Serviranno per condurre studi sui meccanismi della malattia e su nuove molecole per la terapia

Uno dei maggiori ostacoli per la ricerca sul Parkinson – la più comune malattia neurodegenerativa e dunque non rara – è la mancanza di tessuti vivi per lo studio e il fatto che i modelli murini creati non riproducono in maniera del tutto soddisfacente ciò che accade nell’uomo. Un gruppo di ricercatori inglesi dell’ University College of London (UCL) ha dunque cercato di risolvere questo problema ricreando in laboratorio i neuroni affetti dalla malattia.

Per farlo hanno utilizzato cellule staminali pluripotenti indotte, le cosiddette iPSCs, che partendo dalle cellule della pelle di alcuni pazienti sono state indotte a differenziarsi in neuroni dopaminergici del mesencefalo, esattamente quelli che si ammalano nelle persone affette dalla malattia producendo il doppio della quantità di proteina alfa-sinucleina.  Gli interessanti risultati di questa ricerca, guidata dal prof. Michael J. Devine dell’Università di Edimburgo, sono stati pubblicati nell’ultimo numero di Nature Communications. Si è così costruito un nuovo modello della malattia su cui poter condurre successivi studi sperimentazioni su composti che riducono i livelli di alfa-sinucleina, per indagare i processi che portano alla neurogenerazione dovuta a disfunzione da alfa-sinucleina.



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