Ricerca Almirall

I progetti di studio candidati possono essere presentati sulla piattaforma AlmirallShare entro il 31 ottobre

Barcellona (SPAGNA) – L’azienda biofarmaceutica Almirall ha lanciato, attraverso la propria piattaforma AlmirallShare, il settimo bando annuale per la presentazione di proposte di collaborazione nell’ambito della ricerca dermatologica. L'obiettivo di questa nuova edizione del bando è quello di individuare nuove opportunità di partnership per programmi di studio che possano sfociare nella realizzazione di trattamenti innovativi rivolti a patologie dermatologiche.

Il team di studio di Paolo Dellabona e Giulia Casorati (IRCCS Ospedale San Raffaele)

Uno studio preclinico del San Raffaele potrebbe aprire la strada a nuove strategie di immunoterapia applicabili a neoplasie sia solide che ematologiche

Milano – In un articolo pubblicato sulla rivista Science Immunology, i ricercatori del Laboratorio di Immunologia Sperimentale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele hanno dimostrato, in modelli preclinici, l’efficacia di una particolare popolazione di linfociti, chiamati NKT (Natural Killer T), come piattaforma cellulare universale da armare contro le cellule tumorali.

Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica

Promosso da CNAO e IUSS di Pavia insieme all’Università di Cagliari, il corso è aperto a 5 studenti a cui saranno assegnate altrettante borse di studio: iscrizioni aperte fino al 9 settembre

Pavia – Il CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) e la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari, hanno dato vita al primo dottorato di ricerca in adroterapia, forma avanzata di radioterapia che utilizza particelle pesanti (ioni carbonio e protoni) per trattare tumori particolarmente complessi e resistenti alle terapie convenzionali.

Stefano Piccolo

Ricercatori dell’Università di Padova e dell’IFOM hanno svelato il legame tra senescenza e decadimento dei tessuti connettivi 

L'invecchiamento è un fenomeno naturale che si accompagna a un progressivo declino di varie funzioni dell'organismo. Per esempio, diminuisce la capacità di rinnovo cellulare, si accumulano danni a molteplici organi e decadono i processi cerebrali. Il tutto porta a una generale condizione di fragilità e a un aumentato rischio di insorgenza di malattie, tra cui il diabete e il cancro. Ma quale è la causa di tutto questo? Perché invecchiamo?

Medici

L’indagine evidenzia un dato incoraggiante: negli ultimi anni, i progressi in campo diagnostico-terapeutico hanno portato a una significativa diminuzione del rischio di morte 

“Raro” è un aggettivo qualificativo che, secondo il vocabolario Treccani, può essere riferito a “cose, persone, o animali che si trovano o si incontrano poco frequentemente, in piccolo numero e con difficoltà”. Già dalla definizione, quindi, appare chiaro come il limite per lo studio delle malattie rare sia proprio la loro condizione di rarità: i dati sull’incidenza di queste patologie sono ancora lacunosi e gli studi epidemiologici basati sull’intera popolazione sono scarsi, se non addirittura assenti. In questo panorama alquanto desolante, una recente indagine italiana, pubblicata sull’Orphanet Journal of Rare Diseases, risulta essere la prima in grado di fornire stime di sopravvivenza dei pazienti affetti da malattie rare residenti in Toscana, partendo dai registri di popolazione.

Ricerca

L’iniziativa è rivolta al finanziamento di studi focalizzati sui disturbi visivi associati a queste patologie 

Le atassie ereditarie sono malattie rare in cui specifiche mutazioni genetiche danno origine a una disfunzione delle aree cerebrali responsabili della coordinazione dei movimenti, in particolar modo del cervelletto. In generale, queste patologie sono principalmente caratterizzate da ipotonia, difficoltà nella deambulazione e nel linguaggio e anomalie nei movimenti oculari. Esistono circa 100 varianti di atassia ereditaria: la forma più frequente in età infantile è nota come atassia di Friedreich, mentre la più comune nell’adulto è l’atassia spinocerebellare.

Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica

Il progetto nasce da una collaborazione tra il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il Politecnico di Milano e l’Università di Pavia

Milano – Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), il Politecnico di Milano e l’Università di Pavia hanno firmato un accordo di collaborazione per sviluppare una terapia sperimentale che prevede l’utilizzo di neutroni per colpire le cellule di tumori particolarmente aggressivi. L’accordo, della durata di 5 anni, ruota attorno all’acceleratore per la produzione di fasci di neutroni che sarà installato al CNAO nel 2024 e sarà utilizzato per sviluppare la Boron Neutron Capture Therapy (BNCT) che consiste nell’irraggiare con fasci di neutroni le cellule tumorali dopo aver veicolato al loro interno un farmaco contenente un atomo di un particolare elemento chimico, il Boro-10.

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