Il batterio, che può essere trasmesso da paziente a paziente attraverso l'aria e le superfici contaminate, causa gravi polmoniti e sta diventando sempre più aggressivo

CAMBRIDGE (REGNO UNITO) – Un batterio ultraresistente sta rappresentando una significativa minaccia globale per i pazienti affetti da fibrosi cistica e altre malattie polmonari. Secondo uno studio condotto dall'Università di Cambridge e dal Wellcome Trust Sanger Institute, la pulizia convenzionale non sarà sufficiente ad eliminare il patogeno, che può essere trasmesso attraverso l'aria e le superfici contaminate.

Il Mycobacterium abscessus, una specie di micobatteri resistenti a diversi farmaci, può causare una grave polmonite che porta a un danno infiammatorio accelerato e può impedire un trapianto di polmoni in sicurezza. Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista Science e finanziata dal Wellcome Trust e dall'UK Cystic Fibrosis Trust, il batterio è anche estremamente difficile da trattare: meno di un caso su tre viene curato con successo.

In precedenza si pensava che i pazienti acquisissero l'infezione dall'ambiente e che la trasmissione tra pazienti non si potesse verificare. Il team di ricerca aveva già osservato un centro specialistico per la fibrosi cistica nel Regno Unito e aveva individuato prove genetiche ed epidemiologiche che suggerivano la trasmissione da persona a persona del M. abscessus, ma non era chiaro se si fosse trattato solo di un incidente una tantum.

Ora, sequenziando l'intero genoma di oltre 1.000 ceppi di micobatteri da 517 individui che frequentano centri specialistici per la fibrosi cistica in Europa, Stati Uniti e Australia, i ricercatori hanno dimostrato che la maggior parte dei pazienti hanno acquisito forme trasmissibili di M. abscessus che si sono diffuse a livello globale. Ulteriori analisi suggeriscono che l'infezione può essere trasmessa all'interno degli ospedali tramite superfici contaminate e con la trasmissione per via aerea. Ciò presenta una sfida potenzialmente seria per le procedure di controllo delle infezioni negli ospedali.

Usando una combinazione di modelli basati su cellule e cavie, i ricercatori hanno dimostrato che i micobatteri recentemente evoluti sono più virulenti, in grado di provocare malattie più gravi nei pazienti.

Questo micobatterio può causare infezioni molto gravi che sono estremamente difficili da curare, e che richiedono il trattamento in combinazione con diversi antibiotici per 18 mesi o più”, ha spiegato il professor Andres Floto del Dipartimento di Medicina dell'Università di Cambridge. “Il microbo sembra inizialmente essere entrato nella popolazione di pazienti dall'ambiente, ma pensiamo che si sia recentemente evoluto fino a diventare capace di saltare da paziente a paziente, diventando, nel farlo, sempre più aggressivo”.

Il professor Julian Parkhill del Wellcome Trust Sanger Institute di Hinxton, Cambridgeshire, ha aggiunto: “La nostra ricerca dovrebbe fornire un certo grado di speranza: ora che conosciamo l'entità del problema e stiamo cominciando a capire come l'infezione si diffonde, possiamo iniziare a dare delle risposte. Il nostro lavoro ha già contribuito a sviluppare le politiche di controllo delle infezioni e fornisce i mezzi per monitorare la loro efficacia”.

Il Centro per adulti con fibrosi cistica del Papworth Hospital, Cambridgeshire, ha portato infatti allo sviluppo e all'attuazione di nuove politiche di controllo delle infezioni per ridurre il rischio di trasmissione, ora adottato in tutto il Regno Unito e altrove. Questo studio ha anche influenzato la progettazione di una nuova Unità fibrosi cistica, che aprirà nel 2018 all'interno del New Papworth Hospital nel Campus Biomedico di Cambridge nel 2018, e che comprenderà un sistema di trattamento dell'aria all'avanguardia.

Una domanda alla quale i ricercatori ora vogliono rispondere è come il patogeno riesca a propagarsi a livello globale. Il loro studio ha dimostrato che non solo può diffondersi tra gli individui all'interno dei centri specializzati, ma è in grado di farlo anche da un continente all'altro. Il meccanismo di ciò non è chiaro, ma si ipotizza che gli individui sani possano involontariamente portare i micobatteri da un paese all'altro.

I dati di sequenziamento hanno anche rivelato nuovi potenziali bersagli farmacologici, e il team è ora focalizzato sulla collaborazione con altri gruppi presso l'Università di Cambridge e la Colorado State University per svilupparli ulteriormente.

“Questo studio mette in evidenza i rischi della trasmissione di organismi resistenti a più farmaci tra le persone con fibrosi cistica, e il team di Cambridge è un'autorità mondiale in questo settore”, ha dichiarato la dottoressa Janet Allen, direttore della sezione Innovazione Strategica di CF Trust. “Il loro lavoro dimostra la minaccia globale di questa infezione, i rischi di infezioni incrociate all'interno e tra i centri fibrosi cistica, e la necessità di una migliore sorveglianza. Senza il sostegno della comunità dei pazienti, questo studio non sarebbe stato possibile”.

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