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Sam Neill (foto tratta da Facebook)

La famiglia ha confermato che l'attore neozelandese, morto a 78 anni, era libero dal cancro al momento della scomparsa  

Sam Neill è morto il 13 luglio 2026 a Sydney, in Australia, all'età di 78 anni. Nel comunicato con cui i familiari hanno annunciato la scomparsa dell'attore, hanno parlato di una perdita “improvvisa e inaspettata”, ma hanno precisato che, al momento del decesso, Neill era "libero dal cancro". All’attore era stato diagnosticato un linfoma angioimmunoblastico a cellule T (AITL) nel marzo 2022; dopo quasi cinque anni di cure, ad aprile 2026 aveva annunciato la remissione. La sua vicenda clinica, al di là del cordoglio per la scomparsa, offre l'occasione per conoscere meglio una forma di tumore rara e ancora poco nota al grande pubblico.

Il protagonista del paleontologo Alan Grant in Jurassic Park aveva costruito, in cinque decenni di carriera, un repertorio che spaziava da "Caccia a Ottobre Rosso" a "Lezioni di piano" fino a "Peaky Blinders". Proprio la notorietà dell'attore aveva portato alla ribalta questo tumore raro già nel 2023, quando le prime notizie sulla sua diagnosi erano emerse pubblicamente. 

CHE COS'È IL LINFOMA ANGIOIMMUNOBLASTICO A CELLULE T 

L'AITL è un linfoma raro non-Hodgkin a cellule T, caratterizzato dall'infiltrazione dei linfonodi da parte di cellule neoplastiche originate dai linfociti T helper follicolari, una particolare popolazione di linfociti T che normalmente coadiuva le altre cellule del sistema immunitario. Attorno alle cellule tumorali, relativamente poco numerose, si sviluppa una base infiammatoria polimorfa che comprende cellule dendritiche follicolari e cellule B positive al virus di Epstein-Barr, insieme a una marcata proliferazione delle venule ad alto endotelio, da cui deriva il prefisso "angio" nel nome della malattia. Oltre ai linfonodi, la patologia interessa spesso anche la milza, il fegato, la cute e il midollo osseo, dando luogo a un quadro altamente sintomatico e disseminato, con un rapido deterioramento delle funzioni degli organi coinvolti.  

I pazienti riportano frequentemente ingrossamento di milza e fegato, calo dell'appetito e perdita di peso, febbre e sudorazioni notturne, stanchezza persistente e dolori articolari; non è raro nemmeno il prurito, così come l'ascite, cioè l'accumulo di liquido nell'addome. Dal punto di vista ematologico, si osserva spesso una riduzione di globuli bianchi e piastrine, con conseguente aumento del rischio, rispettivamente, di infezioni e sanguinamenti.  

L'AITL rientra nella più ampia famiglia dei linfomi non-Hodgkin, di cui fanno parte anche il linfoma diffuso a grandi cellule B o il linfoma cutaneo a cellule T.  

QUANTO È RARO E CHI COLPISCE 

Le stime disponibili, basate sulla classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, indicano che l'AITL rappresenta circa il 15-20% dei linfomi periferici a cellule T e circa l'1-2% di tutti i linfomi non-Hodgkin. L'età mediana alla diagnosi è compresa tra 62 e 65 anni, senza differenze significative di incidenza tra uomini e donne. 

Nell'intervista rilasciata a OMaR nel 2023, il prof. Andrés J. M. Ferreri, Direttore dell'Unità Linfomi presso l'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, aveva spiegato come la malattia possa colpire, seppur più raramente, anche fasce di popolazione più giovani oltre agli individui sopra i 60 anni. In diversi casi, l'AITL si sviluppa dopo un'infezione da virus di Epstein-Barr, lo stesso agente responsabile della mononucleosi. 

COME SI ARRIVA ALLA DIAGNOSI 

La conferma dell'AITL passa sempre attraverso la biopsia linfonodale: il paziente si presenta generalmente con linfonodi ingrossati e facilmente accessibili, dal cui prelievo è possibile ricavare il campione di tessuto necessario alle analisi istologiche e alla stadiazione del tumore. All'esame istopatologico si affiancano l'immunofenotipizzazione e le indagini molecolari, che permettono di individuare le mutazioni genetiche più frequentemente associate alla malattia. 

IL PERCORSO TERAPEUTICO DI SAM NEILL 

Fu proprio durante la promozione di "Jurassic World - Il dominio", nel 2022, che Neill notò un gonfiore alle ghiandole che portò alla prima diagnosi. L'attore aveva raccontato di aver convissuto con il linfoma per circa cinque anni, affrontando fin da subito la chemioterapia: “Era una terapia molto dura, ma mi teneva in vita”, aveva dichiarato, ricordando come il trattamento fosse riuscito a contenere il tumore per un periodo, prima di smettere gradualmente di funzionare

Di fronte al fallimento delle terapie tradizionali, nell'ambito di una sperimentazione clinica Neill si è sottoposto a una terapia sperimentale con cellule CAR-T, una forma di immunoterapia contro il cancro. Questa terapia prevede il prelievo di cellule T, un tipo di globuli bianchi, dal paziente e la loro modificazione genetica per renderle in grado di individuare e distruggere le cellule tumorali. Le cellule T modificate vengono coltivate in laboratorio e poi reinfuse nel paziente, dove attaccano specificatamente il tumore. Lo scorso aprile, intervistato dal network australiano 7News, l'attore ha annunciato i risultati ottenuti: gli esami strumentali non mostravano più tracce del tumore. Neill aveva espresso la volontà di tornare presto sul set e di impegnarsi per favorire una maggiore diffusione del trattamento che gli aveva permesso di raggiungere la remissione. 

Attualmente, in Australia, la terapia con cellule CAR-T è disponibile solo tramite il sistema sanitario pubblico per alcuni tipi di cancro e in determinati ospedali; privatamente, il trattamento ha un costo piuttosto elevato, motivo per cui l’attore è intervenuto nell'ambito di una campagna volta a chiedere ai governi statali e federali australiani di ampliare la disponibilità della terapia con cellule CAR-T per un maggior numero di pazienti oncologici, con il supporto della fondazione no-profit Snowdome, impegnata nella lotta contro i tumori del sangue. 

LE TERAPIE OGGI DISPONIBILI PER L'AITL 

Al di fuori dei percorsi sperimentali, il trattamento di elezione per l'AITL resta la chemioterapia, con protocolli simili a quelli usati per i linfomi più aggressivi. Nei pazienti che rispondono bene, raggiungendo la remissione completa e in condizioni fisiche adeguate, si propone spesso come consolidamento il trapianto di cellule staminali autologhe, prelevate dal paziente stesso.  

Quando la malattia si ripresenta o non risponde alle cure iniziali, un'evenienza piuttosto frequente nell'AITL, gli specialisti possono ricorrere a farmaci di seconda linea mirati contro specifiche caratteristiche delle cellule tumorali, oppure agli inibitori dei checkpoint immunitari, la stessa classe di farmaci già impiegata con successo in altri tumori per "risvegliare" il sistema immunitario contro il cancro. Si tratta, in questo caso, di un utilizzo non ancora sostenuto da un'indicazione specifica per l'AITL né rimborsato in Italia. 

LE PROSPETTIVE OFFERTE DALLA RICERCA 

Negli ultimi anni la ricerca ha individuato alcune alterazioni genetiche ricorrenti nelle cellule dell'AITL, che stanno aprendo la strada a farmaci mirati di nuova generazione. Uno di questi, in fase di sperimentazione clinica avanzata, ha recentemente mostrato risultati incoraggianti in oltre la metà dei pazienti con AITL recidivante o refrattario coinvolti in uno studio internazionale, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Oncology

L'AITL resta una malattia orfana di una cura specifica approvata su larga scala. La vicenda di Sam Neill, che ha trovato la remissione grazie a un trattamento ancora sperimentale, resta un caso singolo, non generalizzabile all'intera popolazione di pazienti, ma indica la direzione in cui la ricerca su questo tumore raro continua a muoversi. 

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