Colosseo

Troppi monumenti e luoghi pubblici italiani non sono accessibili alle persone con disabilità: OMaR ha recentemente acceso i riflettori sul tema con la campagna “#TheRAREside”

Il tema della mobilità accessibile alle persone con disabilità, che Osservatorio Malattie Rare ha già affrontato nella campagna #TheRAREside raccontando la storia della giovane influencer Valentina Tomirotti (che ha scritto anche una guida sul turismo accessibile), viene confermato in tutta la sua urgenza da un episodio avvenuto soltanto pochi giorni fa a Roma, che ha visto protagonista una giovane turista americana affetta da sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

La 21enne, in vacanza nella Capitale, è arrivata a Largo Gaetana Agnesi da sola per visitare il Colosseo, ma una volta giunta sul luogo ha trovato la strada sbarrata. Le uniche scale, in discesa, che da largo Gaetana Agnesi conducono al monumento sono infatti transennate da mesi perché pericolanti. Per via del suo deambulatore, alla ragazza è risultato dunque impossibile raggiungere il monumento e ha provato quindi a chiedere aiuto a due vigili del gruppo SPE, Sicurezza Pubblica ed Emergenziale della Polizia di Roma Capitale, che però non hanno potuto consigliarle alternative praticabili: la strada che conduce al Colosseo passando per l'ingresso di Colle Oppio, infatti, sarebbe stata rischiosa da percorrere, anche perché il marciapiede è molto stretto, mentre la scala mobile unidirezionale all'interno della fermata Colosseo della metro risultava ferma da mesi.

Cosa fare quindi? I due vigili, Rinaldo Ambrifi e Valerio Cepale, aguzzando l’ingegno, hanno deciso di prendere in braccio uno la giovane e l'altro il suo deambulatore, accompagnandola così davanti al Colosseo. A tour concluso, la ragazza è tornata a ringraziare i due ufficiali e, visibilmente commossa, ha confidato di non aver mai trovato così tanta attenzione in nessun'altra parte del mondo. I due agenti, poi, hanno anche aiutato la giovane a raggiungere i binari della stazione Termini. Un nobile gesto e un aiuto indispensabile, certo, che però sottolineano ancora una volta il degrado e i disservizi contro cui romani e turisti devono combattere ogni giorno.

In merito alla vicenda è intervenuta l’ATAC-Azienda per la mobilità di Roma Capitale, con una nota in cui l’Azienda si dice “costernata per il disagio subito da una turista con disabilità, che ha dovuto ricorrere all'aiuto di alcune persone per scendere le scale fisse che da Largo Agnesi conducono alla stazione Colosseo”. L’ATAC ha poi specificato che: “Anche se la scala mobile fosse stata funzionante (lo sarà nei prossimi giorni) la signora non avrebbe potuto usarla per scendere. La scala, infatti, funziona solo in una direzione: in salita. Serve ai clienti della metro per salire dalla stazione alla terrazza di Largo Agnesi, non il contrario; la signora non aveva bisogno di usare la stazione metro, che è attrezzata con montascale per le necessità dei passeggeri con disabilità, ma di visitare l'Anfiteatro; la signora è stata aiutata a scendere dalla scala fissa a fianco della scala mobile, passando per la stazione, perché gli altri accessi esterni - non inerenti alla metropolitana - sono inagibili”. Precisazioni che non cancellano, ma semmai confermano, la realtà dei fatti: troppi monumenti e luoghi pubblici italiani sono ancora oggi inaccessibili alle persone con disabilità.

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