanza in caso di gravi compromissioni cerebrali nel feto”

Bologna – Per l'infezione congenita da Citomegalovirus non si conoscono trattamenti prenatali efficaci e sicuri per prevenire la trasmissione dalla madre al feto, né per ridurne le conseguenze, poiché i farmaci disponibili sono estremamente dannosi per il feto. La mancanza di una cura rende quindi inutile lo screening prenatale? Uno studio, pubblicato da un team internazionale sulla rivista The Lancet – Child and Adolescent Health, sostiene di no, e nel gruppo di esperti è presente anche un'italiana, la prof.ssa Tiziana Lazzarotto, responsabile del Laboratorio di Virologia della U.O. di Microbiologia presso il Policlinico Sant'Orsola, Università di Bologna.

Questionario

Da un questionario emerge che negli Stati Uniti le donne adottano spesso dei comportamenti a rischio infezione

Minneapolis (U.S.A.) – Il Citomegalovirus umano (CMV) rappresenta una seria minaccia per le donne in gravidanza perché in caso la madre trasmetta il virus al proprio feto, il CMV può causare una severa malattia congenita; ciò nonostante solo una donna su cinque sa dell'esistenza di questo virus. A rilevare questo gap è uno studio clinico pubblicato sulla rivista PLOS One da un team di ricercatori dell'Università del Minnesota. Gli studiosi hanno condotto un sondaggio tra 726 donne in età compresa tra 18 e 44 anni residenti nello Stato americano: le partecipanti erano ammissibili allo studio se non avevamo mai avuto una gravidanza o se questa era avvenuta negli ultimi dieci anni. Con grande sorpresa dei ricercatori, dal confronto fra questi due gruppi è emerso che le conoscenze sull’infezione e sulla malattia congenita da CMV sono piuttosto scarse, e scarsa è pure la consapevolezza tra le donne sulla gravità di questa patologia fetale, indipendentemente dall'aver già avuto una gravidanza o meno.

MSD, nota come Merck & Co. in USA e in Canada, ha annunciato che la Commissione Europea ha autorizzato l’immissione in commercio di letermovir per la profilassi della riattivazione dell’infezione da Citomegalovirus (CMV) e della malattia da CMV negli adulti CMV-positivi sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (HSCT). Il farmaco sarà disponibile nella formulazione in compresse per la somministrazione orale e in concentrato da diluire in soluzione per la somministrazione intravenosa, una volta al giorno.

On. Pierpaolo VargiuIl deputato Pierpaolo Vargiu: “Occorre sensibilizzare sia la popolazione, e in particolare le donne in gravidanza, sia il mondo della sanità. Senza dimenticare la ricerca”

ROMA – Nove mozioni approvate: la Camera si mobilita per prevenire e contrastare la diffusione del citomegalovirus, un agente infettivo molto comune e particolarmente pericoloso se contratto dal feto, in grado di causare gravi danni permanenti. Nella seduta di ieri, alla presenza del sotosegretario alla Salute Davide Faraone, sono state discusse le mozioni di Valentina Vezzali (SC-ALA CLP-MAIE), Pierpaolo Vargiu (CI), Paola Binetti (Misto-UDC), Marco Rondini (LNA), Rocco Palese (Misto-CoR), Maria Amato (PD), Beatrice Brignone (Misto-AL-P), Maria Tindara Gullo (FI-PDL) e Marisa Nicchi (SI-SEL).

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