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OssMalattieRare #FibrosiCistica : una partnership per lo sviluppo di una #terapiagenica di prima classe stipulata da @boehringer con @genemed , @ImperialInnova e @OxfordBioMedica . #GeneTherapy #CysticFibrosis bit.ly/2vNktPi pic.twitter.com/vNFbi2X2c8
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OssMalattieRare #Malattierare : Sarepta espande la propria presenza nel campo della #terapiagenica e amplia la sua pipeline nelle terapie mirate al sistema nervoso centrale. bit.ly/2MlefjV pic.twitter.com/kIxtWnCYeg
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Basta diminuire il sodio consumato per ridurre il rischio anche di malattie cardiovascolari

Che gli eccessi nell’alimentazione facciano poco bene alla salute è cosa nota e questo vale anche per l’utilizzo del sale. Dopo la notizia, proveniente del CNR di Pisa, che una riduzione moderata di calorie aiuta a mantenere la plasticità del cervello ecco un nuovo studio che rimarca il ruolo dell’alimentazione nell’insorgenza dell’Alzheimer. Stando a quanto riportato su uno studio appena pubblicato sul  Journal Neurobiology of Aging, infatti, gli anziani che hanno l'abitudine di condire con molto sale ogni piatto possono ritrovarsi, in futuro, con problemi al cervello e al cuore. Questi sarebbero vittime di un declino mentale più rapido rispetto ai coetanei che hanno diminuito le dosi durante i pasti.

La ricerca è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto (Canada) ed ha evidenziato come basti superare un cucchiaino di sale al giorno per avere effetti negativi sul cervello e aumentare il rischio di Alzheimer. Secondo gli autori, un livello alto è stabilito in poco più di 3.090 mg di sodio puro al giorno: è l’equivalente di  un cucchiaino da tè colmo di sale (ovvero 7,7 grammi di cloruro di sodio), o tradotto in quello che mangiamo 15 sacchetti di patatine, tre 'Big Mac' e mezzo, quasi due colazioni all'inglese. “

I risultati del nostro studio - afferma Alexandra Fiocco, autore della ricerca - hanno dimostrato che una dieta ricca di sodio, combinato con scarso esercizio fisico, è un cocktail particolarmente dannoso per le prestazioni cognitive degli anziani. La buona notizia è che gli anziani sedentari non hanno mostrato un declino cognitivo nel corso dei tre anni di osservazione quando hanno ridotto l'apporto di sodio”. 
Il team canadese ha monitorato, per un periodo di tre anni, il consumo di sale e i livelli di attività fisica di 1.262 uomini e donne di età compresa tra 67 e 84 anni, tutti in buone condizioni di salute. I ricercatori hanno valutato, allo stesso tempo, le risposte cognitive dei partecipanti all'inizio dello studio e una volta all'anno per tutta la durata della ricerca. Li hanno inoltre sottoposti a test per diagnosticare eventuali spie di Alzheimer. La ricerca ha quindi dimostrato che, se le persone riducono il sale nella loro dieta di circa 3 grammi al giorno, l'equivalente di sei fette di pane, possono abbassare del 25 per cento la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. Secondo lo studio, i bambini di età compresa tra 1 e 3 anni dovrebbero assumere con la dieta non più di 2 grammi al giorno di sale, per arrivare a 3 g al giorno tra 4 e 6 anni e a 5 grammi tra i 7 e i 10 anni.
Nel Regno Unito - ricorda il quotidiano britannico 'Daily Mail' - la Food Standards Agency raccomanda che gli adulti non dovrebbero mangiare più di 6 grammi di sale nelle 24 ore, ovvero la quantità contenuta in un cucchiaino. Ma l'assunzione di un cittadino britannico è in media ben oltre il limite: si arriva a 8,6 grammi.


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GUIDA alle ESENZIONI per le MALATTIE RARE

Malattie rare, GUIDA alle esenzioni

Con l'entrata in vigore dei nuovi LEA (15 settembre 2017) è stato aggiornato l’elenco delle malattie rare esentabili.

OMaR (Osservatorio Malattie Rare), in collaborazione con Orphanet-Italia, ha realizzato una vera e propria Guida alle nuove esenzioni, con l'elenco ragionato dei nuovi codici, la lista completa di tutte le patologie esenti, le indicazioni su come ottenere l’esenzione e molto altro.

Clicca QUI per scaricare gratuitamente la Guida.

 


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