COVID-19 e mieloma multiplo

L’indagine è promossa dalla Fondazione EMN Italy Onlus in collaborazione con European Myeloma Network International

Torino – La Fondazione EMN Italy Onlus, realtà italiana impegnata nella ricerca clinica e scientifica e nel supporto ai pazienti affetti da mieloma multiplo, in questi difficili mesi di emergenza COVID-19 ha intensificato il suo impegno verso questi soggetti più fragili e ha avviato, in collaborazione con EMN (European Myeloma Network International), un’iniziativa di raccolta dati (uno studio osservazionale) a livello europeo nei pazienti con mieloma che hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2

Oltre a definire come si comporta il nuovo Coronavirus nei pazienti con mieloma, questa ricerca tenterà di stabilire la severità della patologia, i risvolti clinici e l’eventuale impatto della terapia antitumorale. Verranno individuati i valori di laboratorio associati alla malattia e saranno analizzate eventuali connessioni con conseguente rischio di peggioramento della situazione clinica. Saranno delineati possibili sottogruppi di pazienti in cui si è riscontrata una maggiore incidenza del virus e si valuteranno le diverse risposte cliniche. Lo studio sarà anche volto a comprendere quanto il Myeloma Frailty Score, ovvero l’indice di fragilità assegnato a ciascun paziente affetto da mieloma multiplo, abbia avuto un ruolo nel delineare i pazienti a maggior rischio, e verrà accertato se le diverse strategie adottate dai singoli Paesi abbiano in qualche modo contribuito a diversi scenari e risvolti clinici.

Lo studio coinvolgerà sette Stati europei (Italia, Olanda, Austria, Repubblica Ceca, Belgio, Germania e Grecia) più il Regno Unito, con il Prof. Gordon Cook, ematologo e docente presso l'Università di Leeds, nonché membro del board di EMN International, coordinatore dell’intero progetto. La Fondazione EMN Italy Onlus svolge un ruolo fondamentale in questo studio internazionale, perché è proprio nella sede torinese della Fondazione che è stata realizzata la piattaforma unica per la raccolta dati, e perché sono già due i centri attivi e pronti ad arruolare i pazienti: l’IRCCS Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, e la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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