Ilaria Ciancaleoni Bartoli

Tra le protagoniste del volume, scritto da Claudio Barnini, c’è anche Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttrice di OMaR

Roma – Dieci top manager, sei giornaliste, tre testimonial di eccezione e la prefazione di Flavia Bustreo sono il bouquet di cui si compone l’ultimo volume del giornalista Claudio Barnini, “Donne Controcorrente in Sanità e Farmaceutica”, pubblicato da Mason&Partners. L’ebook, che sarà disponibile su Amazon Kindle e Kobo dai primi di maggio, raccoglie storie professionali e di vita di alcune tra le più importanti figure femminili del mondo sanitario italiano: da Giovanna Labbate (Gedeon Ritcher) a Manuela Maronati (UCB Pharma); da Flavia Bustreo, per anni esponente di punta dell’OMS, a Maria Elena Bottazzi, ricercatrice candidata al Premio Nobel; da Silvia Peviani, che ha innovato i sistemi informatici di varie realtà aziendali farmaceutiche, a Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttrice di Osservatorio Malattie Rare (OMaR).

Ho cercato di raccontare questa ‘onda rosa’ che coinvolge tutto il mondo della medicina e della sanità”, racconta l’autore, Claudio Barnini. “Sono i numeri a dirlo: secondo recenti dati elaborati da FNOMCeO, su 329.263 medici con meno di 69 anni in attività nel Servizio Sanitario Nazionale, il 52% – ovvero 170.686 – è donna. Tra i 40 e i 44 anni, infatti, le donne sono quasi il doppio dei colleghi uomini. Si resta sorpresi se si vede ad esempio che nella fascia tra i 30 e i 50 anni, le anestesiste rianimatrici sono 2.667, a fronte di 1.720 colleghi uomini. Per non parlare poi della cardiologia (specialità ‘al femminile’ con 1.622 specialiste rispetto a 1.431 uomini) e delle giovani geriatre, 1.029 a fronte di 331 colleghi coetanei, fianco alle neuropsichiatre infantili, 777 a 113, e delle reumatologhe, 414 verso 160”.

Anche quando si passa al mondo industriale la presenza femminile resta forte. Secondo Farmindustria, il 44% del totale dei dipendenti è donna, spesso con ruoli dirigenziali importanti. E il trend è in crescita, considerato l’aumento dell’occupazione femminile del 15% nel settore dal 2016 al 2022. Per quanto riguarda il settore Ricerca e Sviluppo si registra un altro sorpasso, con le donne che rappresentano il 53% del totale.

Nel mondo dell’informazione, invece, l’assenza delle donne è evidente: secondo lo European Journalism Observatory, tra i Paesi europei in cui la disparità di genere è maggiore c’è proprio l’Italia, con il 63% degli articoli firmati da uomini. Anche la rappresentazione del genere femminile è squilibrata: le donne sono protagoniste di notizie nel 16% dei casi ed è la narrazione privata, domestica a prevalere in questi racconti, nei quali vincono gli stereotipi e in cui vengono rappresentate come mogli e madri, anche se sono al comando della Stazione Spaziale Internazionale.

Sei poi parliamo, nello specifico, di informazione in sanità, nel volume di Claudio Barnini non poteva di certo mancare la voce di Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttrice, da ormai quasi 13 anni, della testata giornalistica Osservatorio Malattie Rare (OMaR) e recentemente nominata Cavaliere dell'Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” dal Presidente Sergio Mattarella.

Il mio sogno era fare una cosa che fosse d’aiuto, e l’ho realizzato doppiamente con OMAR”, spiega Ciancaleoni Bartoli nel libro. “Siamo di aiuto alle persone con malattia rara, ma diamo anche lavoro a più di 25 persone, che in molti casi negli anni ho avuto la soddisfazione di veder diventare padri e madri, senza per questo lasciare il lavoro”.

“Siamo un’azienda – prosegue la direttrice di OMaR – ma il nostro modo di ragionare e agire è molto più vicino a quello di una charity o non profit: aiutiamo le associazioni a comunicare, le persone a trovare una risposta alle proprie malattie o difficoltà burocratiche, sensibilizziamo le istituzioni anche su tematiche che di profit non hanno nulla e questo spirito di servizio è nel nostro DNA, ci è naturale, e non importa che non sia ‘profit’. Forse perché siamo una società fatta per oltre il 75% di donne? Può darsi, ma a me piace pensare che è perché siamo una realtà fatta al 100% di persone sensibili e motivate”.

Sul concetto di donna lavoratrice, moglie o mamma che sia, Ilaria Ciancaleoni Bartoli ha un’idea ben precisa: “Il cambiamento culturale è necessario, anche perché sono ancora molte le donne che considerano ‘naturale o normale’ che tutto ciò che ha a che vedere con la cura familiare ricada sulle loro spalle, come se a fare i figli non si fosse in due. Quindi sì – conclude la direttrice di OMaR – credo che il problema sia anche culturale, tanto degli uomini quanto delle donne, anche perché almeno per metà gli uomini vengono educati dalle donne”.

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