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Tumori rari

I tumori rari vengono definiti così in quanto colpiscono un numero molto ristretto di persone. I ricercatori del progetto RARE CARE (Surveillance of rare cancers in Europe) ne hanno individuati oltre 250. Qui la LISTA. I tumori rari rappresentano oltre il 20 per cento di tutti i tumori diagnosticati ogni anno in Unione Europea e riguardano in questo territorio più di 4 milioni di persone. La sempre maggiore caratterizzazione genetica dei tumori, anche di quelli più comuni, rischia di estendere il concetto di 'rarità' ad alcuni di essi.
Il fatto che un tumore sia raro non significa che sia incurabile o che le possibilità di guarigione siano più limitate rispetto a quelle di un tumore più comune: alcune neoplasie rare hanno infatti percentuali di guarigione o di controllo della malattia superiori a tumori molto più diffusi. Attualmente, la Rete Tumori Rari, una collaborazione tra centri oncologici italiani per migliorare l’assistenza ai pazienti con tumori rari, utilizza la soglia di incidenza (numero di nuovi casi in un anno) inferiore o uguale a 5 casi su 100 mila, ma altre organizzazioni utilizzano soglie diverse.

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Roma – Siamo entrati ormai in una nuova era della guerra al cancro. Oggi sappiamo che i tumori, anche quello del polmone, non sono tutti uguali, ognuno ha il suo “identikit genetico” con specifiche mutazioni nelle sequenze del DNA. E su queste conoscenze la ricerca scientifica ha compiuto negli ultimi anni progressi straordinari, aprendo la strada a nuove prospettive terapeutiche capaci di colpire direttamente le anomalie molecolari, responsabili della crescita del tumore. Nonostante la crescente disponibilità di farmaci a bersaglio molecolare anche per tumori particolarmente aggressivi e ad alta incidenza, molto deve essere fatto ancora nel nostro Paese per garantire ai pazienti quello che ormai è considerato un loro diritto: un accesso uniforme e tempestivo ai test molecolari necessario per assicurare a tutti la terapia più appropriata ed efficace sin dalle prime linee di trattamento.

Un sostegno psicologico alle famiglie di bambini “speciali”. Perché avere un figlio, un fratello o una sorella con qualsiasi tipo di disabilità o difficoltà legata ad una malattia è un’esperienza che segna, ma allo stesso tempo può essere vissuta serenamente con l’appoggio e la comprensione di tutta la famiglia. Parte da questa convinzione il progetto pilota che l’Associazione Linfa Onlus (Lottiamo Insieme contro la Neurofibromatosi)di Padova avvierà nelle prossime settimane in collaborazione con la dottoressa Giulia Franco, psicologa che si occupa di sostegno dei fratelli di bambini “speciali”.

Dottoressa Roberta Di TuriLa dr.ssa Roberta Di Turi (ASL Roma 3): “Le opzioni terapeutiche sono poche, e non risolutive”

ROMA – tumori neuroendocrini sono relativamente rari e rappresentano meno dello 0,5% di tutti i tumori maligni. In Italia si registrano 3-4 nuovi casi ogni 100.000 persone in un anno, il che equivale a circa 2.500-2.700 nuovi casi all'anno. “Queste neoplasie possono essere diagnosticate anche in bambini e adolescenti, ma sono decisamente più comuni tra gli adulti e gli anziani: sono tumori a bassa incidenza ma ad alta prevalenza, poiché spesso i pazienti convivono per molti anni con la malattia”, spiega la dr.ssa Roberta Di Turi, Direttore U.O.C. Farmacia Ospedaliera della ASL Roma 3.

Prof. Angelo Paolo Dei TosIl prof. Angelo Paolo Dei Tos (Padova): “La Regione Veneto si sta dimostrando molto attiva nel predisporre dei PDTA per un gran numero di malattie”

PADOVA – Il carcinoma a cellule di Merkel è una rara neoplasia cutanea, descritta per la prima volta da Toker nel 1972. Un tumore aggressivo, la cui mortalità supera di due volte quella del melanoma maligno. Come per tutte le patologie rare, i dati epidemiologici sono a rischio di sottostima, tuttavia l'incidenza annua in Europa è ritenuta aggirarsi sui 0,13 casi su 100.000.

Monza - La Commissione Europea ha approvato alectinib di Roche come trattamento in monoterapia per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo, precedentemente trattati con crizotinib (attuale terapia standard). “Si stima che ogni anno 75.000 persone in tutto il mondo ricevano una diagnosi di NSCLC ALK-positivo,” afferma Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer e head of Global Product Development presso Roche. “Lo sviluppo di resistenza entro l’anno di trattamento all’attuale standard di cura evidenzia la necessità di terapie alternative. L’approvazione di oggi fornisce una nuova ed importante opzione terapeutica per le persone che in Europa soffrono di questa malattia devastante”.

I risultati di uno studio americano hanno profonde implicazioni per la comprensione di una rara forma di tumore della pelle

PITTSBURGH (U.S.A.) – Le cellule di Merkel sono cellule recettoriali di forma ovale presenti nella pelle dei vertebrati e sono localizzate nello strato basale dell'epidermide. Sono i più semplici sensori di tatto e registrano la pressione esercitata sulla cute. Possono però diventare maligne e dare luogo al raro tumore della pelle conosciuto come carcinoma a cellule di Merkel.

Se il tumore non è legato alla presenza del virus la causa può essere nell’esposizione al sole

MINNEAPOLIS (U.S.A.) – Il poliomavirus a cellule di Merkel è tra le cause primarie del carcinoma a cellule di Merkel (MCC), un aggressivo tumore della pelle. Recenti studi hanno rivelato che le radiazioni ultraviolette rappresentano il meccanismo principale per la mutagenesi somatica nelle forme non virali della malattia. Una ricerca americana, pubblicata sulla rivista scientifica mBio, ha sequenziato l'intero genoma e trascrittoma di tumori MCC primari.



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