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AIDS - HIV

HIV sta per Virus da Immunodeficienza Umana, ed è l’agente eziologico dell’AIDS. Il virus distrugge le cellule del sangue che sono indispensabili per il corretto funzionamento del sistema immunitario, la cui funzione è di difendere l’organismo dalle malattie. AIDS è invece l’acronimo di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita e si manifesta quando il sistema immunitario è talmente indebolito dall’HIV che l’individuo è soggetto a un gran numero di malattie o infezioni, denominate “opportunistiche”. I primi casi di malattia furono riportati nel 1981, l’anno successivo vennero stabilite le modalità di trasmissione e nell’85 entrò in commercio il Test HIV per scoprire il virus nel sangue, poi sostituito da uno più rapido nel 1991. Nei primi anni non esistevano terapie, poi, col tempo, le cose sono molto cambiate: le terapie sono nate e si sono evolute, tuttavia non esiste ancora né un vaccino per evitare il contagio né una cura per eliminare del tutto il virus.

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I risultati dello studio clinico di Fase III denominato “STARTVerso 4”, sembrerebbero dimostrare l'efficacia del farmaco sperimentale faldaprevir nel trattamento di pazienti affetti da epatite C virale e coinfettati dal virus dell'HIV. Faldaprevir, un inibitore delle proteasi di seconda generazione che attacca la proteasi NS3/4A (fondamentale per la replicazione del virus HCV), avrebbe determinato il raggiungimento della risposta virologica sostenuta, a 12 settimane dal trattamento, nel 72% dei pazienti affetti da HCV-HIV. I dati ricavati dallo studio in questione sono stati presentati dalla compagnia farmaceutica Boehringer Ingelheim nel corso della “21° Conferenza sui Retrovirus e le Infezioni Opportunistiche” (CROI 2014).

Durante la Conferenza sui Retrovirus e le infezioni opportunistiche (CROI 2014), svoltasi a Boston, è stato presentato uno studio multicentrico di fase IIb denominato LATTE (Long-Acting antiretroviral Treatment Enabling study) secondo il quale  l'utilizzo dei due farmaci antiretrovirali, rilpivirina  e GSK744, nella terapia di mantenimento dei pazienti con HIV sarebbe comparabile e altrettanto efficace rispetto alla terapia tripla standard, basata sull'impiego di due inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (NRTI) in combinazione con il farmaco efavirenz.

Si è conclusa a Boston, Stati Uniti, la 21° Conferenza sui Retrovirus ed Infezioni Opportunistiche (CROI 2014): diecimila i delegati presenti da tutto il mondo. Il dibattito e la presentazione delle nuove ricerche proseguirà a Roma, dal 25 al 27 maggio, durante il VI Congresso Nazionale Icar, Italian Conference on Aids and Retroviruses

Si è conclusa a Boston, Stati Uniti, la 21° Conferenza sui Retrovirus ed Infezioni Opportunistiche (CROI 2014). Il CROI è un congresso scientifico dove ricercatori e medici si danno appuntamento per scambiarsi informazioni sui loro studi e confrontarsi sui temi di maggiore attualità in materia di HIV. Diecimila i delegati presenti da tutto il mondo.
Quest'anno sono stati presentati i risultati di nuove importanti ricerche nei seguenti ambiti: nuovi approcci al trattamento della tubercolosi nei pazienti affetti da HIV,  nuovi farmaci per il trattamento dell'epatite C per pazienti con coinfezione, tra cui i regimi privi di interferone, nuove combinazioni farmacologiche per il trattamento dell'HIV, rischio di trasmissione dell'HIV in coppie in cui il partner sieropositivo ha raggiunto la piena soppressione virale grazie alla ART, approcci in materia di ricerca di una cura per l'HIV.

Secondo quanto sostenuto da uno studio condotto dai ricercatori italiani e pubblicato su “Journal of Acquired Immune Deficiency Syndrome” (Jaids), l’avvento della terapia antiretrovirale altamente attiva (HAART) inciderebbe notevolmente sull’aspettativa di vita dei pazienti contagiati dal virus HIV. Tanto da renderla paragonabile a quella dei soggetti sani.
Lo studio è stato realizzato grazie a Italian Collaborative HIV Aging Cohort (ICHAC), un network di quattro centri di riferimento per la cura dell'infezione da HIV del nostro Paese: il San Paolo e l’Ospedale S. Raffaele di Milano, il Policlinico di Modena e il Centro Oncologico di Aviano.

La seconda fase della sperimentazione clinica del vaccino terapeutico AT20 su pazienti affetti da HIV si è conclusa con successo. La sperimentazione è condotta dal gruppo di ricerca del prof. Arnaldo Caruso, docente di Microbiologia del Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università degli Studi di Brescia in collaborazione con prestigiosi gruppi di ricerca inglesi, tedeschi e americani.

La Commissione Europea ha approvato dolutegravir, inibitore di un particolare enzima del virus HIV chiamato integrasi, indicato per il trattamento di adulti e adolescenti con infezione da virus HIV di età superiore ai 12 anni. Il farmaco è indicato in combinazione con altri  antiretrovirali.
Il programma di sviluppo clinico di dolutegravir è stato di amplissima portata, ed ha compreso sia pazienti naive (cioè mai sottoposti a cure antiretrovirali), sia persone già trattate, sia soggetti con infezione da virus HIV che hanno sviluppato resistenza a precedenti trattamenti ad altri inibitori dell’integrasi.

La Regione Lazio ha approvato il decreto che recepisce l’aggiornamento del protocollo terapeutico regionale sulla terapia antiretrovirale per il trattamento dei pazienti affetti da HIV, che nel Lazio sono circa 10mila. Il documento, che a parità di cure permetterà un risparmio che oscilla da 3,5 a 7 milioni di euro l’anno, è stato elaborato dal gruppo di lavoro regionale composto da esperti  del centro di riferimento Spallanzani e da quelli indicati dai policlinici universitari  Umberto I, Tor Vergata,  Gemelli , Asp , Facoltà di Economia di Tor Vergata e Area politica del  farmaco della struttura regionale.
L’aggiornamento si è reso necessario viste le nuove Linee guida Italiane di luglio 2012 sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali che anticipano il trattamento nelle persone affette da HIV e anche per il fatto che nel 2012 è scaduto il brevetto di alcuni dei farmaci base della terapia, altri scadranno a breve.



Practice to Policy® Health Awards

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Practice to Policy® Health Awards è un premio bandito da Intercept Pharmaceuticals con l'obiettivo di sovvenzionare proposte e idee innovative mirate al sostegno delle persone affette da colangite biliare primitiva (CPB), una rara malattia autoimmune del fegato.

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