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OssMalattieRare Conseguenze sulla sfera emotiva, fisica, e lavorativa. È quanto emerge dall’indagine mondiale che ha avuto come obiettivo quello di esaminare le esperienze di 1.050 #caregiver di persone con #sclerosimultipla . #MultipleSclerosis bit.ly/2yyfeV3 pic.twitter.com/MlSexmScEI
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OssMalattieRare Corso di Formazione Teorico Pratico Tubercolosi e Micobatteriosi, organizzato da AIPO - Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri. 25 e il 26 ottobre 2018, presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma. bit.ly/2R6dnxz
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L'Associazione considera limitative le considerazioni dell'FDA

In seguito alla diffusione da parte dell’FDA statunitense di una nota in cui sono stati segnalati casi di casi di morti, ictus, distacchi e migrazioni di stent connessi alla procedura endovascolare per il trattamento dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) , l’ Associazione CCSVI nella SM Onlus ha reso note le proprie posizioni in merito. Di seguito il comunicato stampa.

 

L’Associazione CCSVI-SM, fatta da malati e da familiari di malati di SM, pur concordando sulla necessità che la scienza prosegua il suo corso nello studio della CCSVI, con i suoi tempi e modi:
Non condivide le valutazioni limitative e preoccupanti della FDA statunitense sull’esistenza stessa della CCSVI, sulla correlazione tra questa patologia venosa e la sclerosi multipla, sulla sicurezza ed efficacia dell’intervento di angioplastica dilatativa venosa (PTA) nei malati di SM: su ciascuna di queste tematiche, infatti, è stata pubblicata una mole importante di studi internazionali, qualificati, indipendenti, che dimostrano l’esatto contrario.

Tali studi dal 2008 ad oggi, e pubblicati in gran numero soprattutto nell’ultimo anno, dimostrano:

•    che la CCSVI esiste come patologia a sé stante. Nel settembre 2009 il panel di esperti della UIP 50, la più vasta organizzazione scientifica che si occupa di patologia venosa, l'ha inserita tra le malformazioni venose congenite di tipo trunculare, ovvero fra quelle che si sviluppano fra il 3° ed il 5° mese di vita intrauterina. Il documento di consenso internazionale ne avalla anche la terapia attraverso angioplastica dilatativa o PTA. Da allora, molti altri studi lo confermano;
•    che la correlazione tra CCSVI e SM è altissima: gli ultimi studi diagnostici, compiuti con la flebografia – ritenuto internazionalmente il metodo più efficace poiché NON è operatore-dipendente come l’ecocolordoppler (ECD) – parlano inconfutabilmente di una correlazione di oltre il 90%. Si tratta di un risultato elaborato dall’ISNVD (International society for neurovascular desease): prende in esame 13 studi di 8 paesi: la correlazione va dal 92.3 al 100 %.
Ciò significa inevitabilmente che qualsiasi ulteriore studio epidemiologico, sulla correlazione tra CCSVI e SM, dovrà necessariamente confrontarsi con questi dati internazionali.

Rispetto alla sicurezza a dell’angioplastica dilatativa (PTA), gli studi fin qui pubblicati dimostrano che l’angioplastica, tecnica in uso da decenni anche nel sistema venoso profondo, è sicura in mani sicure. Il prof. Paolo Zamboni, che ha scoperto la CCSVI e che ne ha indicato le modalità di intervento, SCONSIGLIA ASSOLUTAMENTE l’uso di STENT nelle vene, e quindi qualsiasi evento avverso per uso di stent NON E’ IMPUTABILE al suo metodo.

Ricordiamo che comunque la percentuale dei cosiddetti casi avversi attribuiti è bassissima, così come bassissimo è stato definito dagli studiosi che se ne sono occupati il rischio di questa tecnica sulle vene. La PTA rientra a pieno titolo tra le tecniche definibili come sicure dalla scienza.
Per quanto riguarda l’efficacia, gli studi preliminari pubblicati dimostrano che la PTA porta indubbi benefici ai malati di SM, ne migliora la qualità della vita, e in molti casi può bloccare la progressione della malattia.

Ricordiamo, a questo proposito, quanto sostenuto recentemente dal britannico NICE: National Istitute for Health and Clinical Excellence www.nice.org.uk/ipg420 . Questo istituto, analogo al nostro CSS, in sostanza: - incoraggia ulteriori ricerche in questo campo rilevando che i trattamenti attualmente disponibili sono molto poveri di efficacia; - sulla base dei dati in letteratura considera i dati di sicurezza disponibili sicuramente significativi a certificare la liceità del trattamento di PTA all’interno di percorsi di ricerca.

Analogamente, la SIR, la società scientifica dei radiologi interventisti, rispondendo al comunicato sulla CCSVI della FDA, accanto a una giusta e condivisibile prudenza sui risultati fin qui raggiunti:
•    “ sostiene fortemente la ricerca clinica di alta qualità per determinare la sicurezza e l'efficacia di terapie interventistiche della SM e sta lavorando attivamente per promuovere ed accelerare il completamento degli studi necessari”.
•    “riconosce la sfida e la potenziale opportunità presentata dai primi promettenti studi di un approccio interventistico per il trattamento della sclerosi multipla”.
•    “E’ lieta che i gruppi di sostegno abbiano spinto in avanti la comunità medica per rispondere a questa sfida e si impegna ad assumere un ruolo di leadership nazionale nel lancio degli sforzi necessari”.
Ricordiamo che sono in svolgimento o ai nastri di partenza, in Italia e nel mondo, studi clinici tesi a valutare, appunto, la sicurezza e l’efficacia dell’angioplastica nei malati di SM. A loro spetta la parola finale.

Per ulteriori informazioni: http://www.ccsvi-sm.org



GUIDA alle ESENZIONI per le MALATTIE RARE

Malattie rare, GUIDA alle esenzioni

Con l'entrata in vigore dei nuovi LEA (15 settembre 2017) è stato aggiornato l’elenco delle malattie rare esentabili.

OMaR (Osservatorio Malattie Rare), in collaborazione con Orphanet-Italia, ha realizzato una vera e propria Guida alle nuove esenzioni, con l'elenco ragionato dei nuovi codici, la lista completa di tutte le patologie esenti, le indicazioni su come ottenere l’esenzione e molto altro.

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