Durante il 37° Congresso dell’Associazione Italiana sullo Studio del Dolore (AISD), tenutosi a Stresa, sono stati divulgati i risultati di uno studio, realizzato da ricercatori dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Terni  sotto la guida del Prof. Stefano Coaccioli e pubblicato sulla rivista Recenti Progressi in Medicina, secondo cui il dolore cronico (significativamente in crescita) sarebbe associato in particolar modo alla condizione di obesità.
Questo dato sarebbe particolarmente significativo per il genere femminile.

Gli autori dello studio hanno sottolineato che il dolore cronico viene troppo spesso sottovalutato, anche a causa di una diffusa scarsità di conoscenza, e che le cure risultano inadeguate.

Del resto l’obesità è uno dei principali problemi di sanità pubblica presenti nel mondo occidentale. Basti pensare che  negli USA tale condizione è causa di un numero di decessi elevatissimo (tra i 280.000 e i 325.000 morti l’anno). Senza contare che l’obesità è correlabile all’insorgenza di numerose altre patologie tra cui il diabete mellito, le malattie cardiovascolari e osteoarticolari.

Il punto fondamentale della questione è proprio che l’accoppiata obesità-dolore rappresenta un insieme di importanti fattori di rischio per numerose altre condizioni morbose.

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