È partito nelle scorse settimane il ciclo di dieci incontri per la presentazione del documento realizzato dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità
Accessibilità universale, salute, benessere, inclusione lavorativa, istruzione e formazione, progetto di vita, sicurezza inclusiva e sistemi di monitoraggio. Sono tanti i temi trattati all’interno del Piano di Azione Triennale per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità: il terzo dalla ratifica della Convenzione ONU nel 2009, ma il primo all’interno della riforma introdotta dalla legge 227/2021. Licenziato dopo due anni di lavoro dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, l’organismo che garantisce l’attuazione della Convenzione ONU in Italia, il documento si articola in 7 linee di intervento e 66 linee di azione ma, soprattutto, affronta i diversi temi in maniera integrata, superando la frammentazione degli interventi e promuovendo una visione coordinata delle politiche per la disabilità.
GLI INCONTRI PROSEGUONO NELLE REGIONI ITALIANE
La presentazione del Piano ha preso il via a Genova, con un incontro che ha inaugurato un ciclo di dieci appuntamenti territoriali. Dopo la tappa ligure, infatti, le presentazioni proseguiranno nei prossimi mesi in Lombardia, Friuli - Venezia Giulia, Marche, Lazio, Emilia Romagna, Sardegna, Campania, Puglia e Sicilia, coinvolgendo istituzioni, organizzazioni rappresentative e realtà territoriali impegnate sui temi della disabilità. Presentato lo scorso 3 dicembre, nel corso della Giornata per i diritti delle persone con disabilità, il Piano ha poi seguito l’iter previsto con il passaggio in Consiglio dei ministri, la promulgazione da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la pubblicazione dello scorso maggio in Gazzetta Ufficiale.
MINISTRA LOCATELLI: “ABBIAMO BISOGNO DELL’IMPEGNO DI TUTTI”
“Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti per trasformare le azioni previste in cambiamenti concreti nella vita delle persone. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per affermare una visione della disabilità fondata sulla valorizzazione delle capacità, dei talenti e del contributo che ogni persona può offrire alla comunità”, ha dichiarato la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli in occasione della presentazione di Genova. “Non è un documento destinato a restare sulla carta, ma uno strumento operativo per costruire una nuova visione della disabilità, non come un’emergenza da gestire, ma come una parte integrante delle nostre comunità”, ha affermato Massimo Nicolò, assessore alla Sanità, Politiche sociosanitarie e Terzo Settore della Regione Liguria. “La sfida è superare una concezione limitata alla sola cura sanitaria, puntando su una presa in carico globale della persona sul territorio”.
IL RUOLO DELLA CITTÀ DI GENOVA E LA SFIDA DI AGIRE COME SISTEMA INTEGRATO
Sul valore del progetto di vita come diritto da garantire con strumenti e risorse adeguate si è, invece, soffermata Cristina Lodi, assessora al Welfare, Servizi sociali, Famiglie, Terza età e Disabilità del Comune di Genova: “Sostenere un progetto di vita significa riconoscere che esso deve diventare un livello essenziale delle prestazioni, garantito con risorse stabili, affinché possa accompagnare la persona per tutta la vita”, ha sottolineato. “Genova, insieme alla Regione Liguria, è stata scelta come area sperimentale e siamo molto soddisfatti del lavoro svolto fino a oggi”.
Da parte sua, il coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e direttore del Dipartimento delle Disabilità della Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro ONLUS, Serafino Corti, ha ribadito la capacità del Piano di agire come un sistema integrato. “La sfida più importante non riguarda la singola azione o il singolo intervento, ma la capacità di leggere la disabilità come una responsabilità condivisa tra politiche e istituzioni diverse”, ha detto. “Per questo il Piano è stato costruito come un sistema integrato, nel quale temi come il progetto di vita, l’istruzione, il lavoro, la salute e la partecipazione dialogano tra loro e si rafforzano reciprocamente. La fase che si apre oggi è quella della concreta attuazione di questo approccio nei territori”. All’incontro è intervenuto anche il presidente della FISH, Vincenzo Falabella, che ha ricordato: “Dopo due anni di intenso lavoro all'interno dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e il superamento dell’intero iter istituzionale, il Piano di Azione Triennale si prepara a diventare realtà su tutto il territorio nazionale. Non si tratta semplicemente di far conoscere un documento, ma di esigerne e guidarne l’attuazione concreta sui territori: lì dove le persone vivono, studiano e lavorano”.
“AISM ha contribuito alla costruzione di questo Piano come uno degli undici membri di diritto dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e oggi si assume la responsabilità di accompagnarne la diffusione e l’attuazione nei territori”, ha aggiunto Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), vicepresidente FISH e direttore Generale di AISM, che ha organizzato la tappa ligure con il patrocinio della Regione Liguria. “Nell’agenda della SM e patologie correlate 2030 il Piano di Azione Triennale rappresenta una delle leve fondamentali per promuovere diritti, inclusione e partecipazione”, ha concluso. “Continueremo a mettere a disposizione di istituzioni, federazioni e territori competenze, esperienze e capacità progettuali per accompagnare percorsi di cambiamento capaci di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.










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