Il codice di esenzione dell'acromegalia è 001 (Malattie croniche).

Il prof. Andrea Giustina (Brescia) ha scritto una revisione sui progressi della terapia

BRESCIA – Nel febbraio 1999, a Cortina d'Ampezzo, si tenne una consensus conference internazionale per definire i criteri per la cura dell'acromegalia. Da allora la visione della malattia si è evoluta e sono state diffuse altre linee guida. Il prof. Andrea Giustina, Ordinario di Endocrinologia all’Università di Brescia, con tre colleghi ha effettuato una revisione della letteratura sull'acromegalia, pubblicata sulla rivista Progress in Molecular Biology and Translational Science, nella quale ha evidenziato i progressi degli ultimi 15 anni.

L'acromegalia è una complessa malattia endocrina causata da un'eccessiva produzione di ormone della crescita (GH) ed è caratterizzata da una progressiva alterazione delle caratteristiche somatiche e da sintomi sistemici che coinvolgono diversi apparati dell'organismo. Un gruppo di ricercatori provenienti da due delle principali università della Romania, la Iuliu Hatieganu University of Medicine and Pharmacy (Cluj-Napoca) e la Carol Davila University of Medicine and Pharmacy (Bucharest), hanno valutato, su pazienti affetti da acromegalia, l'efficacia di una serie di trattamenti con analoghi della somatostatina in combinazione con agonisti della dopamina, monitorando gli effetti delle diverse terapie sui livelli di GH e di IGF1 (fattore di crescita insulino-simile di tipo 1). I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Clujul Medical.

Nella lingua italiana con la locuzione “Il segreto di Pulcinella” si indica un segreto che non è più tale, nonostante i molti tentativi di mantenerlo nascosto. Tuttavia, la celebre maschera napoletana inventata da Silvio Fiorillo nella seconda metà del 16° secolo cela un segreto che pochi conoscono: Pulcinella sembra essere stato affetto da acromegalia.

I ricercatori hanno individuato un disturbo chiamato ‘acrogigantismo x – linked’ dove la crescita anomala avviene in età precoce

BETHESDA, ML (U.S.A.) – Un aumento della secrezione di ormone della crescita porta a gigantismo nei bambini e ad acromegalia negli adulti; le cause genetiche di queste due patologie sono poco conosciute. Un team internazionale di ricercatori, fra i quali alcuni italiani, ha eseguito studi clinici e genetici di campioni ottenuti da 43 pazienti con gigantismo e ha poi sequenziato un gene implicato nei campioni provenienti da 248 pazienti con acromegalia: lo studio è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine.

L’acromegalia è una malattia rara, grave e invalidante caratterizzata dal progressivo ingrossamento delle ossa acrali (della testa, delle mani e dei piedi), delle labbra e di alcuni altri organi con conseguenti alterazioni metaboliche che comportano un rischio per la vita dei pazienti. I pazienti con acromegalia non trattata, infatti, hanno un tasso di mortalità pari a circa il doppio rispetto a quello osservato nella popolazione generale e una riduzione media dell’aspettativa di vita di circa 10 anni.

I cambiamenti fisici avvengono così lentamente che il paziente spesso trascura queste alterazioni e ritarda la diagnosi

BRESCIA – “Una malattia subdola, con segni evidenti e altri invisibili”. Così il Prof. Andrea Giustina, Ordinario di Endocrinologia all’Università di Brescia, definisce l’acromegalia. Nel suo centro ha in cura più di cento pazienti: in Italia si supera ampiamente il migliaio.

L’alternativa è il farmaco pasireotide, un analogo della somatostatina di nuova generazione che negli studi clinici si è dimostrato efficace e sicuro

BRESCIA – Mani e piedi più grandi, l’incapacità a infilare o sfilare gli anelli, un aumento della misura delle scarpe, modificazioni dei tratti somatici del volto (allargamento del naso, aumento di volume di labbra e lingua). E ancora, la sporgenza delle bozze prefrontali, la protrusione delle arcate zigomatiche e del mento (prognatismo), un aumento dello spazio tra i denti (diastasi dentaria). Sono questi i primi segni dell’acromegalia, una condizione rara, grave e invalidante, il cui nome deriva appunto dal greco acros (estremità) e megalos (grandi).

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