HIV sta per Virus da Immunodeficienza Umana, ed è l’agente eziologico dell’AIDS. Il virus distrugge le cellule del sangue che sono indispensabili per il corretto funzionamento del sistema immunitario, la cui funzione è di difendere l’organismo dalle malattie. AIDS è invece l’acronimo di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita e si manifesta quando il sistema immunitario è talmente indebolito dall’HIV che l’individuo è soggetto a un gran numero di malattie o infezioni, denominate “opportunistiche”. I primi casi di malattia furono riportati nel 1981, l’anno successivo vennero stabilite le modalità di trasmissione e nell’85 entrò in commercio il Test HIV per scoprire il virus nel sangue, poi sostituito da uno più rapido nel 1991. Nei primi anni non esistevano terapie, poi, col tempo, le cose sono molto cambiate: le terapie sono nate e si sono evolute, tuttavia non esiste ancora né un vaccino per evitare il contagio né una cura per eliminare del tutto il virus.
Il codice di esenzione dell'infezione da HIV è 020 (Malattie croniche).

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Uno studio internazionale invita a non abbassare la guardia

In contemporanea con la 19 ° Conferenza Internazionale sull'AIDS, a Washington uno studio pubblicato su The Lancet, finanziato dalla Bill and Melinda Gates Foundation e l'Unione europea (UE), ha segnalato che piccole mutazioni genetiche, che rendono l'HIV immune ai principali farmaci di prima linea, sono aumentate in Africa orientale e meridionale.

Un test per l’HIV da effettuare in farmacia, attendendo solo 20 minuti per l’esito. Si tratta di una possibilità reale, che potrebbe arrivare anche in Italia. Il programma pilota è stato avviato pochi giorni fa negli Stati Uniti e durerà per due anni e nel frattempo la FDA approva un kit per fare il test anche a casa propria.

Si chiama Quad e in una sola compressa combina quattro farmaci antiretrovirali per il trattamento dell’HIV. Il farmaco ha appena superato lo studio di fase III, pubblicato qualche giorno fa sulla rivista The Lancet.

Tutti i concorsi banditi dal ministero della Difesa chiedono il test Hiv (negativo) ai candidati. Contravvenendo tutte le leggi

Como -  Vivi con l'Hiv? Niente divisa. Neanche per suonare il saxofono. Ormai tutti i bandi che escono dal ministero della Difesa chiedono esplicitamente ai candidati di presentare un test Hiv negativo, pena l'esclusione. Anche se il concorso è per 9 orchestrali per la banda musicale dell'Arma dei Carabinieri. O per tirare con l'arco in un centro agonistico della Marina. O per i 248 posti disponibili nei licei annessi alle Scuole militari dell'esercito: chiedono il test Hiv anche ai sedicenni!

Oggi i farmaci una volta cominciati vanno ancora assunti per tutta la vita

“Le terapie contro l’AIDS una volta cominciate non si smettono più”: era questa fino ad oggi una delle convinzioni più solide, ma le cose cambiano e grazie a un gruppo di ricercatori italiani dell’Istituto Superiore di Sanità fra qualche tempo questo potrebbe non essere più vero. Una ricerca pubblicata ieri sera su PLOS Pathogenes apre infatti  la strada all’interruzione definitiva del trattamento. I ricercatori guidati da Andrea Savarino, hanno messo a punto uno specifico cocktail di farmaci che, somministrato per un limitato periodo di tempo, è stato capace di indurre nell’organismo animale l’autocontrollo dell’infezione a seguito della sospensione della terapia. Si tratta di uno studio che, se pur a livello ancora di sperimentazione animale, promette importanti e innovativi sviluppi clinici.

La Campagna ha visto coinvolti 20 Istituti Penitenziari in 11 Regioni italiane

Sono stati presentati il 17 maggio i primi risultati della Campagna di Informazione sulle patologie virali croniche all’interno degli Istituti Penitenziari Italiani, promossa dalla SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), dalla SIMSPE (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria), NPS Italia Onlus (Network Persone Sieropositive) e l’Associazione Donne in rete Onlus e, patrocinata dal Ministero della Giustizia e dal Ministero della Salute.

A Roma l’8 maggio si è svolto un’importante convegno con il patrocinio dell’ISS

Aids, trent’anni dopo. Luci ed ombre. I sieropositivi non muoiono più di Aids: ci sono farmaci che cronicizzano la malattia purché trattata presto e bene. Ma c’è anche la drammatica constatazione che l’AIDS continua a non far paura tanto che i rapporti non protetti con le prostitute sono considerati solo ‘scappatelle’. Epatite C: il virus uccide eppure, se ben trattati, i pazienti guariscono. Ma non sanno di essere infetti e, quindi, non si curano. Perché l’Epatite C non fa paura.

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