Malattie rare e Coronavirus

  • COVID-19, più vicini ai pazienti con il progetto di telemedicina “Ti Video Visito”

    Il servizio è gratuito e volto a garantire continuità assistenziale in sicurezza

    Origgio – In questo momento di gestione sanitaria della pandemia di Coronavirus, pazienti e medici, in tutta Italia, hanno a loro disposizione un supporto concreto attraverso il quale è possibile effettuare tele-video-visite, gestire il monitoraggio a distanza di parametri clinici e sintomi da COVID-19, garantire continuità assistenziale in condizioni di assoluta sicurezza. #TiVideoVisito, questo il nome dell’iniziativa, nasce per garantire servizi terapeutico-assistenziali da remoto, in risposta a un’esigenza emersa con urgenza nel corso dell’attuale crisi virale, ma le sue potenzialità vanno ben oltre l’emergenza, consentendo lo sviluppo di un futuro modello di gestione delle relazioni tra medico e paziente efficace, snello e sostenibile.

  • COVID-19, minor accesso a terapie intensive e più mortalità per i pazienti con tumore toracico

    A rivelarlo i risultati preliminari di uno studio internazionale pubblicato su Lancet Oncology

    Milano – Durante la pandemia di COVID-19, i pazienti colpiti da tumore al polmone hanno avuto meno accesso alle terapie intensive (8,3%) rispetto agli altri pazienti oncologici (26%) e la mortalità è stata molto più elevata (35% rispetto al 13%). A rivelarlo sono i risultati preliminari del primo studio internazionale sugli effetti del nuovo Coronavirus nei pazienti con tumore toracico, pubblicato in questi giorni su Lancet Oncology.

  • Coronavirus, dimostrato il potere germicida dei raggi UV

    Lo studio ha importanti implicazioni sulle strategie di disinfezione e per comprendere la possibile evoluzione della pandemia

    La luce ultravioletta a lunghezza d’onda corta, o radiazione UV-C, quella tipicamente prodotta da lampade a basso costo al Mercurio (usate ad esempio negli acquari per mantenere l’acqua igienizzata) ha un’ottima efficacia nel neutralizzare il Coronavirus SARS-CoV-2. Lo conferma uno studio sperimentale multidisciplinare effettuato da un gruppo di ricercatori, con diverse competenze, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell’Università Statale di Milano, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) e dell’IRCCS Fondazione Don Gnocchi.

  • Decreto Rilancio, presentati due emendamenti per la tutela dei pazienti oncologici

    Gli obiettivi: potenziare la telemedicina e chiedere vademecum assistenziali personalizzati

    Roma ¬– Presentati alla Camera due emendamenti al Decreto Rilancio, rispettivamente dall’Onorevole Alessandro Fusacchia (+Europa – Gruppo Misto) e dall’Onorevole Vanessa Cattoi (Lega), relativi a temi sui quali è impegnato il progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” e che rientrano nello scenario di una più corretta e puntuale presa in carico dei pazienti cronici, compresi i pazienti con tumore, anche e soprattutto in ottica della fase 3 di convivenza con la pandemia di Coronavirus e della successiva, eventuale, fase post-COVID-19.

  • Coronavirus: il boom della medicina digitale, durante e oltre l’emergenza

    Dal problema COVID l’esplosione dell’e-health, nel nome della semplificazione e di un’assistenza personalizzata. Purché ora si colga l’opportunità

    Roma - Tra gli addetti ai lavori, ma anche nella consapevolezza collettiva, è ormai piuttosto chiaro che il problema di gestione sanitaria dell’emergenza COVID-19 non fosse tanto, o anzitutto, nella quantità di posti letto, quanto nella facoltà di ‘arrivare prima’ del ricovero, e semmai evitarlo. Facoltà che da anni si invoca con la formula della “sanità territoriale”, che altro non è che la possibilità di dialogo tempestivo e assistenza diretta. Semplice, a casa, addirittura a portata di smartphone o PC. Basta chiedere a Paesi europei come la Germania, dove il ‘mistero dei pochi morti’, a fronte di contagi vicini ai nostri, in realtà non c’è, perché trova risposta in un sistema personalizzato di supporto sanitario, anzitutto a domicilio.

  • Post-COVID: prorogati i piani terapeutici e le ricette mediche

    Ecco le misure previste dal Decreto Rilancio in ambito farmacologico e le semplificazioni dei piani terapeutici per malattie rare

    L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha creato non pochi disagi a chi, come ai malati rari spesso accade, ha necessità di seguire costantemente terapie farmacologiche, di ottenere la fornitura di ausili, dispositivi monouso e altri prodotti legati alle terapie domiciliari. Tra le differenti misure previste dal Decreto Rilancio, orientate da un lato a limitare al massimo una risalita del contagio del Coronavirus e dall’altro a sostenere economicamente tutte le aziende e cittadini che hanno risentito del periodo di lockdown, c'è anche la proroga della durata di ricette mediche e piani terapeutici. In questa sede illustriamo nel dettaglio cosa prevede la normativa.

  • Decreto Rilancio, le associazioni: “approvare emendamenti per lavoratori con disabilità”

    La richiesta è stata avanzata da FAVO, FISH, AIL e UNIAMO FIMR Onlus

    Roma – FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), FISH (Federazione italiana per il superamento dell'handicap), AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) e UNIAMO - Federazione Italiana Malattie Rare, attraverso un comunicato stampa, hanno espresso il proprio apprezzamento circa l’impegno di molti gruppi parlamentari che hanno ripreso e depositato alla Camera due emendamenti al Decreto Rilancio, su sorveglianza sanitaria (art.83) e sostegni economici per autonomi (art. 75 e 86), recentemente presentati dalle stesse associazioni.

  • Coronavirus, al via la sperimentazione di Fase II/III sul farmaco orale PTC299

    Il trattamento ha il potenziale per affrontare i due elementi critici del COVID-19: la replicazione virale e la risposta infiammatoria incontrollata

    South Plainfield (USA) – Un nuovo farmaco che promette di sconfiggere il Coronavirus sta entrando in una fase avanzata di sperimentazione clinica: è una piccola molecola chiamata PTC299, sotto forma di compresse da somministrare per via orale. Il farmaco, sviluppato dalla biotech americana PTC Therapeutics, ha ottenuto dalla Food and Drug Administration il via libera per uno studio multinazionale di Fase II/III, randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo. Negli Stati Uniti il trial partirà nei prossimi giorni, mentre in Spagna è stata già presentata la domanda di sperimentazione clinica, prevista anche in altri Paesi europei, in Brasile e in Australia.

  • Malattia di Parkinson, la patologia non aumenta il rischio di COVID-19

    Il dato emerge da uno studio condotto dall’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano

    Milano – Uno studio scientifico per capire meglio il rapporto tra malattia di Parkinson e COVID-19 e provare a stabilire se i pazienti affetti da questa patologia sono maggiormente esposti al rischio di contrarre il virus e sviluppare forme più severe di infezione. È questo il focus della ricerca condotta presso il Centro Parkinson e Parkinsonismi dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano con il contributo della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, e pubblicata sull’importante rivista scientifica Movement Disorders.

  • COVID-19, studio italiano dimostra sicurezza ed efficacia della colchicina

    La molecola deriva dalle piante del genere Colchicum e viene usata nella gotta, nelle pericarditi e in malattie auto-infiammatorie

    Milano - L’efficacia dei trattamenti nei pazienti COVID-19 dipende anche, e soprattutto, dalla precocità della loro somministrazione. Ecco perché i medici dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, per intercettare e spegnere la risposta infiammatoria scatenata dal nuovo Coronavirus nelle primissime fasi della malattia, hanno deciso di intervenire sul territorio somministrando a domicilio la colchicina, una molecola con effetti antinfiammatori nota fin dall’antichità.

  • Decreto Scuola: consentita la didattica a distanza per gli studenti più fragili

    Accolto l’appello di APIAFCO per la tutela dei ragazzi immunodepressi o con patologie gravi

    Bologna – Accolto l’appello dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO) con l’approvazione dell’emendamento all’articolo 2 comma 1 del “Decreto Scuola”, che consentirà agli studenti immunodepressi o con patologie gravi di poter seguire la programmazione scolastica avvalendosi anche della didattica a distanza. Tale emendamento è stato portato avanti da membri della 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), ed è stato approvato durante la seduta della Camera dei Deputati del 6 giugno 2020.

  • COVID-19: una madre racconta la sua malattia in un libro

    Le parole dell’autrice: “La mia paura grande era di contagiare mio figlio, che è affetto da distrofia FSHD”

    Mi sono “segregata” per scongiurare con le massime precauzioni possibili il contagio di mio figlio e dei miei genitori: mio padre e mia madre sono entrambi ottantenni e appartengono, quindi, a una categoria ad alto rischio. Nella stessa situazione si trova il mio unico figlio, Jaya, il quale, vivendo con una distrofia facio-scapolo-omerale (FSHD) è un soggetto che deve prestare particolare cura alle infiammazioni e all’insufficienza respiratoria”. Fabiola Bertinotti, mamma e comunicatrice con una carriera trentennale alla Disney Italia, ma anche punto di riferimento per le persone che hanno stessa patologia di suo figlio, sintetizza così la sua recente esperienza di vittima del COVID-19, che nella sua Monza ha colpito duramente.

  • Decreto Rilancio, la guida gratuita del Ministero per lavoratori e famiglie

    Su Osservatorio Malattie Rare il documento scaricabile

    Quali gli aiuti alle famiglie colpite dall'emergenza COVID-19? Quali gli interventi a sostegno del reddito e dell'occupazione? Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali risponde ai quesiti più frequenti dei cittadini attraverso una brochure in cui sintetizza tutte le misure previste dal Decreto Rilancio

  • COVID-19, le indicazioni degli pneumologi per affrontare i mesi successivi all’infezione

    Il virus potrebbe lasciare cicatrici importanti a livello polmonare, che possono provocare un’insufficienza respiratoria cronica

    Le prime evidenze cliniche indicano che nei mesi successivi all’infezione da SARS-CoV-2 i polmoni possono presentare alterazioni fibrotiche (alcuni ipotizzano che almeno il 30% dei pazienti affetti da COVID-19 potrà avere tali alterazioni). In altre parole, il passaggio del virus può lasciare cicatrici importanti a livello polmonare, cicatrici che possono evolvere provocando un’insufficienza respiratoria cronica. È chiaro che, se tali evidenze venissero confermate, sarà necessaria una decisa risposta della Pneumologia che dovrà affrontare e gestire i pesanti segni lasciati dal passaggio dell’infezione per cercare di attutirne le conseguenze.

  • Sindrome CHARGE: nasce “+ARIA”, per i bambini a cui il COVID-19 ha sottratto servizi essenziali

    Ventidue famiglie italiane beneficeranno di percorsi riabilitativi ed educativi durante l’estate

    +ARIA”, ovvero Attività Ricreative Inclusive e Assistenza ai bambini con Sindrome CHARGE. Nasce così il progetto promosso da CBM Italia Onlus insieme a Mondo CHARGE e Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della CEI – Conferenza Episcopale Italiana. Un intervento a supporto di 22 famiglie di bambini e giovani affetti da sindrome CHARGE, a cui l’emergenza COVID-19 ha sottratto servizi essenziali, volto a garantire loro percorsi riabilitativi e ricreativi della durata di tre mesi: da giugno ad agosto 2020.

  • Malattia di Huntington: il ‘lockdown’ visto con gli occhi dei pazienti

    Un’indagine della LIRH ha messo in luce il vissuto di malati e familiari ‘ai tempi del Coronavirus’

    Durante i mesi di lockdown dovuti alla presenza del Coronavirus, la Fondazione LIRH (Lega Italiana Ricerca Huntington) ha riorganizzato la propria attività assistenziale rivolta ai pazienti con malattia di Huntington. Per far fronte alle nuove esigenze dettate dalla pandemia, visite e colloqui sono stati fatti per via telematica, nella convinzione che, in un momento così delicato, fosse estremamente necessario proseguire, se non addirittura intensificare, l’aiuto e il sostegno alle famiglie colpite dalla patologia.

  • COVID-19: il trattamento dei dati sanitari tra privacy e interesse pubblico

    Per affrontare la situazione, il Garante per la protezione dei Dati Personali ha previsto una deroga all’art. 110 del Codice Privacy

    La pandemia di COVID-19 ha messo in luce, fin dal suo esordio, la pressante esigenza di gestire in modo corretto i dati personali relativi alla salute dei pazienti qualora possa essere utile un loro utilizzo ai fini della ricerca scientifica e della raccolta di dati statistici. Il tema è così rilevante che lo scorso 21 aprile è intervenuto il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (European Data Protection Board, EDPB), adottando specifiche linee guida finalizzate ad affrontare gli aspetti giuridici fondamentali della questione.

  • Coronavirus: il Tigem avvia un progetto di ricerca finanziato da Regione Campania

    L’obiettivo è studiare l’evoluzione del genoma virale e la risposta delle cellule respiratorie dei pazienti

    Napoli – Anche l’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Pozzuoli mette le proprie competenze a disposizione della gestione dell’emergenza COVID-19, in uno dei progetti finanziati complessivamente con 7 milioni di euro dalla Regione Campania. L’obiettivo dell’iniziativa è studiare, partendo dal materiale dei tamponi effettuati su pazienti nell’area di Napoli, l’evoluzione del genoma virale e la risposta delle cellule respiratorie dei pazienti all’infezione da COVID-19. Allo studio parteciperanno anche l’Istituto nazionale tumori “Fondazione Pascale”, l’Azienda Ospedaliera dei Colli - Ospedale Domenico Cotugno e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) del Mezzogiorno.

  • COVID-19: inibitori del complemento e anticorpi monoclonali tra i nuovi farmaci in studio

    Il prof. Giuseppe Novelli (Roma) illustra i più recenti approcci terapeutici in sperimentazione contro la malattia virale

    Da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus, la pagina del sito web dell’AIFA dedicata alle sperimentazioni cliniche si è sempre più arricchita di nuovi trial condotti per valutare la validità e la sicurezza di diversi farmaci nei pazienti affetti da COVID-19, la malattia scatenata dal virus SARS-CoV-2. I primi approcci testati hanno preso in considerazione l’uso di agenti antivirali, quali remdesivir, lopinavir e ritonavir, o di potenti anti-infiammatori, tra cui tocilizumab e anakinra. Oggi, però, sul ‘ring’ contro il Coronavirus stanno salendo dei protagonisti inediti, tra cui gli inibitori del complemento e gli anticorpi monoclonali.

  • Coronavirus, le proposte per la tutela dei pazienti oncologici e onco-ematologici

    Trenta associazioni hanno sottoposto al Ministero della Salute i punti chiave per una migliore presa in carico dei malati

    Roma – L’emergenza sanitaria COVID-19 è entrata in una fase complessa e delicata, di gestione della convivenza con il virus, che accompagnerà i cittadini italiani nei prossimi mesi. I pazienti oncologici e onco-ematologici, che hanno vissuto la prima fase con preoccupazione e in alcuni casi con difficoltà logistico-organizzative di gestione della loro malattia, chiedono ora alle istituzioni di ridisegnare i percorsi assistenziali, dando priorità alla certezza delle cure, ai percorsi dedicati di accesso alle strutture sanitarie e all’assistenza domiciliare.

  • Ipercolesterolemia familiare e Coronavirus: possibilità di un maggior rischio cardiovascolare

    Secondo gli esperti, la terapia con statine e inibitori del PCSK9 deve proseguire anche in terapia intensiva per COVID-19

    Helsinki (FINLANDIA) – I primi dati provenienti dalla città cinese di Wuhan mostrano che i pazienti positivi al Coronavirus sono in genere maschi, di età compresa tra 40 e 60 anni, e circa un terzo presenta comorbilità. Inoltre, su 138 pazienti COVID-19 ricoverati in ospedale a Wuhan e trattati in un'unità di terapia intensiva, il 25% presentava malattie cardiovascolari e il 58% ipertensione, mentre fra quelli non trattati in terapia intensiva le percentuali erano del 10% e del 22%. Parte da questi dati la lettera inviata al direttore del Journal of Internal Medicine da tre esperti di ipercolesterolemia familiare: i finlandesi Alpo Vuorio e Petri T. Kovanen e l'australiano Gerald F. Watts. Sulla base di queste evidenze, i ricercatori credono che una predisposizione alle complicanze cardiache acute, correlata alla sottostante malattia cardiovascolare aterosclerotica, possa aumentare significativamente la gravità del COVID-19 nei soggetti sensibili.

  • Post-Coronavirus: fondi per disabilità e non autosufficienze, ecco tutti gli stanziamenti

    Tra le misure previste anche redditi di emergenza e di ultima istanza

    Ammonta a circa 800 milioni di euro il totale dei fondi destinati nel 2020 per interventi in favore delle persone con disabilità, a seguito degli incrementi previsti dall’Art. 104 del Decreto Legge n.34 del 19 maggio 2020 (c.d. Decreto Rilancio). Secondo quanto prescritto dal comma 1, infatti, è incrementato di 90 milioni di euro, rispetto a quanto originariamente previsto dalla legge di bilancio, il Fondo per le non autosufficienze, che raggiunge così uno stanziamento complessivo, per l’anno 2020, di 661 milioni di euro.

  • Lavoro: tutela di malati rari, genitori e caregiver dal DL Rilancio

    Assenze lavorative, permessi Legge 104, indennità, bonus babysitter e smart working: tutto ciò che c’è da sapere

    In piena fase “riaperture”, dopo la tanto attesa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020, siamo finalmente in grado di analizzare quali misure di tutela dei lavoratori invalidi e malati rari, e delle loro famiglie, il più recente provvedimento Governativo ha messo in campo nell'ambito dell'emergenza Coronavirus.

  • Coronavirus: a settembre si torna a scuola? Quali tutele per disabili e malati rari?

    I bambini contagiano? La didattica a distanza può davvero funzionare? Facciamo il punto con gli esperti

    Ormai ce lo stiamo chiedendo tutti: le scuole, di ogni ordine e grado, riapriranno davvero a settembre? Con o senza mascherine, con alternanza o turni, la ripresa delle attività scolastica rappresenta uno dei maggiori interrogativi delle famiglie italiane. “Una risposta univoca non esiste", spiega Antonella Viola, immunologa, Professore Ordinario di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e Direttore Scientifico dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP-Città della Speranza). "I numeri della situazione attuale suggeriscono che siamo fuori pericolo, a patto di continuare il monitoraggio e la prevenzione. Se lo scenario rimanesse questo, come tutti ci auguriamo, possiamo e dobbiamo assolutamente tornare a scuola. Se le cose dovessero cambiare in peggio naturalmente dovremo correre ai ripari. La scuola è stata chiusa come misura sanitaria, non ce lo dimentichiamo. L’obiettivo era tutelare i bambini, gli insegnanti, le famiglie (e anche i nonni, cardine del welfare familiare italiano). Il distanziamento funziona, ma se riapriamo tutto non possiamo pensare di tenere chiuse le scuole o i centri estivi.”

  • Malattie rare e COVID-19: un webinar per fare il punto sulla presa in carico dei pazienti

    Annalisa Scopinaro (UNIAMO): “In questa situazione di emergenza, i malati rari vanno monitorati, tutelati e supportati con maggiore attenzione”

    Roma – Il Coronavirus un’emergenza nell’emergenza per tutte le persone già affette da importanti patologie pregresse. Tra queste ci sono i malati rari che necessitano di terapie specifiche e di un approccio assistenziale mirato. Le malattie rare sono numerose - ad oggi ne sono state identificate più di 7000 - molto diverse tra loro ma spesso accomunate da problemi di ritardo nella diagnosi, mancanza di una cura, carico assistenziale. L’emergenza Coronavirus impone quindi una riflessione sulla gestione terapeutica e la presa in carico dei malati rari che in Italia si stima siano oltre 1 milione. Questo tema è stato al centro del webinar “COVID-19 E MALATI RARI: un’emergenza nell’emergenza”, tenutosi il 30 maggio 2020 e pensato per fare il punto sull’impatto del Coronavirus nei pazienti rari e sulle necessità degli assistiti.

  • Malattie lisosomiali e COVID-19, l’Home Therapy un primo traguardo durante l’emergenza

    Le associazioni di pazienti si battono affinché venga estesa in tutta Italia la possibilità della terapia a domicilio

    Il contagio da SARS-CoV-2 è un rischio per persone con una condizione di salute già complessa e compromessa, come i pazienti con malattie da accumulo lisosomiale. Quando è iniziata l’emergenza COVID-19, il primo pensiero delle associazioni è andato a tutti i pazienti in cura con la terapia enzimatica sostitutiva costretti a recarsi periodicamente in strutture ospedaliere. In particolare, è diventato urgente e necessario garantire la sicurezza di pazienti e familiari evitando sia tutti gli spostamenti non indispensabili, sia la frequentazione di luoghi in cui il rischio di contagio è maggiore, come gli ospedali. Ecco dunque la necessità di estendere la terapia domiciliare in tutte le situazioni in cui lo specialista la ritenga possibile.

  • Epilessia, gli effetti del lockdown: aumento delle crisi, disturbi del sonno e sintomi depressivi

    Fondazione Lice: “con fase 2 necessario potenziamento della telemedicina. Durante l’isolamento il 96% dei pazienti non ha effettuato controlli”

    Roma – Peggioramento delle crisi epilettiche in circa il 20% dei casi, disturbi del sonno nel 46,9% e sintomi depressivi nel 19%. Alla luce della fase 2 sono questi gli effetti del lockdown sulle persone con epilessia che la Fondazione Lega Italiana Contro l’Epilessia ha fotografato attraverso un’indagine condotta su un campione di quasi 1.000 persone (50% con epilessia, 50% non affette da epilessia). Obiettivo della ricerca quello di verificare lo stato di salute e benessere dei pazienti durante la pandemia di COVID-19

  • Amiloidosi e COVID-19, Alnylam lancia il programma “AMYCARE”

    L’obiettivo è garantire la continuità terapeutica dei pazienti attraverso un servizio di trattamento a domicilio

    Milano – La situazione sociosanitaria provocata dall’emergenza COVID-19, seppure di fatto ormai entrata nella Fase 2, continua a impattare sulla qualità di vita e sull’aderenza alle terapie dei pazienti con amiloidosi hATTR. Per questo motivo Alnylam Italia ha dato avvio ad AMYCARE: innovativo programma di supporto per i pazienti già in trattamento con patisiran che prevede la possibilità di ricevere la somministrazione del farmaco direttamente al proprio domicilio.

  • COVID-19: nessun rischio per i pazienti in trattamento con antipertensivi

    Uno studio italiano evidenzia come non vi siano prove del fatto che ACE-inibitori e sartani favoriscano o aggravino l’infezione da SARS-CoV-2

    Milano – Sartani e ACE-inibitori, farmaci diffusamente utilizzati per la gestione dell’ipertensione arteriosa, non sono responsabili di una maggiore esposizione al rischio di infezione da COVID-19 o dell’aggravamento dei suoi sintomi. È questa la conclusione di uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) e l’Agenzia Regionale ARIA (Azienda Regionale per l'Innovazione e gli Acquisti) che smentisce le allarmanti notizie diffuse nella prima fase dell’epidemia secondo le quali proprio la classe di farmaci antipertensivi avrebbe favorito il rischio di contrarre il virus o comunque contribuito a peggiorarne la sintomatologia.

  • COVID-19, Grifols scommette sul plasma iperimmune

    La multinazionale spagnola ha avviato un progetto per lo sviluppo di una terapia mirata a base di immunoglobuline

    Ad oggi, nell’ampio panorama di farmaci e trattamenti in sperimentazione contro il SARS-CoV-2, ad avere un ruolo da protagonista è sicuramente la terapia con plasma iperimmune, ossia il plasma ricavato da persone che hanno contratto e superato la malattia COVID-19. Questo particolare approccio è noto tanto agli immunologi quanto alle grandi case farmaceutiche, tra le quali anche Grifols, da sempre focalizzata nel settore degli emoderivati. Nell’attuale situazione di emergenza mondiale, la società ha sviluppato un programma per la produzione di immunoglobuline destinate al trattamento dei pazienti affetti da COVID-19, invitando coloro che sono guariti dalla patologia a recarsi in centri specializzati per donare il proprio plasma.

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