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“Pensare fuori dagli schemi: la medicina in un mondo di risorse limitate”: è lo slogan del 16° Congresso Europeo di Medicina Interna (ECIM), in programma dal 31 agosto al 2 settembre nei prestigiosi spazi dell’Università degli Studi di Milano.
L’evento è organizzato dall’EFIM, la Federazione Europea di Medicina Interna, che comprende le società nazionali di medicina interna di 33 Paesi, in rappresentanza di circa 40.000 internisti.

Con questo incontro, EFIM si pone l’obiettivo principale di promuovere la medicina interna e consentire agli internisti di fornire la migliore cura ai pazienti in tutta Europa, attraverso la conoscenza dei progressi scientifici recenti, anche nell’ottica del futuro della medicina nel 21° secolo.

Al Congresso, che si svolge per la prima volta a Milano, prenderanno parte membri di tutte le Società scientifiche internistiche affiliate all’EFIM e costituisce quindi un momento di crescita e scambio culturale per tutti gli oltre 1.500 delegati provenienti da tutto il mondo: dall’Europa dell’Est agli Stati Uniti fino al Medio Oriente, oltre a rappresentanti di Paesi come Turchia e Tunisia.

Una tre giorni ad ampio respiro, dunque, che interessa da vicino anche i circa 5.000 medici internisti presenti in Italia e gli oltre 100.000 in Europa.

Ma chi è il medico internista? E’ quello specialista che applica conoscenze scientifiche ed expertise clinico alla diagnosi e al trattamento in tutto quel complesso spettro di condizioni che vanno dalla salute alle malattie complesse. L’internista è il medico che si prende cura dei pazienti complessi, con multimorbidità, interprete di una sanità sostenibile ed equa.

La manifestazione, che vedrà la partecipazione di circa 40 relatori di diversa nazionalità, si presenta ricca di spunti e argomenti interessanti. L’obiettivo principale dell’evento è quello di recuperare il valore della presa in carico del malato nella sua globalità, compito prioritario per un medico Internista.

Tra i principali topics del Congresso:
•    Il ruolo della medicina interna in un mondo dalle risorse limitate
•    La valutazione della qualità clinica e formazione del medico
•    L’invecchiamento di successo
•    Il ruolo strategico della Medicina Interna nell’odierna riorganizzazione della Sanità Italiana ed Europea
•    “Less is more”
•    La medicina dei migranti
•    La Medicina personalizzata
•    L’Antibiotico resistenza

Oltre alla trattazione di argomenti d’interesse generale, come quelli sopra, vi sarà anche una parte dedicata all’aggiornamento clinico, costituita da Updates in sette aree diverse: dall’ematologia alla cardiologia, dalla medicina respiratoria alla diabetologia, dall’endocrinologia alla nefrologia, fino alla medicina di emergenza, l’epatologia e la gastroenterologia. Durante ciascun update saranno presentati i cinque lavori pubblicati negli ultimi due anni che hanno modificato la pratica clinica in quel particolare settore.

A Milano spazio poi per le future generazioni: è infatti prevista una sessione dedicata ai giovani medici internisti che avranno un corner a loro disposizione per portare le proprie esperienze ed esigenze.

“Il congresso – afferma il Presidente EFIM, l’islandese Runolfur Palsson - è una grande opportunità di incontro e confronto per gli internisti provenienti da tutta Europa, che potranno condividere l'esperienza di praticare la medicina interna, pietra angolare di ogni sistema sanitario nazionale”.

“La Gestione delle persone anziane con più malattie croniche, in maniera sicura ed economicamente sostenibile - aggiunge la Professoressa Maria Domenica Cappellini, Presidente ECIM 2017 - è diventata una sfida importante per noi medici. Mentre la medicina interna continua ad avanzare, la fornitura di servizi sanitari ai pazienti è fondamentalmente un processo umano”.
   
“Sulla scia del precedente successo registrato dal Congresso di Amsterdam – spiega il Professor Nicola Montano, Presidente Eletto EFIM – cercheremo di mantenere un format simile, offrendo spunti di confronto ai partecipanti”.

Secondo gli esperti, in Europa, negli ultimi 30/40 anni, la Medicina Interna è stata non solo sottovalutata ma quasi messa in secondo piano rispetto alla medicina specializzata/specialistica.

“La differenza rispetto al medico specialista – conclude Montano – è come quella che c’è tra chi nuota e chi invece decide di fare apnea: noi medici di medicina interna “nuotiamo” e vediamo l’orizzonte, ma non riusciamo a vedere cosa ci sia sul fondo; gli specialisti, invece, vanno a fondo ma perdono la visione dell’orizzonte”.    

Clicca qui per conoscere il programma dell'evento.

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