Farmaci

Il farmaco ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di morte in confronto alla chemioterapia

Milano – Sanofi e Regeneron Pharmaceuticals hanno annunciato il raggiungimento dell’endpoint primario di sopravvivenza globale nello studio clinico di Fase III su cemiplimab nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico. Lo studio ha messo a confronto il farmaco, un inibitore di PD-1 (proteina 1 di morte cellulare programmata), con la chemioterapia standard (doppietta a base di platino) come terapia di prima linea in pazienti con NSCLC, squamoso o non-squamoso, in stadio avanzato, con positività di espressione di PD-L1 in almeno il 50% delle cellule tumorali.

Approvazione

Raccomandata l’approvazione del farmaco in combinazione con chemioterapia CHP

Roma – Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole per l’estensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di brentuximab vedotin ed ha raccomandato la sua approvazione in combinazione con CHP (ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone) come trattamento per i pazienti adulti con linfoma anaplastico sistemico a grandi cellule (sALCL) precedentemente non trattato.

Farmaci

Il farmaco ha dimostrato una sopravvivenza globale più lunga rispetto a chemioterapia di salvataggio

In Italia, da inizio aprile, è disponibile in commercio, in classe Cnn, il farmaco gilteritinib, approvato in monoterapia orale giornaliera per il trattamento di pazienti adulti con leucemia mieloide acuta (LMA) recidivante o refrattaria (resistente al trattamento di induzione) con la mutazione FLT3 (FLT3mut +). Gilteritinib ha il potenziale per migliorare gli outcomes di trattamento per i pazienti con LMA con due delle più comuni forme della mutazione di FLT3:ITD e TKD.

Tumore al polmone

La molecola ha dimostrato un’efficacia sistemica e intracranica superiore rispetto a crizotinib

Roma – Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole raccomandando l’approvazione di brigatinib in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), avanzato e ALK-positivo, non trattati precedentemente con inibitori di ALK. Brigatinib è un inibitore della tirosin-chinasi di nuova generazione, studiato per colpire selettivamente e inibire le alterazioni genetiche ALK.

Ospedale Humanitas

L’unità prevede un team multidisciplinare di professionisti altamente specializzati e uno sportello dedicato ai pazienti

Rozzano – Il trattamento con le cellule CAR-T nei pazienti con linfomi aggressivi e leucemie linfoblastiche con più ricadute, per i quali non esistevano alternative terapeutiche, oggi è una realtà presso il Cancer Center di Humanitas, dove è stata attivata un’unità dedicata e sono stati trattati già i primi pazienti con buoni risultati. Ematologi esperti in trapianto di cellule staminali, due team di infermieri professionali, di cui uno esperto in aferesi e uno dedicato esclusivamente alla gestione del paziente, neurologi, infettivologi e anestesisti, compongono l’Unità dedicata al trattamento con tale terapia innovativa e allo stesso tempo complessa ed impegnativa, sia nella fase di preparazione sia di esecuzione.

Gruppo di studio del prof. Pietro Invernizzi

Il principale significato del World CCA Day è di promuovere la conoscenza di questo raro tumore tra medici e pazienti

Che si tratti di una coincidenza o di una decisione consapevole, la scelta di indire proprio il 12 febbraio una giornata dedicata al colangiocarcinoma sembra davvero azzeccata. Secondo il calendario, infatti, in questo giorno si celebra la festa di S. Eulalia e il nome di questa santa spagnola significa, letteralmente, “che parla bene”. Se con la locuzione “parlare bene” vogliamo intendere, in astratto, una buona opera di divulgazione, allora la Giornata Mondiale del Colangiocarcinoma (World Cholangiocarcinoma Day, World CCA Day) non poteva trovare patrona migliore. Infatti, lo scopo principe di questa giornata è promuovere, a livello internazionale, la consapevolezza di cosa sia questo tumore.

Il gruppo di studio coordinato da Giulia Fontemaggi

L’importante scoperta è frutto di uno studio condotto dall’Istituto Regina Elena e sostenuto da Fondazione AIRC

Roma - Uno studio multidisciplinare ha svelato una correlazione tra una mutazione genica e l'attività di un farmaco di nuova generazione nei tumori testa-collo. In particolare, i risultati hanno dimostrato che la presenza di mutazioni del gene p53, da cui dipende una minore sopravvivenza dei pazienti affetti da questi tumori, è associata alla risposta al trattamento con un farmaco di nuova generazione, l'alpelisib, un inibitore specifico della proteina PI3K.

Sportello legale

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