BARCELLONA (SPAGNA) – La criobiopsia polmonare transbronchiale è una metodica diffusa in pochissimi centri pneumologici al mondo. Una sonda, introdotta attraverso un fibrobroncoscopio, viene portata nel tessuto polmonare e poi raffreddata a -89 gradi celsius per tre-quattro secondi, per poi asportare il tessuto. Questo metodo ha il vantaggio di fornire frammenti di tessuto circa tre volte più grandi rispetto a quelli ottenibili con le pinze utilizzate fino ad oggi.
Si tratta di una tecnica usata dal 2011 anche in Italia, adottata per la prima volta dall’U.O. di Pneumologia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, diretta dal prof. Venerino Poletti.

La biopsia polmonare transbronchiale è necessaria per la valutazione di pazienti selezionati con malattia polmonare interstiziale. La resa diagnostica della valutazione istopatologica è variabile ed è influenzata da fattori quali la dimensione dei campioni e la presenza di artefatti da schiacciamento lasciati dalle convenzionali pinze da biopsia.

 

Ora uno studio dell’Università di Barcellona, pubblicato sulla rivista Respirology, ha confrontato la resa diagnostica e la sicurezza della biopsia polmonare transbronchiale con criosonda rispetto a quella con le pinze convenzionali.

Lo studio ha analizzato i dati di 77 pazienti sottoposti a biopsia polmonare transbronchiale per la valutazione di malattia polmonare interstiziale; i pazienti sono stati assegnati al gruppo criosonda o al gruppo pinza convenzionale. Due patologi hanno valutato i campioni di tessuto e hanno convenuto sulla diagnosi istopatologica. Sono state confrontate anche la durata delle procedure, le complicazioni e le variabili del campione di qualità.

La diagnosi più frequente osservata nel gruppo criosonda era polmonite interstiziale non specifica. Le diagnosi istopatologiche sono state identificate più frequentemente nel gruppo criosonda (74,4%) rispetto al gruppo pinza convenzionale (34,1%), e la resa diagnostica era più alta nel gruppo criosonda (51,3% contro 29,1%). La criosonda, inoltre, ha raccolto un’area media maggiore di tessuto. Sanguinamento di grado 2 o superiore (non statisticamente significativo) si è verificato nel 56,4% dei casi nel gruppo criosonda e nel 34,2% dei casi nel gruppo pinza convenzionale. Non sono state osservate differenze per le altre complicazioni.

La biopsia polmonare transbronchiale con criosonda – concludono gli autori – è sicura e potenzialmente utile nella diagnosi di malattia polmonare interstiziale. Saranno comunque necessari studi randomizzati più estesi per confermare i potenziali benefici di questa procedura.

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