Con le nuove regole, chi ha una disabilità riconosciuta dalla legge 104 e i familiari conviventi potranno chiedere il mutuo garantito
Il Fondo di Garanzia Prima Casa amplia le categorie prioritarie che possono beneficiare della garanzia pubblica. Le persone con disabilità grave e alcune specifiche categorie di familiari conviventi entrano, infatti, tra i beneficiari prioritari, con la possibilità di accedere, se in possesso dei requisiti previsti, alla garanzia rafforzata fino all'80% del mutuo.
Con l'entrata in vigore della legge 2 luglio 2026, n. 116 (che converte, con alcune modifiche, il decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66 sul Piano Casa), le persone con disabilità grave e i loro familiari conviventi potranno quindi accedere alle stesse agevolazioni sul mutuo già previste per giovani coppie, famiglie numerose e nuclei monogenitoriali.
Il Fondo esiste dal 2013 e serve a facilitare il rapporto tra chi chiede un mutuo e la banca che lo eroga. Lo Stato, in altre parole, si fa garante di una quota del prestito, riducendo il rischio per l'istituto di credito e, di conseguenza, agevolando l'accesso al finanziamento per chi acquista la propria abitazione principale.
CHI RIENTRA NELLE NUOVE CATEGORIE
La norma che introduce questa novità (l'articolo 4-bis, aggiunto in sede di conversione) stabilisce che le nuove regole si applicano dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione della legge di conversione, avvenuta il 3 luglio 2026, da qui la data del 3 agosto.
A partire da quel giorno potranno presentare domanda:
- le persone con disabilità permanente accertata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992;
- la persona che convive da almeno due anni, all'interno dello stesso nucleo familiare, con un figlio, una figlia, un fratello o una sorella con quel tipo di disabilità riconosciuta.
Si tratta di una platea che si aggiunge a quelle già ammesse, come le giovani coppie (sposate o conviventi more uxorio, costituite da almeno due anni, con almeno un componente under 36), nuclei monogenitoriali con figli minori, inquilini di case popolari e famiglie numerose con tre o più figli under 21 entro determinate soglie ISEE.
QUANTO COPRE LA GARANZIA
La misura standard della garanzia pubblica resta al 50% della quota capitale del finanziamento. Per le persone con disabilità permanente e per i loro familiari conviventi, però, la percentuale può salire fino all'80% se il richiedente ha un ISEE non superiore a 40.000 euro annui.
Per le altre categorie prioritarie resta comunque possibile chiedere un innalzamento della garanzia quando il mutuo copre più dell'80% del prezzo di acquisto dell'immobile (oneri accessori compresi), sempre nel rispetto dei limiti ISEE previsti dalla normativa.
Questa possibilità è stata prorogata al 31 dicembre 2027, così come la tutela aggiuntiva legata al tasso. Se il TEG (Tasso Effettivo Globale) applicato supera il TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) di riferimento, infatti, la garanzia elevata può comunque essere riconosciuta entro un differenziale calcolato sul tasso IRS a dieci anni. Se il differenziale è negativo, banca o intermediario devono applicare le condizioni più favorevoli previste dal TEGM in vigore. In pratica, la norma tiene conto del fatto che il TEGM fotografa il mercato con qualche mese di ritardo e se nel frattempo i tassi sono saliti, il mutuo non perde la garanzia rafforzata solo per questo scarto temporale.
Per sostenere l'estensione, il Fondo è rifinanziato con 6 milioni di euro per il 2026 e 8 milioni per il 2027.
Per quanto riguarda, invece, i requisiti di base per accedere al Fondo, restano invariate le condizioni generali: il finanziamento non può superare i 250.000 euro e il richiedente non deve essere proprietario di altri immobili a uso abitativo, in Italia o all'estero. Fa eccezione chi ha ereditato un immobile, anche in comproprietà con altri eredi, e lo ha concesso gratuitamente in uso a genitori o fratelli.










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