Sul più bello

La pellicola racconta le vicende amorose della 19enne Marta, affetta dalla malattia genetica grave più diffusa in Italia

“Se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo, e quando ti prende di mira non sbaglia un colpo”, potrebbe dire Marta, che ha 19 anni e non è esattamente quella che il senso comune definirebbe ‘una bellezza’. In più, quando aveva solo tre anni, ha perso entrambi i genitori. I suoi le hanno lasciato in eredità una grande casa al centro di Torino, che ora condivide con i suoi migliori amici Iacopo e Federica, ma anche una malattia genetica rara, complessa e debilitante: la fibrosi cistica. Nonostante ciò, Marta è una ragazza autoironica, solare e piena di spirito, determinata a non darla vinta alla sfortuna e a non rinunciare al suo più grande sogno: non solo trovare l’amore, ma puntare al ragazzo più bello, atletico e di buona famiglia del circondario. “Sul più bello”, opera prima della regista Alice Filippi, dal 21 ottobre al cinema, è una commedia sentimentale e piena di energia che, con ritmo incalzante e tante situazioni spassose, lancia al giovane pubblico un duplice messaggio: è importante coltivare i propri desideri e cogliere l’attimo che fugge, senza lasciarsi intimorire dall’incertezza del domani.

“Gli attori danno volto e anima al film”, ha detto la regista, Alice Filippi. “Scovarli, dando vita a ciò che ho immaginato, è stato il primo punto di partenza”. Marta (Ludovica Francesconi) ha un aspetto fisico che non rispecchia i canoni tradizionali di bellezza, ma è piena di vitalità e, a modo suo, di buonsenso e saggezza. Non vuole arrendersi alla malattia, ma teme di non avere tempo a sufficienza e di andarsene via troppo presto. Mentre il personaggio di Arturo (Giuseppe Maggio) si evolve nel corso della storia: grazie all’incontro con Marta, troverà la forza di ribellarsi alla famiglia e di affermare la sua personalità; alla fine della storia, si rivelerà un uomo forte, maturo e in grado di fare i conti con la malattia della ragazza che ha scelto. Il film apre anche uno spaccato sulla vita delle persone con fibrosi cistica, chiamata qui con il vecchio nome di mucoviscidosi. Si tratta di una patologia grave, che interessa circa 7mila malati in Italia e 100mila in tutto il mondo, ma che, negli ultimi anni, grazie allo sviluppo di nuove terapie, ha visto un notevole miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti. Infatti, se negli anni Cinquanta solo raramente un bambino con fibrosi cistica arrivava all’età scolastica, oggi l’aspettativa di vita supera i 40 anni, con previsioni ancora più ottimistiche per il futuro.

“Riconosciamo il valore di questa storia, che affronta la fibrosi cistica in modo realistico senza indurre a stucchevoli pietismi”, ha commentato Matteo Marzotto, presidente della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC), che ha concesso il patrocinio scientifico al film. “Ed è quello che serve anche ai malati, persone giovani e coraggiose, che hanno voglia di sognare. Un’opportunità di fare informazione e sensibilizzazione sulla malattia genetica grave più diffusa in Italia, per la quale la Fondazione dal 1997 si sta impegnando per trovare una cura risolutiva. Grazie al film e alla Eagle Pictures, avremo anche l’occasione di raccogliere fondi a sostegno della ricerca, mobilitando sul territorio gli oltre 10mila volontari, sia durante la Campagna Nazionale con il “Ciclamino della Ricerca”, in programma per tutto il mese di ottobre, sia nei mesi successivi, attraverso le proiezioni del film nelle sale italiane. Il nostro più sentito ringraziamento va dunque allo sceneggiatore Roberto Proia, alla regista e a tutto il cast che, come Eagle, hanno colto e accolto il valore della nostra mission”.

Il film “sul più bello” è tratto dall’omonimo romanzo pubblicato lo scorso giugno da Fabbri Editore. L’autrice, Eleonora Gaggero, è scrittrice e attrice, e nella pellicola interpreta il ruolo della bella e viziata Beatrice.

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