Malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson, scoperta agli inizi del 1800 da James Parkinson, venne chiamata per oltre un secolo “paralisi agitante” e anche “morbo di Parkinson”. Colpisce in modo indistinto i due sessi e può esordire a qualsiasi età, anche se, in prevalenza, i sintomi si riscontrano in pazienti sopra i 60 anni, raramente in pazienti sopra i 40 e in casi rarissimi in persone più giovani. Si tratta di un disturbo che colpisce il sistema nervoso centrale; il sintomo generalmente più evidente è il tremore, ma non basta questo per stabilire la diagnosi. Altri sintomi possono essere rigidità, lentezza nei movimenti, debolezza, problemi di equilibrio e postura ricurva.
Il codice di esenzione della malattia di Parkinson è 038 (Malattie croniche – Morbo di Parkinson e altre malattie extrapiramidali).

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Thumbs Up!: Staying Positive With Parkinson's Disease

La vision positive delle cose è tutto per Kevin M. Peyton, che con la malattia di Parkinson convive da 20 anni. Un ragazzo normale, che ha affrontato la malattia nel miglior modo possibile e ha poi raccontato la sua vita nel libro Thumbs Up!: Staying Positive With Parkinson's Disease.

Si tratta del primo farmaco in grado di attaccare l’alfa-sinucleina

Sono 10 i pazienti che hanno iniziato la sperimentazione del primo vaccino  per la malattia di Parkinson. E’ stata la rivista New Scientist a darne notizia, spiegando che il vaccino sarebbe in grado di distruggere l’alfa-sinucleina, proteina che innescherebbe la malattia interrompendo la produzione di dopamina.

L’iniziativa è rivolta a dipendenti, pensionati e familiari appartenenti a gestione ex Inpdap

Un progetto che sposa l'esperienza degli Istituti clinici di perfezionamento (Icp) di Milano nell'assistenza ai malati di Parkinson e l'impegno della Gestione previdenziale ex Inpdap di Inps nel campo del welfare integrato, con un finanziamento pari a 400 mila euro. È l'iniziativa 'Il parkinsoniano domiciliare: continuità terapeutica e cura relazionale', presentata qualche giorno fa nel capoluogo lombardo.

La somministrazione continua del farmaco permette la diminuzione della difficoltà di movimento e della discinesia

La somministrazione intestinale continua di gel a base di levodopa e carbidopa sembra essere significativamente vantaggiosa rispetto alla somministrazione per via orale dello stesso farmaco. Lo avrebbe dimostrato uno studio di fase III, supportato da Abbott, presentato in occasione del Congresso dell’American Academy of Neurology.
Il gel, composto di levodopa e carbidopa , è stato somministrato con una pompa portatile direttamente nel duodeno o nel primo tratto del digiuno tramite un sondino permanente attraverso gastrostomia endoscopica percutanea, con un sondino trans addominale esterno e un sondino intestinale interno.

Testate su 155 pazienti paroxetina e velafaxina, lo studio è pubblicato su Neurology

Alcuni farmaci antidepressivi sono efficaci nelle persone con malattia di Parkinson e non peggiorano i loro problemi motori, secondo uno studio pubblicato su Neurology da un team del University of Rochester Medical Center di New York (Usa), coordinati da Irene H. Richard. I medicinali testati sono paroxetina, un antidepressivo della classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, e la venlafaxina a rilascio prolungato, un inibitore del reuptake della noradrenalina e della serotonina.

Il farmaco sperimentale deve ancora affrontare la sperimentazione di fase III

Una buona notizia per quanti sono affetti da malattia di Parkinson. Safinamide, un farmaco sperimentale potenzialmente in grado di arrestare la malatta, sarà finanziato per 20 milioni di euro da Zambon farmaceutici. La multinazionale ha stretto un accordo con l'italiana Newron per completare lo sviluppo clinico del farmaco e inoltrare le domande per la commercializzazione in Europa e negli USA.

Lo studio è stato appena pubblicato sull' American Journal of Human Genetics

Individuata a Siena nuova forma del morbo di Parkinson. Lo studio, realizzato dal gruppo del professor Antonio Federico, direttore U.O.C. Clinica Neurologica e Malattie Neurometaboliche del policlinico Santa Maria alle Scotte, in collaborazione con specialisti dell’Università di Rotterdam, ha individuato una nuova forma di morbo di Parkinson genetico, determinata dalla presenza di un eccesso di manganese nell’organismo.

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