Il Forum Europeo sulla Disabilità ha presentato le sue raccomandazioni per il nuovo Piano post-2027, chiedendo impegni concreti, fondi dedicati e la partecipazione delle organizzazioni di persone con disabilità
I diritti delle persone con disabilità devono trovare pieno spazio nel prossimo Piano d'Azione dell'Unione Europea sui Diritti Umani e la Democrazia. È la richiesta dell'EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che ha presentato le proprie raccomandazioni lo scorso 2 luglio, durante la consultazione della società civile organizzata dal Servizio Europeo per l'Azione Esterna (EEAS), l'organismo che gestisce la politica estera dell'Unione.
PERCHÉ IL MOMENTO È DELICATO
Il Piano attualmente in vigore, adottato nel novembre 2020 e poi prorogato fino al 2027 per allinearlo al bilancio pluriennale dell'Unione, rappresenta di fatto la strategia globale con cui l'UE promuove i diritti fondamentali, lo stato di diritto e la democrazia nei rapporti con i Paesi terzi. La sua valutazione finale è prevista per giugno 2027 e i lavori per il nuovo Piano sono già in corso.
C'è però un elemento che rende la partita particolarmente importante per il movimento della disabilità. La Strategia europea sui diritti delle persone con disabilità non prevede un piano d'azione separato per l'azione esterna. Ciò significa che i diritti delle persone con disabilità dovranno essere tutelati attraverso i quadri più ampi della politica estera europea, a partire proprio dal Piano d'Azione sui Diritti Umani e la Democrazia.
Se questo è l'approccio scelto, secondo l’EDF, i diritti delle persone con disabilità devono essere chiaramente visibili in tutto il nuovo Piano. Tradotto in pratica: impegni concreti, finanziamenti dedicati, una partecipazione significativa delle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità e un sistema solido di monitoraggio e rendicontazione.
UN CLIMA GLOBALE SOTTO PRESSIONE
Il nuovo Piano, sottolinea il Forum, è elaborato in un momento in cui la democrazia, lo spazio civico e i diritti umani sono sottoposti a pressioni crescenti in tutto il mondo. Per questo motivo, l'azione esterna dell'Unione deve riflettere gli impegni assunti con la ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità: l'inclusione va integrata in modo trasversale in tutte le aree del Piano, affiancata da misure mirate contro gli ostacoli specifici che le persone con disabilità incontrano.
L'attenzione dovrebbe estendersi a ogni ambito dell'azione esterna europea, dai dialoghi sui diritti umani al sostegno alla democrazia, dall'azione umanitaria alle politiche digitali, fino agli investimenti del Global Gateway, il programma di infrastrutture lanciato dall'Unione nel 2021 verso i Paesi partner.
COSA PREVEDE GIÀ IL PIANO ATTUALE
Il Piano in vigore nomina la disabilità in più punti. Tra le azioni previste figurano il sostegno alla ratifica e attuazione della Convenzione ONU da parte dei Paesi terzi, la rimozione delle barriere istituzionali e ambientali, l'accessibilità di infrastrutture, trasporti e tecnologie dell'informazione, l'accesso a servizi inclusivi come istruzione, sanità, giustizia e lavoro.
La disabilità compare inoltre tra i motivi di discriminazione da contrastare e tra i criteri di attenzione nella progettazione delle nuove tecnologie, che il documento chiede di rendere accessibili “fin dalla fase di progettazione”. Per l'EDF, però, la sfida del prossimo Piano è passare dai riferimenti sparsi a una presenza strutturale e misurabile.
LE CINQUE RICHIESTE DELL'EDF
Da qui le cinque richieste avanzate all'Unione: garantire la partecipazione delle organizzazioni di persone con disabilità nella progettazione, attuazione e monitoraggio dell'azione esterna; assicurare l'accessibilità in tutti i programmi e le iniziative finanziati dall'UE; includere impegni chiari per l'attuazione della Convenzione ONU; prevedere finanziamenti certi e accessibili per le organizzazioni rappresentative, comprese quelle locali nei Paesi partner; introdurre indicatori inclusivi sulla disabilità per misurare i progressi e rafforzare la responsabilità.
Mentre il percorso verso il nuovo Piano prosegue, il Forum ha annunciato che continuerà a lavorare con i propri membri e partner perché i diritti delle persone con disabilità restino “una priorità chiara e misurabile” nell'azione esterna dell'Unione Europea.










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