Trapianto di fegato

A dimostrarlo è uno studio multicentrico tutto italiano, pubblicato su The Lancet Oncology

Milano – Il trapianto di fegato si conferma la terapia più efficace per il carcinoma epatocellulare, la forma più comune di tumore del fegato. A dichiararlo è lo studio coordinato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet Oncology, che ne espande notevolmente le potenziali indicazioni e che dimostra la superiorità del trapianto su tutte le altre terapie non-chirurgiche attualmente utilizzate per questa malattia.

AIFA

Il farmaco è indicato per il trattamento delle forme tumorali metastatiche o localmente avanzate

Milano – Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina che ne ammette la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, è da oggi disponibile in Italia cemiplimab, il primo anticorpo monoclonale anti-PD-1 specifico per il trattamento del carcinoma cutaneo a cellule squamose (CSCC) avanzato.

Farmaci

Positivi i risultati preliminari dello studio registrativo sul farmaco

Milano – Sono stati annunciati i dati preliminari dello studio registrativo a braccio singolo, in aperto, del farmaco cemiplimab nei pazienti con carcinoma basocellulare (BCC) avanzato la cui malattia era progredita o che risultavano intolleranti alla precedente terapia con un inibitore della via di trasduzione del segnale di hedgehog (HHI). Cemiplimab ha dimostrato risposte clinicamente significative e durature in questo gruppo di pazienti, per i quali non vi sono trattamenti approvati. Sanofi e Regeneron prevedono di sottoporre alle agenzie regolatorie, entro il 2020, il dossier per la richiesta di approvazione del farmaco.

Farmaci

Il farmaco ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di morte in confronto alla chemioterapia

Milano – Sanofi e Regeneron Pharmaceuticals hanno annunciato il raggiungimento dell’endpoint primario di sopravvivenza globale nello studio clinico di Fase III su cemiplimab nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico. Lo studio ha messo a confronto il farmaco, un inibitore di PD-1 (proteina 1 di morte cellulare programmata), con la chemioterapia standard (doppietta a base di platino) come terapia di prima linea in pazienti con NSCLC, squamoso o non-squamoso, in stadio avanzato, con positività di espressione di PD-L1 in almeno il 50% delle cellule tumorali.

Approvazione

Raccomandata l’approvazione del farmaco in combinazione con chemioterapia CHP

Roma – Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole per l’estensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di brentuximab vedotin ed ha raccomandato la sua approvazione in combinazione con CHP (ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone) come trattamento per i pazienti adulti con linfoma anaplastico sistemico a grandi cellule (sALCL) precedentemente non trattato.

Farmaci

Il farmaco ha dimostrato una sopravvivenza globale più lunga rispetto a chemioterapia di salvataggio

In Italia, da inizio aprile, è disponibile in commercio, in classe Cnn, il farmaco gilteritinib, approvato in monoterapia orale giornaliera per il trattamento di pazienti adulti con leucemia mieloide acuta (LMA) recidivante o refrattaria (resistente al trattamento di induzione) con la mutazione FLT3 (FLT3mut +). Gilteritinib ha il potenziale per migliorare gli outcomes di trattamento per i pazienti con LMA con due delle più comuni forme della mutazione di FLT3:ITD e TKD.

Tumore al polmone

La molecola ha dimostrato un’efficacia sistemica e intracranica superiore rispetto a crizotinib

Roma – Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole raccomandando l’approvazione di brigatinib in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), avanzato e ALK-positivo, non trattati precedentemente con inibitori di ALK. Brigatinib è un inibitore della tirosin-chinasi di nuova generazione, studiato per colpire selettivamente e inibire le alterazioni genetiche ALK.

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