Progetti terapeutici riabilitativi individualizzati

On. Celeste D’Arrando (M5S) “Alla base del progetto personalizzato è fondamentale la co-progettazione e la co-gestione di tutte le componenti della comunità in cui la persona fragile vive e che sono coinvolte nel progetto”

Occorre riconvertire i costi necessari a garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA) in investimenti produttivi di salute e di sviluppo umano ed economico locale. Sono queste le premesse da cui muove la Proposta di Legge dell’On. Celeste D’Arrando (M5S) e altri, attualmente in discussione in Commissione XII della Camera dei Deputati (Affari sociali), denominata “Introduzione sperimentale del metodo del budget di salute per la realizzazione di progetti terapeutici riabilitativi individualizzati”.

Sulla base della definizione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, per “budget di salute” si intende uno “strumento di definizione quantitativa e qualitativa delle risorse economiche, professionali e umane necessarie per innescare un processo volto a restituire centralità alla persona, attraverso un progetto individuale globale”. Proprio perché strutturato sui bisogni della persona, il budget di salute si caratterizza come uno strumento flessibile, non legato a un tipo particolare di servizio/intervento o a uno specifico erogatore.

“La mia proposta di legge “Introduzione sperimentale del metodo del budget di salute per la realizzazione di progetti terapeutici riabilitativi individualizzati” – ha commentato l’On. D’Arrando – nasce grazie all’incontro con le diverse associazioni delle realtà territoriali e con diversi esperti del settore, tra i quali Angelo Righetti. Con il loro contributo ho compreso più da vicino le potenzialità del budget di salute e cosa avrebbe significato far sì che lo strumento o metodo del budget di salute fosse disciplinato da una legge nazionale. Ho quindi avuto modo di conoscere le realtà territoriali in cui tale metodo è stato già realizzato. In sintesi, ho compreso come fosse necessario ribaltare il paradigma e rimettere al centro la persona, i suoi sistemi e i suoi bisogni adottando un approccio bio-psicosociale e integrato attraverso una presa in carico globale.  Alla base del progetto personalizzato è fondamentale la co-progettazione e la co-gestione di tutte le componenti della comunità in cui la persona fragile vive e che sono coinvolte nel progetto”.

La Proposta (AC. 1752) si pone l'obiettivo fondamentale di contrastare la disuguaglianza nell'accesso ai livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria e di valorizzare le persone con gravi malattie e vulnerabilità croniche, riducendone le conseguenti o concomitanti disabilità sociali, spesso caratterizzate dall'assenza di protezione sociale.

“Auspico – ha fatto sapere ancora D’Arrando – che nel corso dell’esame del provvedimento si riesca a superare il carattere sperimentale del budget di salute e che si riesca a rendere tale metodo strutturale, consentendo alle regioni di riqualificare e riconvertire le risorse destinate al finanziamento dei LEA socio-sanitari e oggi prevalentemente impiegate nella istituzionalizzazione dei bisogni dei soggetti fragili, prevedendone l’impiego per finanziare strumenti virtuosi come il budget di salute. Un passo ulteriore sarebbe quello di inserire questo strumento/metodo anche nell'elenco degli indicatori dei LEA assicurando la valorizzazione delle soluzioni de-istituzionalizzanti”.

I DESTINATARI

La platea dei destinatari è indentificata con le aree di intervento indicate dal comma 4 dell'articolo 3-septies del decreto legislativo n. 502 del 1992: aree materno-infantile, anziani, handicap, patologie psichiatriche e dipendenze da droga, alcool e farmaci, patologie per infezioni da HIV e patologie in fase terminale, inabilità o disabilità conseguenti a patologie cronico-degenerative.

LE FINALITÀ

L’intervento sull’assistenza socio-sanitaria, in particolare questa destina a persone fragili e vulnerabili, affette da patologie croniche e invalidanti e da una limitazione della capacità di agire e di interagire a livello sociale, vorrebbe portare a:

  • favorire le potenzialità delle medesime, delle loro famiglie e della comunità in cui vivono, stimolando pertanto modelli di welfare di comunità;
  • incidere sulla prognosi delle persone affette da esiti invalidanti di malattie croniche e cronico-degenerative, riducendone l'istituzionalizzazione e migliorandone l'aspettativa di vita e la qualità della salute;
  • promuovere la partecipazione attiva e diretta dell'utente nella definizione delle risposte necessarie a soddisfare i propri bisogni prioritari, al fine di assicurare interventi modulati, pertinenti e personalizzati, secondo le indicazioni dell’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) dell'Organizzazione mondiale della sanità;
  • introdurre strumenti di co-programmazione e cogestione personalizzata dei bisogni delle persone fragili e vulnerabili, idonei a garantire la gestione congiunta delle prestazioni sociali con le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie inserite nei LEA;
  • promuovere la centralità e la partecipazione degli utenti e delle loro famiglie attraverso progetti terapeutici riabilitativi individualizzati, con forme di cogestione dei percorsi di cura e di riabilitazione, caratterizzati dalla necessità di interventi sanitari e sociali tra loro integrati.

IL PROGETTO TERAPEUTICO RIABILITATIVO INDIVIDUALIZZATO

Il progetto terapeutico riabilitativo individualizzato è definito come l'insieme di azioni indicate ed elaborate dall'unità di valutazione integrata, sulla base di una valutazione multidimensionale e multidisciplinare dei bisogni socio-sanitari della persona che tiene conto, in maniera globale, anche dei bisogni sociali, delle preferenze della persona, delle sue menomazioni, disabilità sociali e abilità residue e recuperabili, nonché delle esigenze legate ai diritti all'abitazione, alla formazione e al lavoro, all'affettività e alla socialità. La valutazione delle abilità e del funzionamento sociale è condotta applicando l'ICF sia al momento della presa in carico del progetto sia nei controlli periodici e programmati non superiori a 30 giorni.

Sulla base delle valutazioni effettuate, l'unità di valutazione integrata, definisce le risorse umane, professionali ed economiche necessarie per la realizzazione del progetto terapeutico riabilitativo individualizzato e per la sua sostenibilità attraverso il metodo del budget di salute.

L'unità di valutazione integrata è costituita nell'ambito del distretto della ASL competente presso l'ufficio socio-sanitario distrettuale ed è integrata da: servizi sociali dei comuni, operatori sanitari, utenti, familiari, medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta, un referente dell'ufficio socio-sanitario ospedaliero, operatori del settore dell'istruzione o della formazione professionale, amministratori di sostegno eventualmente nominati e ulteriori soggetti ritenuti necessari per un'appropriata conoscenza e valutazione dei bisogni della persona.

Il progetto terapeutico riabilitativo individualizzato assume tre livelli di intensità - alta, media e bassa - ai quali corrispondono diversi livelli di intervento e di investimento e prevede, quale obiettivo progettuale, il passaggio degli utenti da un livello di intensità maggiore a uno di intensità minore. Per la sua realizzazione è sottoscritta una convenzione, recante il patto di co-programmazione e di cogestione tra l'utente, eventuali tutori o soggetti civilmente obbligati le famiglie, la ASL, il servizio sociale del comune, il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, l'ente del Terzo settore delegato alla co-gestione, il referente dell'ufficio socio-sanitario ospedaliero, il soggetto referente del contesto formativo di riferimento, nonché gli eventuali altri soggetti ritenuti necessari.

L’APPLICAZIONE REGIONALE

Alle amministrazioni regionali e comunali sarà richiesto, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, di individuare nel territorio di competenza, gli ambiti territoriali in cui attivare, in via sperimentale e per la durata di 3 anni, i progetti terapeutici riabilitativi individualizzati, da finanziare attraverso il metodo del budget di salute per ciascuna delle aree di intervento.

Si prevede, inoltre, che negli ambiti territoriali individuati dalle regioni e dai comuni, l'azienda sanitaria locale provveda a riqualificare e a riconvertire almeno il 10% delle risorse destinate al finanziamento dei LEA socio-sanitari in progetti terapeutici riabilitativi individualizzati da finanziare attraverso il metodo del budget di salute.

IL BUDGET DI SALUTE

La dotazione finanziaria del budget di salute necessaria a realizzare il progetto terapeutico riabilitativo individualizzato comprende:

  • le risorse che lo Stato destina ai LEA socio-sanitari e alle politiche sociali;
  • le risorse ulteriori che gli enti locali destinano alle politiche sociali;
  • le risorse del Fondo sociale europeo e dei progetti regionali, nazionali ed europei volti all'inclusione sociale e lavorativa delle persone svantaggiate o vulnerabili;
  • le eventuali risorse conferite dal soggetto destinatario del progetto terapeutico riabilitativo individualizzato, anche derivanti da forme di sostegno al reddito introdotte quale misura di contrasto della povertà e per l'inclusione sociale e lavorativa.

Le risorse del budget di salute sono trasferite all’ente del Terzo settore identificato come soggetto co-gestore sulla base dello stato di avanzamento del progetto terapeutico riabilitativo individualizzato, certificato trimestralmente dai soggetti che hanno sottoscritto la convenzione recante il patto di co-programmazione e di co-gestione, tenuto conto degli esiti della valutazione qualitativa e quantitativa.

L'ufficio socio-sanitario distrettuale al quale è affidata la gestione del budget di salute dispone i controlli amministrativi e contabili sul corretto impiego delle risorse pubbliche, finanziarie e strumentali attribuite all'ente co-gestore.

IL MONITORAGGIO

Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, al Ministro della Salute è richiesto di istituire, con proprio decreto, un osservatorio che provvede, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, a monitorare l'introduzione sperimentale del metodo del budget di salute per la realizzazione dei progetti terapeutici riabilitativi individualizzati e a verificare i risultati conseguiti sulla base di rilevazioni periodiche semestrali e della documentazione trasmessa dagli uffici socio-sanitari distrettuali.

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