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OssMalattieRare Una malattia neurodegenerativa aggressiva e rara, ma molto più diffusa di quanto si immagini. Ne abbiamo parlato con il prof. Ferdinando Squitieri, Responsabile U.R. e Cura #Huntington @cssmendel e Direttore Scientifico della @LirhOnlus . bit.ly/2IHyZR9
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OssMalattieRare Vengono chiamati “bambini farfalla” per la fragilità della loro pelle. Jonathan e Hassan hanno avuto due destini diversi. Il bambino siriano affetto da #EpidermolisiBollosa è stato salvato dall'équipe dell' @UNIMORE_univ , del prof. Michele De Luca. bit.ly/2s9PMBa
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OssMalattieRare Per gestire i sintomi della #ChilomicronemiaFamiliare occorre seguire una dieta rigida e restrittiva. Un sondaggio presentato nel corso di un evento @nationallipid conferma che questa alimentazione influisce sulla salute mentale ed emotiva dei pazienti. bit.ly/2LsGyJk
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OssMalattieRare “Una malattia così devastante ti induce, per forza di cose, a cambiare lo stile di vita.” Maria Grazia, protagonista della quarta puntata di #huntingtonstories , il progetto realizzato da @HuntingtonOnlus , racconta la sua esperienza con il marito. bit.ly/2KJGOlZ pic.twitter.com/nSUc9vbT0T
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OssMalattieRare La diagnosi di #MalattiadiFabry fa paura, ma Angela guarda al futuro con speranza. La sua storia in questa intervista realizzata per il progetto #ViverelaFabry . Grazie #AIAFOnlus per il patrocinio a questa campagna. Guarda il VIDEO bit.ly/2khKDn3 pic.twitter.com/AHNKEi4rPj
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AIDS - HIV

HIV sta per Virus da Immunodeficienza Umana, ed è l’agente eziologico dell’AIDS. Il virus distrugge le cellule del sangue che sono indispensabili per il corretto funzionamento del sistema immunitario, la cui funzione è di difendere l’organismo dalle malattie. AIDS è invece l’acronimo di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita e si manifesta quando il sistema immunitario è talmente indebolito dall’HIV che l’individuo è soggetto a un gran numero di malattie o infezioni, denominate “opportunistiche”. I primi casi di malattia furono riportati nel 1981, l’anno successivo vennero stabilite le modalità di trasmissione e nell’85 entrò in commercio il Test HIV per scoprire il virus nel sangue, poi sostituito da uno più rapido nel 1991. Nei primi anni non esistevano terapie, poi, col tempo, le cose sono molto cambiate: le terapie sono nate e si sono evolute, tuttavia non esiste ancora né un vaccino per evitare il contagio né una cura per eliminare del tutto il virus.
Il codice di esenzione dell'infezione da HIV è 020 (Malattie croniche).

Per approfondimenti clicca qui.

Proposto un nuovo modello per gli studi clinici

Gli studi di fase III sul virus Hiv multi-resistente hanno recentemente subito un grave rallentamento dovuto alla carenza di pazienti disposti a partecipare alle sperimentazioni. In parte ciò è dovuto all' uso crescente degli inibitori della proteasi potenziati e del miglioramento complessivo della potenza e l'efficacia delle terapie antiretrovirali. In parte, secondo il Washington-based Forum for Collaborative HIV Research è dovuto alla necessità di evoluzione degli stessi studi. Il Forum, un gruppo di stakeholder statunitensi che conta tra i suoi membri rappresentanti del governo, dell’industria, delle associazioni di pazienti, ricercatori, operatori sanitari e fondazioni private, ha formulato la propria proposta. L'articolo è stato pubblicato sulla rivista AIDS e riportato da Pharmastar.

Hanno partecipato allo studio anche i chimici di Tor Vergata di Roma

Sono ben due i team chimici che hanno esplorato questa nuova via che apre grandi speranze per un miglioramento sensibile dei test diagnostici per individuare patologie quali Hiv, tumori e diabete. L’Università Tor Vergata di Roma e l’UC Santa Barbara (USA) hanno infatti riprodotto in laboratorio le strategie elettrostatiche messe in campo dai microorganismi in natura.

Tubercolosi e sindrome da deperimento i maggiori fattori associati a rischio morte precoce

Si è recentemente concluso uno studio sistematico sulla mortalità precoce negli adulti affetti da HIV a seguito dell'inizio di una terapia antiretrovirale (ART) nei paesi di basso e medio reddito in Asia, Africa, Centro e Sud America. Lo studio, pubblicato su PloS One, ha riscontrato una significativa eterogeneità nei risultati e nella modalità di denuncia degli esiti di tutti gli studi di valutazione della mortalità nel primo anno di terapia con anti retrovirali pubblicati fino ad ora. Il più alto tasso di mortalità precoce è stato riscontrato nell'Africa Sub-Sahariana, e le malattie opportunistiche come la tubercolosi e la sindrome da deperimento sono state indicate come le più comuni cause di morte.

Da uno studio retrospettivo de La Sapienza, durato 10 anni, benefici osservati nel 60 per cento dei pazienti

Ci sono i vaccini, in fase di sperimentazione ma con i quali ancora non si intravvedono prospettive certe, e ci sono strategie come le terapie genetiche e lo sviluppo di biomarker per predire e tenere sotto controllo le infezioni. Ma per l’HIV la ricerca è fondamentalmente legata a pochi farmaci e al miglioramento delle strategie dei trattamenti attualmente disponibili. Sforzi convogliati in un’unica parola: anti-retrovirali. “Nel corso degli anni ci sono state modificazioni dei principi attivi adottati, per cui oggi abbiamo a disposizione molecole meno tossiche e certamente più sicure per il paziente. Di certo sappiamo che la terapia con anti-retrovirali è l’unica strada al momento percorribile la cui efficacia è dimostrata”, spiega Ivano Mezzaroma, ricercatore del Dipartimento di Medicina Clinica de La Sapienza di Roma che ha partecipato a uno studio retrospettivo per valutare i benefici provenienti da questo approccio terapeutico.

Il numero verde 800861061 rimarrà attivo dalle 8 alle 20

In occasione della Giornata Mondiale di lotta contro l’AIDS - giovedì 1° Dicembre 2011 - gli esperti del Telefono Verde AIDS e IST (800-861061) saranno a disposizione degli utenti dalle ore 8.00 alle ore 20.00, per rispondere a quesiti, chiarire dubbi e fornire indicazioni in merito ai Centri diagnostico-clinici e alle Organizzazioni non governative che si occupano di HIV, AIDS e IST presenti sul territorio nazionale.    

Ricercatori di tutto il mondo discutono su nuovi studi e terapie

L'Università di Siena ospiterà, presso l'Aula Magna del Rettorato, dal 4 al 7 ottobre prossimi, il Quarto ICRI - International Conference on Retroviral Integration, convegno internazionale che vedrà riuniti ben 150 tra i maggiori ricercatori nel campo dell’infezione da HIV provenienti da tutto il mondo. Si tratta di scienziati attivi in differenti ambiti, da quello chimico farmaceutico a quello clinico e in 4 giorni di lavori  si confronteranno sulle nuove prospettive per combatter l’AIDS e il la diffusione del virus dell’HIV. Il convegno internazionale è organizzato dall’Università di Siena in collaborazione con l'Università di Leuven e il VII Programma Quadro della Comunità Europea. A far gli onori di casa a Siena, come membro del comitato organizzatore dell'evento, sarà il professor Maurizio Botta, preside della facoltà di Farmacia dell'Università di Siena e da anni protagonista nello studio e nella realizzazione di nuove molecole contro l'Hiv (e membro del nostro comitato scientifico).

Queste molecole si legano al rivestimento del virus e gli impediscono di entrare nella cellula

Bloccare il virus prima che entri nelle cellule, e così impedirgli di trovare un terreno adatto per replicarsi. Il principio è noto da tempo ed è già stato usato contro l’infezione da HIV, producendo creme e gel vaginali da usare per prevenire la trasmissione per vie sessuali del virus. A svolgere in questo caso la funzione di antimicrobico sono state in questo caso le lectine, derivate da piante e batteri (un gruppo di molecole che si trovano in natura e che interagiscono e si legano con gli zuccheri specifici), che inibiscono l'ingresso del virus HIV nelle cellule, legandosi agli zuccheri che si trovano sul suo rivestimento. Si trattava però di sostanze naturali estremamente costose: ma ora le cose potrebbero cambiare.




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