Circa duecento mila persone colpite da questo effetto collaterale. Ora l’impegno è portare il farmaco nei pronto soccorso

L’angioedema è un effetto collaterale raro dell’utilizzo degli ace inibitori, i principali farmaci utilizzati per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, che comunemente indichiamo solo con ‘ipertensione’. A utilizzare questi farmaci, inibitori dell'Enzima di Conversione dell'Angiotensina (Angiotensin Converting Enzyme= ACE), che ha un ruolo fondamentale nel controllo della pressione arteriosa, sono utilizzati da circa 40 milioni di pazienti in tutto il mondo.

L’angioedema è un effetto collaterale raro, che interessa lo 0,5% dei pazienti che assumono tali farmaci. Capiamo bene però che su un numero così ampio l’effetto collaterale interessa circa duecentomila persone.

“L’angioedema può colpire le vie aeree causando situazioni estreme – spiega la Dr.ssa Maria Bova, del Centro di Riferimento Campano per la Diagnosi e la Terapia dell'Angioedema Ereditario presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II – per le quali i pazienti devono essere immediatamente intubati e ricoverati; in alcuni casi possono anche rischiare la morte per soffocamento. Data la gravità di questo effetto collaterale ormai noto e in assenza di un trattamento specifico, abbiamo trattato alcuni pazienti con un farmaco approvato per il trattamento dell’angioedema ereditario, causato invece da una specifica mutazione genetica. Icatibant, il farmaco in questione, ha dimostrato una completa risoluzione dei sintomi in 8 ore.”

Icatibant è un antagonista del recettore della bradichinina somministrabile per via sottocutanea – spiega Bova -  recentemente reso disponibile come alternativa al C1 inibitore per il trattamento dell’angioedema ereditario. Abbiamo dimostrato l’azione del farmaco sull’angioedema ACEI- correlato in uno studio pubblicato su International and Emergency Medicine. Esistono inoltre altre prestigiose pubblicazioni che hanno dimostrato l’efficacia di questo farmaco (NEJM - Annals of Emergency medicine), quindi il nostro prossimo obiettivo è fare in modo che ogni pronto soccorso possa dotarsene, per permettere una maggiore sicurezza anche in questi casi.”

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