Progetto SPES

Attraverso uno speciale ecografo portatile, il paziente potrà esaminare la salute delle proprie articolazioni e inviare da remoto le immagini allo specialista

In Italia ha preso il via il progetto SPES (Self-performed ultrasound to identify joint bleedings in haemophilia patients with inhibitors), per la sperimentazione di un sistema di telemedicina dedicato al monitoraggio ecografico a distanza dei pazienti affetti da emofilia. Attraverso un’apparecchiatura ecografica portatile utilizzabile direttamente dal paziente, oppure dal relativo genitore o caregiver, è possibile valutare la salute delle proprie articolazioni e inviare le immagini da remoto, tramite cloud, al medico specialista per l’identificazione di eventuali emartri (sanguinamenti articolari) subclinici. Questo progetto, condotto come studio pilota su un gruppo di persone con emofilia che hanno sviluppato anticorpi inibitori, rappresenta un approccio totalmente innovativo e di prima applicazione nel mondo.

Lo sviluppo di questa sperimentazione, che avrà la durata di una anno, è stato reso possibile grazie alla collaborazione dell’associazione AMARE (Associazione Malattie Rare Ematologiche) con il Prof. Dario Di Minno (Professore Associato di Medicina Interna presso il Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II) e il Prof. Carlo Martinoli (Professore Ordinario di Radiologia presso il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Genova), attraverso il supporto organizzativo dall’agenzia Ethos e il contributo incondizionato di Novo Nordisk.

Il progetto intende rendere maggiormente efficace l’intervento dei centri di riferimento per l’emofilia apportando una serie di vantaggi operativi, tra cui la possibilità di intervenire in aree remote, distanti dal singolo centro, di ridurre la necessità di spostamenti non giustificati da parte dei pazienti per raggiungere le strutture ospedaliere centro di riferimento e di impostare una terapia adeguata sulla base dell’informazione ottenuta dalle immagini ecografiche.

I centri coinvolti nello studio sono il Policlinico Umberto I di Roma (Dott.ssa Erminia Baldacci), l’Ospedale Maurizio Bufalini di Cesena (Dott.ssa Chiara Biasoli), l'Università degli Studi di Napoli Federico II (Prof. Dario Di Minno), il Policlinico di Catania (Dott. Gaetano Giuffrida), l’Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon di Napoli (Dott. Michele Schiavulli, Dott.ssa Maria Luisa Tramontano), l'Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria (Dott. Gianluca Sottilotta) e l’Azienda Ospedaliera di Padova (Dott. Ezio Zanon).

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