Il farmaco, a somministrazione orale, è indicato per pazienti di almeno 6 mesi di età positivi a qualsiasi tipo di alterazione del gene BRAF
La Commissione Europea (CE) ha autorizzato la commercializzazione condizionata di del farmaco tovorafenib, in monoterapia, per il trattamento di pazienti pediatrici, di almeno 6 mesi di età, che sono affetti da glioma di basso grado con una fusione o un riarrangiamento del gene BRAF o una mutazione BRAF V600, e che sono in progressione di malattia dopo una o più terapie sistemiche precedenti.
Ogni anno nell’Unione Europea vengono diagnosticati più di 800 nuovi casi di glioma pediatrico di basso grado (pLGG) con alterazione del gene BRAF. Questo tumore cerebrale, nonostante sia classificato di basso grado (a lenta progressione), comporta un carico significativo e permanente che accompagna la persona per tutta la vita, causando spesso importanti compromissioni fisiche e neurologiche, tra cui perdita della vista, difficoltà di linguaggio e disfunzioni motorie, che possono incidere in modo significativo sull’istruzione, l’autonomia e la qualità di vita a lungo termine del bambino. Finora, molti bambini con pLGG hanno dovuto sottoporsi a interventi chirurgici invasivi e a più cicli di chemioterapia e radioterapia, con conseguenti complicazioni della salute.
Tovorafenib è un inibitore di tipo II delle chinasi RAF, attivo contro la proteina BRAF mutata e wild-type, nonché contro la proteina CRAF wild-type. Il farmaco è a somministrazione orale e colpisce le vie di segnalazione che regolano la proliferazione e la divisione cellulare, rallentando, bloccando o riducendo il glioma.
L’approvazione di tovorafenib da parte della CE si basa sui dati dello studio clinico di Fase II FIREFLY-1, che ha valutato il farmaco in 137 bambini e giovani adulti con pLGG recidivato o refrattario, e con alterazioni di BRAF, che avevano ricevuto almeno una precedente terapia sistemica. Nella sperimentazione, tovorafenib ha dimostrato:
- una risposta tumorale clinicamente significativa. Il tasso di risposta globale è stato del 71% secondo i criteri RANO-HGG e del 53% secondo i criteri RAPNO-LGG, con un tasso di beneficio clinico che è stato, rispettivamente, del 77% e del 58%;
- risposte rapide e durature. Sulla base dei criteri RAPNO-LGG, tra i pazienti che hanno risposto alla terapia, il tempo mediano alla risposta è stato di 5,4 mesi, con una durata mediana della risposta di 18,0 mesi;
- un profilo di sicurezza gestibile. Tovorafenib è stato generalmente ben tollerato, con eventi avversi legati al trattamento (TRAEs) prevalentemente di Grado 1 o 2 e con un tasso di interruzione della terapia basso (il 9,5% dei pazienti ha sospeso il trattamento a causa di eventi ritenuti dallo sperimentatore correlati a tovorafenib). I TRAEs più comuni comprendevano variazione del colore dei capelli, creatinfosfochinasi ematica alta, fatigue, anemia, vomito, ipofosfatemia, cefalea, eruzione cutanea maculopapulare, febbre, ritardo della crescita, secchezza cutanea.
“Per i piccoli pazienti che ricevono la diagnosi di glioma di basso grado il percorso è spesso lungo e difficile, con opzioni terapeutiche limitate. L’approvazione europea di tovorafenib rappresenta un passo avanti significativo per questi bambini e per le loro famiglie”, ha dichiarato Sandra Silvestri, Executive Vice President and Chief Medical Officer di Ipsen, l’azienda produttrice del farmaco. “Ora il nostro obiettivo è garantire che, in tutta Europa, i bambini che sono eleggibili alla terapia possano accedervi il più rapidamente possibile”.










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