La sindrome da chilomicronemia familiare (FCS), o deficit di lipoproteina lipasi (LPLD), è una rara condizione ereditaria caratterizzata da iperchilomicronemia (elevata presenza di chilomicroni nel sangue) e da concentrazioni minori di altre lipoproteine. E' dovuta al deficit di lipoproteina lipasi (o lipasi lipoproteica), un enzima che svolge un ruolo importante nel processo di rimozione extra-epatica delle lipoproteine ricche di trigliceridi dal sangue. Di conseguenza, la FCS è caratterizzata da un accumulo di chilomicroni nel plasma e dal corrispondente aumento di concentrazione dei trigliceridi plasmatici. La concentrazione di lipoproteine VLDL può essere, invece, abbastanza normale.

La FCS è nota anche con il nome di iperlipoproteinemia familiare di tipo I-A, per distinguerla dalle altre 3 varianti note:
- iperlipoproteinemia familiare di tipo I-B, dovuta a mutazioni nel gene APOC2 e a conseguente deficit di apolipoproteina C-II (apoC-II);
- iperlipoproteinemia familiare di tipo I-C, causata dallo sviluppo di anticorpi inibitori della lipoproteina lipasi;
- iperlipoproteinemia familiare di tipo I-D, scatenata da mutazioni nel gene GPIHBP1.

La malattia, di solito, si riscontra nell'infanzia sulla base di ripetuti episodi di dolore addominale, attacchi ricorrenti di pancreatite, xantomatosi cutanea eruttiva ed epatosplenomegalia (aumento di volume del fegato e della milza). La severità dei sintomi è direttamente proporzionale al grado di chilomicronemia, che dipende dalla quantità di grassi assunti nell'alimentazione.

Quando si riscontra un'iperchilomicronemia, quindi, deve essere presa in considerazione la diagnosi di FCS. L'assenza di cause che giustifichino l'ipertrigliceridemia (presenza di diabete o di disturbi paraprotinemici; consumo di alcool; assunzione di estrogeni, glucocorticoidi, isotretionina, sertralina, agenti anti-ipertesivi, ecc.) aumenta la possibilità di diagnosi di FCS. Una diagnosi presuntiva può essere fatta se, dopo una settimana di dieta molto restrittiva a basso introito di grassi, si ha una grande diminuzione di trigliceridi plasmatici. In questo caso, deve essere considerato anche il deficit di apoC-II (iperlipoproteinemia di tipo I-B).

Il trattamento della FCS è basato soprattutto sulla restrizione dietetica di grasso. Il fine della terapia e quello di ridurre la chilomicronemia a un livello associato all'assenza di segni e di sintomi della patologia. Una dieta basata sull'apporto giornaliero di 20 grammi di grassi, o meno, è solitamente sufficiente a ridurre i trigliceridi plasmatici e a mantenere il paziente libero da sintomi. I farmaci ipolipemizzanti attualmente disponibili non sono efficaci.

L'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha approvato la prima terapia genica per questa patologia. Il farmaco si chiama alipogene tiparvovec (Glybera®) ed è stato sviluppato da uniQure per il trattamento dei pazienti con FCS che soffrono di attacchi ricorrenti di pancreatite acuta. Il medicinale è indicato soltanto per i pazienti a cui la diagnosi di FCS è stata confermata da adeguati test genetici, e nei quali sono stati riscontrati livelli dosabili dell'enzima lipoproteina lipasi nel sangue. La terapia è commercializzata grazie alla partnership tra UniQure e l'azienda italiana Chiesi.

Per informazioni complete sul farmaco è possibile consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (SmPC, Summary of Product Characteristics), pubblicato anche in lingua italiana sul sito dell'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

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