Il trial è stato avviato dopo che la stessa terapia si è dimostrata efficace nella riduzione del tumore

SIENA - Mentre la ricerca, con un grosso contributo di quella italiana, cerca di mettere a punto dei test in grado di individuare in fase precoce, e dunque trattabile, il melanoma cutaneo (clicca qui), rimane da affrontare il problema della terapia nei casi in cui il tumore si presenti in fase avanzata. Fino ad oggi, infatti, le terapie farmacologiche non si sono rivelate particolarmente efficaci contro questo tumore che, in fase avanzata, si dimostra particolarmente aggressivo. A Siena però non si danno per vinti. Qui il NIBIT - Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori, una rete delle più importanti strutture italiane, circa 50, che si occupano di bioterapia dei tumori, ha dichiarato lotta al melanoma e sta riportando risultati interessanti.

Nel settembre scorso sul Lancet Oncology è infatti stato pubblicato uno studio, coordinato dall’Immunoterapia Oncologica dell’ospedale di Siena, diretta dal dottor Michele Maio e guidata dal NIBIT, che ha mostrato i  risultati positivi di una terapia di combinazione per la riduzione del tumore. Il gruppo di ricerca ha infatti sperimentato su 86 pazienti una combinazione della tradizionale chemioterapia a base di fotemustina con un innovativo anticorpo monoclonale, ipilimumab. Questa combinazione ha mostrato di ridurre significativamente il tumore nel 46,5 per cento dei pazienti e ha mostrato risultati incoraggianti anche in caso di metastasi cerebrali.     
IL NUOVO TRIAL AL VIA
E’ proprio dai risultati incoraggianti di questo studio, chiamato Nibit M1 hanno permesso di dare il via ad un nuovo studio di fase III che coinvolgerà 146 pazienti con melanoma avanzato e metastasi cerebrali, che non hanno ricevuto precedenti trattamenti:  il “Nibit M2”.
“L’obiettivo – ha spiegato il dott. Maio, che è anche presidente NIBIT - è quello di paragonare l’efficacia della combinazione dell’ipilimumab con la fotemustina, rispetto alla fotemustina utilizzata da sola, in termini di sopravvivenza globale in pazienti con melanoma metastatico che presentino anche metastasi cerebrali”. Si tratta di uno studio
“Con le due terapie combinate in alcuni casi si è osservata una regressione completa del tumore – ha spiegato Maio -  in altri la risposta è stata parziale oppure abbiamo registrato una stabilizzazione della malattia. I risultati sono così promettenti che, a gennaio 2013, abbiamo avviato la nuova sperimentazione ‘Nibit M2’, promossa dalla Fondazione NIBIT. Proseguiamo sulla strada aperta da ‘Nibit M1’, per dimostrare che la combinazione di ipilimumab con fotemustina ha un’efficacia superiore, in termini di sopravvivenza globale, rispetto alla chemioterapia da sola quando somministrata in questa specifica categoria di malati, di solito esclusa dagli studi a causa delle metastasi cerebrali. Sono coinvolti 10 centri italiani e il lavoro terminerà nel 2015”.    

 

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