Industria farmaceutica

L’associazione AsSIEmE Onlus chiede che le iniziative di solidarietà tocchino anche il Sud

L’Italia sta vivendo un momento di dura crisi per via della diffusione del Coronavirus SARS-CoV-2, la cosa è ormai sotto gli occhi di tutti. Se in ambito socio-economico l’emergenza sta riguardando l’intero Paese, dal punto di vista sanitario, invece, sono le regioni del Nord ad aver finora subito le conseguenze peggiori. In un simile contesto, numerose sono le iniziative intraprese da aziende, privati e organizzazioni, per fornire un supporto alle strutture ospedaliere maggiormente impegnate nella lotta al SARS-CoV-2, iniziative come quella di Bayer, che lo scorso 18 marzo ha annunciato una donazione di un milione di euro a favore degli ospedali della Lombardia, la regione che in questo preciso momento sta vivendo la realtà decisamente più drammatica legata all’epidemia virale. È proprio a partire da questa notizia che il Direttivo dell’Associazione per il Sostegno e l'Integrazione degli Emofilici in Età evolutiva ed adulta (AsSIEmE Onlus) di Bari ha deciso di scrivere una lettera aperta diretta a tutte le aziende farmaceutiche, lettera che riproponiamo integralmente di seguito.

Coronavirus

Pochi mesi fa si parlava dei primi ricoveri in Cina dovuti al nuovo Coronavirus; oggi, il contagio è globale e tuttora in aumento. Per fortuna, il mondo non resta a guardare

Dicembre 2019, mercato di Wuhan: il virus oggi conosciuto come SARS-CoV-2 esce allo scoperto. Sono passati circa tre mesi da quelle prime notizie lette sul web, ma quando finirà la pandemia? Nessuno lo sa. L’impatto globale della malattia COVID-19, a livello economico, sociale, storico, istituzionale e scientifico - è (e sarà) profondo, e alcune fondamentali informazioni per gestire al meglio la pandemia ancora ci sfuggono, ad esempio il numero degli asintomatici. Il 15 marzo è stato però un giorno importante, dato che nessun caso di Coronavirus è stato registrato a Wuhan e Hubei, le province cinesi più colpite. Numeri che danno speranza, anche se in Italia, purtroppo, siamo ancora lontani da quel traguardo. Con 105.792 casi totali, 77.635 attualmente positivi e 12.428 decessi (dati aggiornati 31 marzo 2020, fonte: Ministero della Salute), abbiamo raggiunto il triste primato del Paese con il più alto numero di morti, superando anche la Cina, e siamo a tutti gli effetti il nuovo epicentro del virus.

Farmaci

Fornitura di farmaci attraverso uso compassionevole e sperimentazione clinica in 12 centri italiani

Forte di una ricerca trentennale nell’ambito degli antivirali, negli anni scorsi Gilead aveva messo a punto una molecola - remdesivir - per trattare originariamente Ebola e successivamente SARS e MERS, altre tipologie di coronavirus che avevano colpito alcuni Paesi asiatici. Questa molecola aveva dato risultati promettenti in test di laboratorio e nei successivi limitati test sull’uomo. Mentre si stanno ancora conducendo ricerche cliniche per verificarne efficacia e sicurezza nel COVID-19, in virtù di questi primi risultati, e in assenza di altri trattamenti approvati, alcune centinaia di trattamenti sono stati forniti da Gilead in tutto il mondo gratuitamente in modalità “uso compassionevole individuale” per i pazienti affetti da COVID-19.

Questionario

Pazienti e associazioni possono trovare il modulo online

Quali le difficoltà maggiori in questo momento particolare? Quali i bisogni più impellenti? Quali fonti stai consultando per informarti sul Coronavirus? Hai rinunciato alle terapie ospedaliere? Puoi usufruire della consegna domiciliare dei farmaci necessari? Queste e altre domande, per un totale di 31 quesiti, fanno parte dell'indagine conoscitiva che il Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e la Federazione Italiana Malattie Rare (UNIAMO) hanno elaborato al fine di conoscere i bisogni e le istanze dei malati rari nel contesto inedito dell'emergenza Coronavirus. Pazienti e associazioni possono trovare il modulo online nel sito interistituzionale dedicato alle malattie rare e sul sito di UNIAMO. Le risposte ottenute dai questionari saranno poi analizzate congiuntamente da ISS e UNIAMO.

Avigan

L'antivirale non ha alcuna evidenza di efficacia e sicurezza contro il Coronavirus, eppure in Italia parte la sperimentazione sulla spinta dell'opinione pubblica. Ma forse siamo ancora in tempo a fermarci

Negli ultimi cinquant'anni, in Italia, è accaduto ben tre volte che la sperimentazione di un farmaco non venisse avviata secondo criteri scientifici, ma solo per assecondare le pressioni dell'opinione pubblica. Tutti ricordiamo il caso Stamina (2013) e le vicende del metodo Di Bella (1998) e del siero Bonifacio (1970). Oggi, in piena emergenza Coronavirus, la cosa sta per succedere di nuovo con il farmaco giapponese Avigan? Cerchiamo di capirlo.

Fisioterapia

La lettera aperta dell'Associazione Italiana Fisioterapisti: “L'emergenza COVID-19 non ammette zone d'ombra”

Roma – Una dura accusa contro gli osteopati, accusati di diffondere messaggi ambigui e di trattare le persone con procedure non supportate da prove di efficacia. Una pseudoscienza alla quale affidarsi è molto rischioso, specialmente se gli osteopati arrivano a sostenere di poter curare il Coronavirus. A mettere in guardia i pazienti è l'Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI), in una lettera aperta indirizzata alla stampa, che riportiamo di seguito integralmente.

Farmaci

Lo spiega il prof. Andrea Cignarella sul sito della Società Italiana di Farmacologia

Milano – Quali sono i presupposti che spingono a scegliere di trattare i pazienti affetti dall’infezione COVID-19 con farmaci prodotti, registrati e autorizzati per altre patologie, spesso senza alcuna relazione con le infezioni virali? A questa domanda e ad altri dubbi ha risposto Andrea Cignarella, professore associato di Farmacologia dell'Università di Padova, sul sito della Società Italiana di Farmacologia. Riportiamo integralmente il suo intervento.

Sportello legale

Malattie rare e coronavirus - L'esperto risponde

BufalaVirus: le false notizie su COVID-19

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