Citomegalovirus, AntiCito OnlusIl Citomegalovirus (CMV) è un virus appartenente alla famiglia degli Herpesviridae. Si tratta di un agente infettivo molto comune: nei Paesi sottosviluppati il 90-100% della popolazione ne è contagiata, mentre in quelli occidentali il 60-80% degli adulti presenta anticorpi anti-Citomegalovirus nel siero. I sintomi, in età adulta e anche nell’infanzia, sono simili a quelli dell’influenza o della mononucleosi. Il virus è però particolarmente pericoloso se contratto dal feto, con una trasmissione verticale madre – figlio: in questo caso si parla di Citomegalovirus congenito in gravidanza.

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Professoressa Tiziana Lazzarotto

La prof.ssa Tiziana Lazzarotto: “Con le pazienti incinte può essere discussa la possibilità di interrompere la gravidanza in caso di gravi compromissioni cerebrali nel feto”

Bologna – Per l'infezione congenita da Citomegalovirus non si conoscono trattamenti prenatali efficaci e sicuri per prevenire la trasmissione dalla madre al feto, né per ridurne le conseguenze, poiché i farmaci disponibili sono estremamente dannosi per il feto. La mancanza di una cura rende quindi inutile lo screening prenatale? Uno studio, pubblicato da un team internazionale sulla rivista The Lancet – Child and Adolescent Health, sostiene di no, e nel gruppo di esperti è presente anche un'italiana, la prof.ssa Tiziana Lazzarotto, responsabile del Laboratorio di Virologia della U.O. di Microbiologia presso il Policlinico Sant'Orsola, Università di Bologna.

Questionario

Da un questionario emerge che negli Stati Uniti le donne adottano spesso dei comportamenti a rischio infezione

Minneapolis (U.S.A.) – Il Citomegalovirus umano (CMV) rappresenta una seria minaccia per le donne in gravidanza perché in caso la madre trasmetta il virus al proprio feto, il CMV può causare una severa malattia congenita; ciò nonostante solo una donna su cinque sa dell'esistenza di questo virus. A rilevare questo gap è uno studio clinico pubblicato sulla rivista PLOS One da un team di ricercatori dell'Università del Minnesota. Gli studiosi hanno condotto un sondaggio tra 726 donne in età compresa tra 18 e 44 anni residenti nello Stato americano: le partecipanti erano ammissibili allo studio se non avevamo mai avuto una gravidanza o se questa era avvenuta negli ultimi dieci anni. Con grande sorpresa dei ricercatori, dal confronto fra questi due gruppi è emerso che le conoscenze sull’infezione e sulla malattia congenita da CMV sono piuttosto scarse, e scarsa è pure la consapevolezza tra le donne sulla gravità di questa patologia fetale, indipendentemente dall'aver già avuto una gravidanza o meno.

MSD, nota come Merck & Co. in USA e in Canada, ha annunciato che la Commissione Europea ha autorizzato l’immissione in commercio di letermovir per la profilassi della riattivazione dell’infezione da Citomegalovirus (CMV) e della malattia da CMV negli adulti CMV-positivi sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (HSCT). Il farmaco sarà disponibile nella formulazione in compresse per la somministrazione orale e in concentrato da diluire in soluzione per la somministrazione intravenosa, una volta al giorno.

On. Pierpaolo VargiuIl deputato Pierpaolo Vargiu: “Occorre sensibilizzare sia la popolazione, e in particolare le donne in gravidanza, sia il mondo della sanità. Senza dimenticare la ricerca”

ROMA – Nove mozioni approvate: la Camera si mobilita per prevenire e contrastare la diffusione del citomegalovirus, un agente infettivo molto comune e particolarmente pericoloso se contratto dal feto, in grado di causare gravi danni permanenti. Nella seduta di ieri, alla presenza del sotosegretario alla Salute Davide Faraone, sono state discusse le mozioni di Valentina Vezzali (SC-ALA CLP-MAIE), Pierpaolo Vargiu (CI), Paola Binetti (Misto-UDC), Marco Rondini (LNA), Rocco Palese (Misto-CoR), Maria Amato (PD), Beatrice Brignone (Misto-AL-P), Maria Tindara Gullo (FI-PDL) e Marisa Nicchi (SI-SEL).

Primo firmatario del testo è il Deputato Maria Valentina Vezzali, del gruppo parlamentare Scelta civica verso cittadini per l'Italia-MAIE

E' prevista per oggi la discussione alla Camera di una mozione che è stata presentata con l'obiettivo di promuovere l'adozione di nuove e più efficaci strategie tese a prevenire e contrastare la diffusione del Citomegalovirus (CMV), uno degli agenti infettivi più comuni al mondo. Attraverso l'iniziativa, promossa dal Deputato Maria Valentina Vezzali insieme ad altri colleghi parlamentari, si richiede al Governo un impegno concreto nella lotta ad un'infezione virale che nei neonati è in grado di causare gravi danni permanenti.

Un esperto tedesco ha illustrato i recenti progressi nella comprensione della storia naturale e dell'immunobiologia dell'infezione, che potrebbero portare allo sviluppo di nuove strategie di prevenzione

MAINZ (GERMANIA) – L'infezione congenita da citomegalovirus umano (HCMV) è una delle principali cause di disabilità infantile. La prevenzione di questa malattia con la vaccinazione è stata di conseguenza identificata come un obiettivo prioritario per la sanità pubblica. Diversi candidati vaccini sono stati introdotti in passato per la prevenzione dell'infezione primaria da HCMV in gravidanza, ma nessuno di questi ha fornito una protezione completa, e finora non è disponibile alcun vaccino autorizzato. Un ulteriore livello di complessità è stato raggiunto da recenti studi, i quali indicano che l'onere della trasmissione della malattia in seguito a infezioni non primarie in gravidanza può essere superiore a quello previsto in precedenza.

Nel nostro Paese non è previsto lo screening del Citomegalovirus né prima della gravidanza né nei 9 mesi di gestazione e neanche dopo la nascita. Per questo ogni anno si osservano circa 13.000 infezioni primarie da Citomegalovirus nelle donne in gravidanza, nascono in Italia 5.000 bambini con un'infezione congenita e di questi circa 800 soffrano di severe disabilità permanenti. Per fronteggiare questa infezione e, soprattutto, per arginarne gli effetti spesso definitivi sulla salute di molti bambini occorre promuovere anche in Italia, come avviene del resto in Svizzera e in Germania, dei programmi di screening autorizzati pre e durante la gravidanza.

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