Per le forniture ematiche non c’è alcun pericolo

Ormai è confermato che i virus della leucemia murina (MLV), tra i quali anche il retrovirus XMRV, sono stati erroneamente associati alla sindrome da stanchezza cronica (CFS). Il U.S. Department of Health and Human Services (HHS) ha comunque finanziato una ricerca volta a determinare se la presenza del virus XMRV e i suoi correlati potessero in qualche modo compromettere la sicurezza delle forniture ematiche, e se le donazioni di sangue da parte di pazienti con CFS debbano essere sospese. I risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati su Science e confermano che non sussiste alcun pericolo per le forniture ematiche.

Lo studio ha analizzato campioni di sangue provenienti da soggetti affetti da CFS risultati positivi al virus XMRV e campioni ematici provenienti da donatori sani, risultati negativi al virus in questione. Questi campioni sono stati distribuiti in cieco a nove diversi laboratori di analisi, che hanno eseguito i medesimi test per la rilevazione degli acidi nucleici del virus, della replicazione e degli anticorpi reattivi ai virus stessi. Solo in due dei nove laboratori è stata rilevata la presenza del virus, ma in proporzioni simili sia per i campioni provenienti da donatori affetti da CFS, sia da donatori di controllo.
Grazie a test addizionali è stato possibile provare che i test possono rilevare dei falsi positivi, che non corrispondono a una reale presenza del virus. "I risultati di questo studio ci rassicurano che questi virus non rappresentano una minaccia per la sicurezza delle forniture di sangue della nazione e per i donatori di sangue non è necessario lo screening diagnostico per il retrovirus", ha commentato la dottoressa Susan B. Shurin direttore ad interim del National Heart, Lung, and Blood Institute (NHLBI).

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