Il ministero della Salute è in ritardo nonostante gli obblighi previsti in Stabilità. Malati senza risposte

L'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza continua ad accumulare rinvii e ritardi. Lo sanno bene diverse migliaia di malati rari; persone affette da patologie non ricomprese nei Lea in vigore. Una “dimenticanza” che li costringe a subire discriminazioni e a convivere con la differenza dei servizi erogati sul territorio. Spetta infatti alla singola Regione regolamentare l'approccio con malattie non ricomprese nei Lea.

Negli ultimi mesi, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha rassicurato i pazienti e le Camere. I Lea sarebbero stati aggiornati senza ulteriori esitazioni. Così come vi avevamo raccontato qui.

Parole a cui non hanno fatto seguito provvedimenti concreti. Un lassismo che ha convinto i deputati del Movimento 5 stelle componenti della commissione Affari sociali ad intervenire: “Non vorremmo mettere troppa premura al ministro Beatrice Lorenzin ma, rispetto alla definizione e all'aggiornamento dei Lea, il consiglio dei Ministri avrebbe già dovuto dare il via libera, considerato che la legge indica 'entro 60 giorni' successivi all'approvazione della Stabilità il termine entro il quale la misura deve essere varata”. I parlamentari pentastellati ricordano quanto sia estenuante la situazione: “I cittadini stanno aspettando i nuovi Lea da quindici infiniti anni, e quando diventeranno finalmente realtà, quel risultato non potrà comunque essere considerato come una conquista. Quindici anni di ritardi sono una vergogna e il minimo sindacale è che questo scempio abbia fine”. E ancora sui ritardi del Dicastero guidato dall'esponente del Nuovo centrodestra: “Sempre a proposito di scadenze previste nella legge di Stabilità, e non rispettate, ricordiamo che all'appello manca anche il decreto che fissa le linee guida per le aziende ospedaliere da sottoporre a piano di rientro - comma 526 - Al momento si è intravista solo una bozza di schema di decreto a mezzo stampa. Ci interessa sapere anche se sia stata istituita o meno la Commissione tecnica peri fabbisogni standard”.

Sul tema dei Livelli essenziali di assistenza e dell'aggiornamento del Nomenclatore è intervenuta anche l'associazione Luca Coscioni. Organizzazione che ha provveduto ad inviare una diffida per l'aggiornamento al ministero della Salute, alla conferenza Stato-Regioni e alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Filomena Gallo, segretario dell'associazione radicale e avvocato, è chiara e netta: “Ma quanto devono attendere ancora i cittadini italiani, disabili o malati, perché lo Stato permetta loro di accedere a servizi e strumenti fondamentali per affrontare e migliorare la vita quotidiana? I Lea, cioè livelli essenziali di assistenza, in Italia sono infatti fermi al 2001, mentre il Nomenclatore tariffario, che è l'elenco degli ausili e delle protesi erogabili dal Servizio sanitario nazionale, è fermo al 2009”. L'associazione fa capire che potrebbe agire anche di fronte ai giudici. I termini contenuti nelle diffide sono infatti scaduti da oltre dieci giorni.

Ad ogni modo, domani il ministro della Salute riferirà di fronte al Senato durante un question time. Una delle interrogazioni in discussione a Palazzo Madama tratta proprio dell'aggiornamento dei Lea. L'ennesima rassicurazione senza date certe non farebbe fare una bella figura né a Beatrice Lorenzin né a Pier Carlo Padoan. Ad essere pienamente coinvolto è infatti anche il ministero dell'Economia. Le principali resistenze in tema di Lea sono sempre arrivate dagli uffici di via XX Settembre. Lo spettro di una manovra correttiva alla fine dell'esteta non è di buon auspicio per i malati, le loro associazioni e i medici.

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