BufalaVirus

La rubrica settimanale di OMaR che scova le false notizie sul Coronavirus SARS-CoV-2 e sulla malattia COVID-19.

  • Coronavirus: il vaccino per la tubercolosi non protegge dall’infezione

    Il dott. Luigi Ruffo Codecasa (Milano) smentisce l’ennesima falsa notizia che circola sul virus SARS-CoV-2

    Il 24 marzo 1882 Robert Koch, celebre microbiologo tedesco, presentò alla Società tedesca di Fisiologia e Medicina i risultati del suo lavoro sul Mycobacterium tuberculosis, inquadrandolo, di fatto, quale agente eziologico della tubercolosi. Forse è proprio da qui che dovremmo partire per disinnescare l’ultima bufala mediatica esplosa sui social, che, per spiegare l’ampia diffusione del nuovo Coronavirus SARS-CoV-2 tira in ballo proprio la tubercolosi (TBC). E in particolare il vaccino (BCG) messo a punto contro di essa.

  • Coronavirus: il farmaco giapponese Avigan sarà il nuovo caso Stamina?

    L'antivirale non ha alcuna evidenza di efficacia e sicurezza contro il Coronavirus, eppure in Italia parte la sperimentazione sulla spinta dell'opinione pubblica. Ma forse siamo ancora in tempo a fermarci

    Negli ultimi cinquant'anni, in Italia, è accaduto ben tre volte che la sperimentazione di un farmaco non venisse avviata secondo criteri scientifici, ma solo per assecondare le pressioni dell'opinione pubblica. Tutti ricordiamo il caso Stamina (2013) e le vicende del metodo Di Bella (1998) e del siero Bonifacio (1970). Oggi, in piena emergenza Coronavirus, la cosa sta per succedere di nuovo con il farmaco giapponese Avigan? Cerchiamo di capirlo.

  • Arbidol, il farmaco russo che NON cura il Coronavirus

    Il medicinale è stato testato in vitro anche per COVID-19, ma i dati sono insufficienti. Anzi, sembra che non sia efficace nemmeno contro la comune influenza

    Cosa c'è di più contagioso del Coronavirus? Le bufale che lo riguardano. Non sono letali, certo, ma la disinformazione può creare ugualmente gravi danni. E se la produzione di bufale è sempre stata fiorente, da due mesi è diventata una vera e propria infodemia. Il termine è stato portato alla ribalta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: deriva dall'inglese infodemic, a sua volta composto da information ed epidemic. La Treccani, che lo registra fra i neologismi del 2020, lo definisce come “la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”.

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BufalaVirus: le false notizie su COVID-19

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