Da oggi al Gemelli un meeting scientifico sulla nuova frontiera della chirurgia laparoscopica per una patologia con molte ripercussioni sociali

L’applicazione della tecnologia tridimensionale nel trattamento chirurgico di una patologia ginecologica tra le più difficili: l’endometriosi profonda, la forma più severa di endometriosi. Il punto nel meeting scientifico “Ultrasound &Surgery - 3° Course Ultrasound in deep endometriosis” venerdì 13 e sabato 14 giugno alle ore 8.30, nell’Aula Brasca del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”.
Protagonista dell’incontro la laparoscopia 3D, supporto innovativo per la performance del chirurgo. Gli esperti affronteranno il tema dell’innovazione tecnologica, come strumento fondamentale dell’esperienza chirurgica del medico e opportunità, per i Centri di endometriosi, per lo sviluppo dell’integrazione tecnologica con le competenze professionali.

 

“Oggi, solo in Italia vi sono 3 milioni di donne affette dall’endometriosi” – spiegano gli organizzatori del Corso – “e circa 154 milioni nel mondo e il numero di interventi annui interessa il 30% delle pazienti. Il trattamento chirurgico dell'endometriosi profonda è consigliato quando la malattia provoca una limitazione del qualità di vita, al fine di ottenere la scomparsa del dolore e il ripristino della fertilità. La tecnica laparoscopica tradizionale (2D) rappresenta attualmente, la migliore procedura per rimuovere l'endometriosi pelvica e intestinale poiché consente un approccio completo e meno invasivo."

"La laparoscopia con tecnologia 3D applicata agli interventi per endometriosi profonda- continuano gli organizzatori- permette (rispetto alla tecnologia 2D) una più completa eradicazione delle lesioni poiché la tridimensionalità dell’immagine permette una migliore percezione della profondità di campo, un feedback tattile migliore, maggior precisione, riduzione delle complicazioni, minore stress per il chirurgo e, soprattutto per il paziente, la riduzione dei costi e un miglior recupero post operatorio”.

“Fino ad oggi” – proseguono – “l’approccio all’endometriosi ovarica è stato prettamente chirurgico. Negli ultimi anni si è iniziato a capire che è importante essere più conservativi in quanto l'asportazione chirurgica può anche comportare un rischio per la fertilità. L'asportazione chirurgica delle cisti, infatti, provoca comunque una perdita di follicoli. Un ginecologo deve considerare molteplici fattori prima di decidere se sottoporre o meno a chirurgia una paziente con endometriosi ovarica e, specie per le donne giovani o in cerca di una gravidanza, è molto importante fare la scelta giusta”.

In particolare, nella sessione dedicata alla live ultrasound, attraverso la forma del confronto tra l’imaging laparoscopico della pelvi e quello ecografica, si forniranno strumenti teorico-pratici per una migliore appropriatezza diagnostica. Nella sessione "Endometrioma and Ovarian Reserve" di sabato 14 gli esperti del settore discuteranno su questo tema così delicato e ancora oggi molto dibattuto.  

All’evento, che ha come tema centrale la multimedialità in chirurgia e che si basa sulla condivisione e discussione della live surgery in 3D, partecipano circa 250 chirurghi, per la metà giovani professionisti, e membri delle Associazioni delle donne affette da endometriosi: Endometriosis.org, Associazione Italiana Endometriosi (AIE), Associazione Progetto Endometriosi (APE), Arianne Onlus.

Il Corso è introdotto dal Prof. Giovanni Scambia, Direttore del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna, della Vita Nascente, del Bambino e dell’Adolescente del Policlinico Gemelli. E’ stato invitato il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin.

Seguiranno quindi le sessioni del Corso, coordinate dal Dott. Fiorenzo De Cicco Nardone, con la partecipazione di relatori nazionali ed internazionali, esperti nel campo del trattamento chirurgico dell’endometriosi profonda, fra i quali si segnalano David Soriano (Università di Tel Aviv, Israele), Gernot Hudelist (Endometriosis and Pelvic pain Center di Vienna),  Lone Hummelshoj (Segretario generale della World Endometriosis Society) e Davor Jurkovic (University College Hospital, Londra).

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