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Acromegalia

Roma – “Soffrivo sempre di mal di testa”. “A 37 anni portavo il 47 di scarpe”. “Non vedevo più da un occhio”. “Il mondo ti cambia”. A raccontare cosa significa convivere e ricevere una diagnosi di acromegalia sono i pazienti, testimoni diretti in una manciata di secondi del pesante e sofferto vissuto legato a questa grave patologia ancora poco conosciuta.

Prof. Andrea GiustinaIn passato si riteneva che l’acromegalia non potesse essere associata a fragilità scheletrica. Solo nei primi anni duemila, grazie agli studi condotti dal gruppo di ricerca del prof. Andrea Giustina, è stato dimostrato che i pazienti sono a rischio di sviluppare fratture vertebrali

MILANO – L’acromegalia è una malattia endocrina che insorge in età adulta, causata da un'eccessiva secrezione di ormone della crescita (GH) da parte di un adenoma ipofisario e caratterizzata dallo sviluppo di complicanze croniche che compromettono la qualità di vita dei pazienti affetti determinando anche, soprattutto se la malattia non è ben controllata, una mortalità precoce.

Milano – L'acromegalia la patologia che deforma il viso e le estremità degli arti e determina ingrandimento degli organi interni in età adulta, causata da un eccesso di ormone della crescita (GH) che porta ad un relativo aumento dell’IGF-1 ed è determinato nel 95-99% dei casi da un tumore (adenoma) dell’ipofisi che insorge tra i 20 e i 40 anni. Si tratta di una condizione relativamente rara, con una prevalenza di 40-70 casi per milione di abitanti, interessa soggetti adulti anche in età giovanile che entrano in una spirale di problemi invalidanti, dalla modificazione della forma del corpo, l’ingrandimento di arti e volto, l’aumento delle dimensioni degli organi interni come il cuore e lo sviluppo di gravi complicanze metaboliche come il diabete mellito assai recentemente analizzato in un articolo del gruppo di Brescia sulla prestigiosa rivista Trends in Endocrinology and Metabolism.

Il farmaco è stato approvato per il trattamento dei pazienti nei quali l’intervento chirurgico sia non indicato o non risolutivo e per quelli non adeguatamente controllati con gli analoghi della somatostatina di prima generazione

Pasireotide ha ricevuto anche in Italia l'indicazione per il trattamento dei pazienti con acromegalia nei quali l'intervento chirurgico sia non indicato o non risolutivo e non adeguatamente controllati con gli analoghi della somatostatina di prima generazione.
Il farmaco, prodotto da Novartis, è un analogo della somatostatina di seconda generazione già disponibile per il trattamento della malattia di Cushing.

Prof. Annamaria Colao: la diagnosi di questa malattia è ancora un bisogno non risolto

Il Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia dell’Università degli Studi Federico II di Napoli (e Centro di eccellenza nazionale e internazionale per le malattie endocrinologiche rare e per le malattie ipofisarie) diretto da Annamaria Colao ha organizzato un summit, iniziato oggi, che si concluderà sabato 7 maggio, con i maggiori esperti italiani e internazionali pronti a  fare il punto sullo stato dell’arte, in particolare per l'acromegalia e sui disturbi correlati.

Il prof. Andrea Giustina (Brescia) ha scritto una revisione sui progressi della terapia

BRESCIA – Nel febbraio 1999, a Cortina d'Ampezzo, si tenne una consensus conference internazionale per definire i criteri per la cura dell'acromegalia. Da allora la visione della malattia si è evoluta e sono state diffuse altre linee guida. Il prof. Andrea Giustina, Ordinario di Endocrinologia all’Università di Brescia, con tre colleghi ha effettuato una revisione della letteratura sull'acromegalia, pubblicata sulla rivista Progress in Molecular Biology and Translational Science, nella quale ha evidenziato i progressi degli ultimi 15 anni.

L'acromegalia è una complessa malattia endocrina causata da un'eccessiva produzione di ormone della crescita (GH) ed è caratterizzata da una progressiva alterazione delle caratteristiche somatiche e da sintomi sistemici che coinvolgono diversi apparati dell'organismo. Un gruppo di ricercatori provenienti da due delle principali università della Romania, la Iuliu Hatieganu University of Medicine and Pharmacy (Cluj-Napoca) e la Carol Davila University of Medicine and Pharmacy (Bucharest), hanno valutato, su pazienti affetti da acromegalia, l'efficacia di una serie di trattamenti con analoghi della somatostatina in combinazione con agonisti della dopamina, monitorando gli effetti delle diverse terapie sui livelli di GH e di IGF1 (fattore di crescita insulino-simile di tipo 1). I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Clujul Medical.



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