Il codice di esenzione dell'epatite C è 016 (Malattie croniche – Epatite cronica attiva).

Antonio Gasbarrini e Nicola Coppola

Quasi 217mila i pazienti in carico, circa 15mila in più rispetto al 2019. L’approvazione dei fondi servirà ad impostare nuove strategie di screening

In questo 2020, anno del Nobel per la Medicina agli scienziati che scoprirono il virus HCV nel lontano 1989, si è purtroppo registrato un calo significativo dei pazienti avviati ai trattamenti. Sono 216.958, secondo i dati AIFA aggiornati al 14 dicembre, i pazienti affetti da epatite C avviati al trattamento per l’eradicazione del virus. Un numero importante, ma su cui è necessario operare una riflessione: il 30 dicembre 2019, ultimo rilevamento dello scorso anno, erano 201.734. Il 2020 si chiude dunque con poco più di 15mila nuovi pazienti, peraltro in buona parte trattati nelle prime settimane dell’anno, prima che scoppiasse la pandemia, e nell’ultimo trimestre.

Farmaci

Il farmaco è ora disponibile in Italia come terapia di 8 settimane anche per pazienti con cirrosi compensata e naïve al trattamento

Roma - AbbVie ha annunciato di aver ottenuto la rimborsabilità in Italia per glecaprevir/pibrentasvir (Maviret®) per la riduzione della durata della terapia da 12 a 8 settimane in pazienti con epatite C cronica, anche di genotipo 3, affetti da cirrosi compensata e naïve al trattamento. Glecaprevir/pibrentasvir era già indicato come regime pangenotipico (genotipi 1-6), della durata di 8 settimane, per pazienti non cirrotici affetti da epatite C e naïve rispetto al trattamento, e come regime terapeutico della durata di 8 settimane per pazienti affetti da HCV di genotipo 1, 2, 4, 5 e 6, con cirrosi compensata e non precedentemente trattati.

Prof. Massimo Galli

I test riguarderanno i nati nelle fasce d’età 1969-1989, le persone seguite dai Servizi Pubblici per Tossicodipendenze (SerT) e i detenuti in carcere

L’emendamento al Decreto Milleproroghe riguardante l’epatite C (HCV), a prima firma di Elena Carnevali, è stato approvato. Con questo provvedimento vengono stanziati 71,5 milioni di euro, nel biennio 2020-2021, per introdurre lo screening gratuito necessario a individuare i potenziali malati di epatite C, per l'eradicazione dell’HCV. Questi screening riguardano i nati nelle fasce d’età 1969-1989, gli individui seguiti dai Servizi Pubblici per Tossicodipendenze (SerT) e le persone detenute in carcere.

Salvatore Petta

Da medici e pazienti un appello alle istituzioni, per una rete che favorisca un accesso più rapido ai trattamenti

Eliminare l’epatite C dal nostro Paese è l’obiettivo fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità entro il 2030. Esistono terapie in grado di eradicare il virus in poche settimane, efficaci nel 98% dei casi, senza effetti collaterali. Ad oggi, sono stati affrontati con successo 196 mila casi, ma i pazienti ancora da trattare, secondo le ultime stime, sarebbero almeno 200mila, di cui molti ancora da diagnosticare. Specialisti e pazienti sono attualmente focalizzati sull’emersione del “fisiologico” sommerso e sull’identificazione dei più idonei e funzionali modelli di screening, fondamentali anche per la definizione degli adeguati budget specifici da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Foto di virioni dell'epatite C

Secondo i dati AIFA, sono 193.815 i trattamenti finora avviati: solo pazienti eleggibili, con almeno una scheda di Dispensazione farmaco

Sono 193.815, secondo gli ultimi dati dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), aggiornati al 7 ottobre, i trattamenti finora avviati per l’epatite C: solo pazienti eleggibili, con almeno una scheda di Dispensazione farmaco. Numeri importanti, ma non ancora sufficienti: si stima infatti che risultino ancora da trattare, tra quelli con virus conclamato, fra 60 e i 120mila pazienti.

Professor Massimo Galli

Regione Lombardia presente al fianco degli specialisti. “Serve effettuare uno screening definito per classi di età”, sottolinea il Prof. Massimo Galli, Presidente SIMIT

L'Assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, lo ribadisce chiaramente: "Eliminare l'epatite C è una priorità assoluta, e la Regione Lombardia farà tutto quanto nei suoi mezzi per favorire con tutti gli specialisti infettivologi di SIMIT e epatologi di AISF le azioni di screening per far emergere le migliaia di pazienti nel territorio affetti dal virus e condurli nei centri prescrittori al percorso di terapia che in poche settimane permette di eliminare la malattia e tornare alla vita". Una conferenza stampa di lancio è allo studio. Intanto nelle 17mila farmacie italiane sono disponibili per la lettura di tutti un milione e centomila copie dei magazine FarmaMed ove, per iniziativa di SIMIT, sono contenute informazioni e indicazioni su come accertarsi del proprio stato e cogliere le straordinarie opportunità offerte dalla terapia.

Disponibile l’indagine aggiornata sulle stime di prevalenza della malattia nel nostro Paese, realizzata da EpaC Onlus

Roma - Gli italiani con diagnosi nota di epatite C e in attesa di essere curati sono nettamente diminuiti, ma secondo le stime aggiornate di EpaC Onlus sono ancora circa 200.000 i pazienti da indirizzare verso una cura definitiva. A questi vanno sommati altri 100.000 pazienti (media 71-130.000) che ancora non hanno scoperto l’infezione (il cosiddetto sommerso). Queste sono le stime contenute nell’indagine “Epatite C: stima del numero di pazienti con diagnosi nota e non nota residenti in Italia”, realizzata dall’associazione di pazienti EpaC Onlus in collaborazione con il EEHTA del Centro di Studi Economici e internazionali (CEIS) dell’Università Tor Vergata di Roma.

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