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Alzheimer

La malattia o demenza di Alzheimer, che prende nome dal neurologo tedesco Alois Alzheimer che ne descrisse i sintomi nel 1907 per la prima volta, colpisce circa il 5% della popolazione sopra i 60 anni e si manifesta inizialmente con una progressiva amnesia, prima sulle piccole cose, fino ad arrivare a non riconoscere nemmeno i familiari e ad avere bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici. L’Alzheimer è uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali, che comporta una serie di difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività, in quanto colpisce sia la memoria che le funzioni cognitive, e questi si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare. Inoltre può essere causa di stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.

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Sono 1.321 i volontari tra i 70 e i 74 anni, abitanti ad Abbiategrasso ( Milano), che hanno partecipato a uno studio scientifico sull’invecchiamento cerebrale contribuendo alla costruzione di una grande 'banca' di dati e di materiale biologico (DNA, cellule, sangue) da utilizzare per la ricerca scientifica sull’Alzheimer.

Morgantown, WV - I ricercatori del Blanchette Rockefeller Neurosciences Institute (BRNI) e della Marshall University Joan C. Edwards School of Medicine hanno recentemente annunciato i risultati ottenuti da un nuovo studio dal titolo "PSEN1 Variant in a Family with Atypical AD."
Secondo i ricercatori, un paziente affetto da una grave forma di Alzheimer con variante del gene PSEN1, avrebbe ottenuto promettenti benefici dal trattamento con il farmaco Bryostatin 1.

Nuovo fattore di rischio per i bambini obesi. Non solo diabete, steatosi epatica, danni alla retina e cardiopatie: da grandi potrebbero sviluppare anche un deficit cognitivo progressivo fino ad arrivare alla demenza senile o all’Alzheimer. Lo rivela uno studio condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, appena pubblicato sulla rivista scientifica Pediatrics. I ricercatori hanno scoperto negli adolescenti obesi livelli elevati di una proteina, la beta 42 amiloide, coinvolta proprio nel processo di insorgenza e sviluppo di queste patologie. Nei pazienti che sviluppano demenza senile e Alzheimer, infatti, la proteina si accumula nel cervello formando placche ed ammassi neurofibrillari.

Milano - Finalmente è possibile sostenere concretamente la lotta alla demenza che colpisce 44 milioni di persone nel mondo, di cui oltre 1 milione sono italiani.
È infatti online il testo in italiano della Dichiarazione di Glasgow, siglata lo scorso 20 ottobre da Alzheimer Europe (organizzazione rappresentativa di 36 Associazioni Alzheimer in Europa), per chiedere ai leader mondiali di riconoscere la demenza come priorità di salute pubblica e di creare sia una strategia europea per la lotta alla demenza sia singoli piani nazionali. Chiunque può sottoscriverla, collegandosi qui.

Aducanumab (BIIB037), farmaco sperimentale della Biogen Idec, avrebbe dimostrato - in uno studio PRIME di fase 1b - un profilo di sicurezza accettabile e risultati positivi su misurazioni radiologiche e cliniche in pazienti con malattia di Alzheimer precoce o lieve (AD).

Secondo l'annuncio dato dalla società stessa, Janssen ha firmato un accordo con la biotech svizzera AC Immune al fine di mettere a punto un vaccino anti-proteina TAU contro la malattia di Alzheimer.
La proteina TAU, infatti, ha la funzione di stabilizzare i microtubuli e nel caso in cui si verifichino delle deformazioni, si possono formare grovigli neurofibrillari che si depositano a livello cerebrale e causano gravi malattie neurodegenerative. I grovigli di proteina TAU, insieme alle placche di beta-amiloide, sembrano rappresentare una delle cause di comparsa della malattia di Alzheimer.

"Non lasciamo soli i malati di Alzheimer e le loro famiglie"- Questo l'invito della Federazione Alzheimer Italia, che ha attivato due iniziative: fino al 1° febbraio 2015 è possibile sostenere il servizio di Pronto Alzheimer, la prima linea telefonica di aiuto e consulenza della Federazione, inviando un SMS solidale (o chiamando da rete fissa) al numero 45599; inoltre a Milano è stato aperto da poco un nuovo centro di ascolto “Pronto Alzheimer” presso la residenza sanitaria assistenziale Ippocrate (in via Ippocrate 18), dove i familiari possono rivolgersi di persona per ricevere una consulenza in ambito psicosociale, avere informazioni sulla malattia e sui servizi sul territorio.
Il nuovo centro ha un numero di telefono dedicato (02.66208601), che si può contattare il mercoledì dalle 10.00 alle 13.00. Accanto allo sportello di Pronto Alzheimer, è presente un Punto Service che si occupa di fornire personale per l’assistenza domiciliare a ore. Come è prassi per la Federazione viene garantita la completa privacy del chiamante e la possibilità, per chi lo desidera, di ricevere materiale di approfondimento.



Practice to Policy® Health Awards

 Practice to Policy Health Awards

Practice to Policy® Health Awards è un premio bandito da Intercept Pharmaceuticals con l'obiettivo di sovvenzionare proposte e idee innovative mirate al sostegno delle persone affette da colangite biliare primitiva (CPB), una rara malattia autoimmune del fegato.

Le iscrizioni rimarranno aperte fino al 30 giugno 2017. Clicca QUI per ulteriori informazioni sull'iniziativa e sulle modalità di partecipazione.

 


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