HIV sta per Virus da Immunodeficienza Umana, ed è l’agente eziologico dell’AIDS. Il virus distrugge le cellule del sangue che sono indispensabili per il corretto funzionamento del sistema immunitario, la cui funzione è di difendere l’organismo dalle malattie. AIDS è invece l’acronimo di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita e si manifesta quando il sistema immunitario è talmente indebolito dall’HIV che l’individuo è soggetto a un gran numero di malattie o infezioni, denominate “opportunistiche”. I primi casi di malattia furono riportati nel 1981, l’anno successivo vennero stabilite le modalità di trasmissione e nell’85 entrò in commercio il Test HIV per scoprire il virus nel sangue, poi sostituito da uno più rapido nel 1991. Nei primi anni non esistevano terapie, poi, col tempo, le cose sono molto cambiate: le terapie sono nate e si sono evolute, tuttavia non esiste ancora né un vaccino per evitare il contagio né una cura per eliminare del tutto il virus.
Il codice di esenzione dell'infezione da HIV è 020 (Malattie croniche).

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Aifa ha attivato un programma di uso compassionevole per il farmaco

Dalla Conferenza sull'Aids di Barcellona, Gilead ha annunciato i risultati a 96 settimane di due studi di fase III su una nuova combinazione sperimentale '4 in 1' da assumere una volta al giorno. La singola compressa (a base di elvitegravir 150 mg, cobicistat 150 mg, emtricitabina 200 mg e tenofovir alafenamide 10 mg) per il trattamento dell'Hiv-1 in pazienti adulti è risultata ugualmente efficace, ma meno tossica, rispetto alla combinazione con cui è stata confrontata (in cui ai primi tre composti era abbinato tenofovir disoproxil fumarato 300 mg).

Gilead Sciences ha reso noto che uno studio di Fase 3 di valutazione della terapia combinata a dosaggio fisso sperimentale di emtricitabina e tenofovir alafenamide (200/10 mg e 200/25 mg) (F/TAF) sviluppato per il trattamento dell'infezione da HIV-1 ha raggiunto il suo obiettivo primario.

I più grandi centri che nel mondo si occupano di HIV pediatrico (dalla John Hopkins University alla University College of London, dal Karolinska Institute alla StellenBosch University di Capetown e l’African center di Kwazulu in Sud Africa sino al Thai Red Cross AIDS research Center, solo per citarne alcuni) si sono uniti nel consorzio internazionale EPIICAL per trovare una cura definitiva e sostenibile dell’AIDS. Il consorzio ha definito le prossime strategie in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica Lancet Infectious Diseases.

La ricerca del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di Trieste ha scoperto dove il virus dell'Hiv si insidia una volta arrivato nelle cellule infettate. Ricordiamo che la caratteristica di questo virus è quello di integrare il proprio patrimonio genetico in quello della cellula infettata: in parole povere, anziché avere ventimila geni come tutte le nostre cellule, la cellula infettata ha qualcosa in più, il Dna del virus.

Verona - Sono più a rischio di infezione da virus Hiv. Arrivano sempre più tardi alla diagnosi di sieropositività, che si concentra soprattutto tra i 30 e i 39 anni. Riescono a controllare la malattia grazie ai farmaci e sempre più spesso sono in trattamento antiretrovirale anche in menopausa, con necessità ben diverse dai coetanei maschi. La gestione dell’Aids al femminile rappresenta una delle sfide più significative per gli esperti che dal 17 al 19 maggio si sono confrontati a Riccione alla VII Conferenza italiana su Aids e retrovirus (ICAR).

Secondo una notizia pubblicata sull’International Business Times, l’azienda farmaceutica GlaxoSmithKline ha dato il via ad una collaborazione con l’Università del North Carolina a Chapel Hill (UNC-CH), con lo scopo di trovare una cura per l'HIV e l'AIDS.

Dopo numerose ricerche condotte da sei diverse istituzioni presenti in Canada, Francia e Svizzera in collaborazione con i laboratori della  società biotecnologica francese ABIVAX, è stato pubblicato il nuovo meccanismo d’azione del farmaco sperimentale anti-HIV conosciuto con la sigla ABX464.
I dati sono stati pubblicati sulla rivista Retrovirology.

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