Il punteggio del questionario sullo stato di salute non ha mostrato differenze significative tra i gruppi. Nel corso dello studio non si è verificato alcun grave effetto collaterale farmaco-correlato

NIJMEGEN (PAESI BASSI) – Il trattamento dei sintomi persistenti correlati alla malattia di Lyme rimane controverso. Un team di ricercatori olandesi, nel loro studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha valutato se il trattamento antibiotico a lungo termine possa portare a risultati migliori di quanto non faccia quello a breve termine.

In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e condotto in Europa, i pazienti hanno ricevuto per via orale un ciclo di 12 settimane di doxiciclina, claritromicina più idrossiclorochina, oppure un placebo. Tutti i gruppi di studio hanno ricevuto in aperto ceftriaxone per via endovenosa per 2 settimane prima di iniziare il regime randomizzato.

Dei 281 pazienti sottoposti a randomizzazione, 280 sono stati inclusi nell'analisi intention-to-treat modificata (86 pazienti nel gruppo doxiciclina, 96 nel gruppo claritromicina-idrossiclorochina e 98 nel gruppo placebo). Il punteggio del questionario sullo stato di salute SF-36 non ha mostrato differenze significative fra i tre gruppi di studio al termine del periodo di trattamento, con punteggi medi di 35,0 nel gruppo doxiciclina, 35.6 nel gruppo claritromicina-idrossiclorochina e 34,8 nel gruppo placebo; il punteggio, inoltre, non ha mostrato differenze significative tra i gruppi neppure nelle successive visite di studio.

In tutti i gruppi, il punteggio del questionario SF-36 è aumentato significativamente dal basale alla fine del periodo di trattamento, e il tasso di eventi avversi è risultato simile tra i gruppi. Quattro eventi avversi gravi ritenuti collegati al farmaco si sono verificati durante la fase di 2 settimane con il ceftriaxone, e nessun grave effetto collaterale farmaco-correlato si è verificato durante la fase randomizzata di 12 settimane.

I risultati dello studio fanno ritenere che nei pazienti con sintomi persistenti correlati alla malattia di Lyme, il trattamento antibiotico a lungo termine non abbia effetti benefici aggiuntivi sulla qualità di vita connessa alla salute, rispetto a quelli ottenuti con il trattamento a breve termine.

Sportello legale

Malattie rare e coronavirus - L'esperto risponde

BufalaVirus: le false notizie su COVID-19

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

Seguici sui Social

Il valore della cura e dell’assistenza nell’emofilia

Il valore della cura e dell'assistenza nell'emofilia

Sulle proprie gambe: racconti di XLH e rachitismo ipofosfatemico

Sulle proprie gambe: racconti di XLH e rachitismo ipofosfatemico

Partner Scientifici



Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni