Consulte per i diritti delle persone con disabilità

Un appello per superare logiche di potere e garantire una rappresentanza autentica, nel quadro della riforma nazionale

Le Consulte cittadine per i diritti delle persone con disabilità di Milano e Roma hanno lanciato un forte appello dando voce a problemi di blocco e fragilità che compromettono la loro missione di rappresentanza. Logiche di potere, conflitti d’interesse e personalismi stanno mettendo a rischio la partecipazione reale delle persone più fragili, causando esclusioni e sfiducia verso gli organismi nati per tutelare e promuovere i diritti.

IL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE DI RIFERIMENTO

Questo appello arriva in un momento di riforma nazionale della disabilità, avviata dalla legge delega 22 dicembre 2021, n. 227 (la cosiddetta Legge Delega sulla Disabilità), che ha dato mandato al Governo di modernizzare il sistema di tutela. Il Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62, rappresenta il principale decreto attuativo che ridefinisce la valutazione multidimensionale della disabilità e introduce strumenti innovativi come il progetto di vita individuale. Sebbene il decreto non nomini direttamente le Consulte, esso sancisce la necessità di strumenti locali di partecipazione e rappresentanza, affidando Regioni e Comuni alla loro istituzione e regolamentazione.

LE CONSULTE SUL TERRITORIO NAZIONALE

Nel contesto italiano, infatti, molte città si sono dotate di Consulte cittadine per la disabilità, organismi che rappresentano un presidio fondamentale di partecipazione e tutela a livello locale. Tra le realtà più attive oltre a Milano e Roma, si segnalano città come Verona, Bolzano, Corato, Monopoli e Siracusa, che hanno istituito o stanno dando impulso a Consulte permanenti per far emergere e tutelare i bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Questi organismi sono diventati strumenti essenziali per costruire politiche locali più inclusive e rispondenti alle esigenze reali del territorio.

LE CRITICITÀ CONCRETE DELLE CONSULTE CITTADINE

Nonostante la cornice normativa innovativa, le Consulte di Milano e Roma denunciano uno stallo costruito su dinamiche interne di potere che ostacolano il confronto autentico e la rappresentanza delle persone con disabilità e dei loro familiari. Questo mette a rischio la credibilità degli organismi e, più in generale, la fiducia verso le istituzioni che dovrebbero favorire l’inclusione reale.

LA LETTERA APERTA: UN APPELLO AL CAMBIAMENTO

Di seguito si pubblica integralmente la lettera aperta redatta congiuntamente dalle Consulte di Milano e Roma, in cui vengono evidenziate le criticità emerse e rilanciata la necessità di spazi di rappresentanza autonomi, trasparenti e al servizio della comunità con disabilità.

 

 

 Milano – Roma, 7 novembre 2025

 

Le Consulte Cittadine per i diritti delle persone con Disabilità, nate per rappresentare i diritti dei cittadini più fragili, sono bloccate da logiche di potere, conflitti d’interesse e personalismi che ne hanno svuotato la missione originaria.

A Milano la Consulta comunale per le persone con disabilità si è trasformata da spazio di confronto a terreno di scontro, ostaggio di logiche di potere e compromessi. Le dimissioni del Vicepresidente segnano un atto di coerenza e di denuncia: non si può parlare di inclusione quando prevalgono interessi e rendite di posizione. Serve una Consulta nuova, libera e credibile, capace di tornare a rappresentare davvero le persone con disabilità. 

A Roma, è invece l’ingerenza politica che, a difesa del sistema delle logiche di potere, ha bloccato i lavori della Consulta Cittadina per i diritti delle persone con Disabilità, impedendone da prima dell’estate le libere elezioni del membro mancante del Direttivo e decretandone un commissariamento su nomina del Sindaco, che nulla ha a che vedere con i principi di rappresentanza e rappresentatività. 

In entrambe le città è stata tradita la missione di partecipazione e trasparenza che dovrebbe contraddistinguere le Consulte per la disabilità. 

Due città, una stessa storia: chi ha scelto la coerenza e la verità ha pagato o sta pagando con l’esclusione dal dibattito sulla Consulta, il proprio coraggio ma soprattutto la propria libertà e capacità di rappresentare, denunciando un sistema che, invece di promuovere inclusione, finisce per alimentare esclusione e sfiducia; non si può parlare di inclusione quando le istituzioni tollerano pratiche opache, mancanza di regole e spazi di partecipazione trasformati in vetrine. 

A Milano, come a Roma, la partecipazione è stata soffocata da dinamiche di convenienza e da giochi di potere che hanno impedito il confronto vero con le persone e le associazioni. Chi ha scelto di non piegarsi a questi meccanismi è stato tacitato a Roma e costretto a un passo indietro a Milano, per non legittimare un sistema che confonde impegno civile con opportunismo, rappresentanza dei diritti dei cittadini con politica di schieramento. 

È urgente aprire una riflessione seria e pubblica sul futuro delle Consulte e delle rappresentanze dei cittadini con disabilità. Servono rispetto del contraddittorio democratico e del pluralismo, partecipazione autentica e la possibilità di rendere effettiva la voce delle persone con disabilità e dei propri familiari per riscrivere insieme le regole della rappresentanza e della trasparenza a tutti i livelli dell’amministrazione, dalla quale gli organismi di rappresentanza debbono essere riconosciuti nella loro autonomia e indipendenza. 

Le Consulte devono tornare a essere strumenti di democrazia reale, capaci di ascoltare, costruire e incidere. Non spazi di potere, ma luoghi di diritti, responsabilità e partecipazione condivisa.

 

Il Direttivo Consulta Cittadina Disabilità Roma

Nessuno è Escluso ODV

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