ricerca SLA

La sperimentazione valuterà efficacia e sicurezza di una nuova molecola nei pazienti con malattia causata da mutazioni nel gene FUS

In circa un paziente con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) su dieci la malattia ha un’origine genetica, cioè è provocata da mutazioni in certi geni ben determinati, fra cui SOD1, C9ORF72, TARDBP o FUS. In quest’ultimo caso, solo pochi anni fa gli scienziati hanno osservato che l’alterazione genetica alla base della patologia provoca la dannosa formazione di aggregati dell’omonima proteina FUS nelle cellule dei pazienti. Proprio su questa specifica forma di SLA è stata appena avviata una sperimentazione che valuterà l’efficacia di una nuova potenziale terapia.

Infatti, è già iniziata la fase di arruolamento del trial clinico di Fase III FUSION, promosso dalla casa farmaceutica Ionis, già impegnata nella ricerca di soluzioni terapeutiche per la SLA causata da mutazione del gene SOD1 e per altre patologie rare, come la malattia di Huntington e l’atrofia muscolare spinale.

FUSION è uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, rivolto a persone di età compresa tra i 12 e i 65 anni con diagnosi di SLA originata da mutazioni nel gene FUS. Forme di malattia sottese da altre mutazioni genetiche non potranno essere considerate per questo trial; inoltre, saranno esclusi dalle procedure di arruolamento i pazienti che non siano in grado di respirare autonomamente, quelli risultati positivi ai test per l’HIV o per l’epatite B e C, e quanti siano affetti da gravi problematiche di salute (ipertensione o patologie nervose) che potrebbero interferire con il trattamento sperimentale.

ION363, la molecola in studio, è un oligonucleotide antisenso progettato per ridurre la produzione della proteina FUS che si accumula nel citoplasma delle cellule innescando, così, la sintomatologia tipica della SLA; nei modelli murini in cui è stato studiato, il farmaco ION363 (ufficiosamente rinominato jacifusen in onore di Jaci Hermsted, il primo paziente trattato all’interno di un programma di accesso precoce) ha dimostrato di poter ridurre gli accumuli di proteina FUS, contrastando la perdita dei motoneuroni osservata nella malattia: i ricercatori sperano pertanto che questi risultati preliminari trovino conferma anche nei pazienti.

Secondo quanto descritto nel protocollo di studio, il trial FUSION, che prevede di arruolare un totale di 77 pazienti in un periodo complessivo di poco meno di 4 anni, si comporrà di due parti: nella prima parte i pazienti riceveranno la molecola sperimentale o il placebo (attraverso un’iniezione intratecale a livello lombare) a intervalli regolari per un periodo di 61 settimane, mentre nella seconda la somministrazione procederà per un periodo di 85 settimane. Al termine di ognuna delle due fasi sono previsti dei periodi di follow-up. Per tutta la durata dello studio i pazienti saranno sottoposti ad attente visite di monitoraggio allo scopo di valutare gli eventuali miglioramenti sul piano funzionale legati alla somministrazione del farmaco (principalmente attraverso l’apposita scala di punteggio ALSFRS-R, Amyotrophic Lateral Sclerosis Functional Rating Scale-Revised), come pure i cambiamenti, rispetto al basale, nella capacità vitale lenta (un parametro utilizzato per la stima della funzione polmonare) e nella concentrazione di neurofilamenti nel liquido cerebrospinale.

Lo studio è già partito in diversi centri ospedalieri degli Stati Uniti e, successivamente, è stato attivato in Canada, Corea del Sud, Regno Unito ed Europa. In Italia la sperimentazione si svolgerà presso il Centro Regionale Esperto sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (CRESLA) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Città della Salute e della Scienza” di Torino, diretto dal prof. Adriano Chiò.

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