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Ricerca scientifica

Milano - 'Affamare' le cellule tumorali contrastando l’angiogenesi. Sono queste le capacità 'anticancro' che uno studio made in Italy ha individuato in un gruppo di nuove molecole, tutte derivate da un fitocomposto contenuto nel luppolo della birra. La capacità preventiva dello xantumolo (XN), questo il nome della molecola base da cui sono state create le nuove formulazioni di sintesi, consiste nel privare le cellule tumorali dei 'viveri' di cui si nutrono, inibendo i meccanismi grazie ai quali tali cellule si procurano ossigeno e si diffondono nell’organismo.

Barbara GaravagliaSenza finanziamenti è in pericolo la raccolta di preziosi campioni biologici. A spiegare il problema è Barbara Garavaglia, dell'Istituto Besta di Milano

“Tra gli anni 2003 e 2006, da gruppi di ricercatori impegnati nel campo delle malattie neuromuscolari è partita l'iniziativa di creare una vera a propria rete con l'intento di condividere i campioni biologici raccolti nel corso degli anni. Così, grazie a fondi di ricerca europei, messi a disposizione da TREAT-NMD (bando FP6), nel 2007 è nato il primo network europeo di biobanche (Eurobiobank), in cui, oltre all’Italia, erano presenti gruppi di ricerca francesi, tedeschi, inglesi, maltesi, ungheresi e spagnoli”, spiega Barbara Garavaglia, Direttrice incaricata della UO di Neurogenetica Molecolare della Fondazione I.R.C.C.S Istituto Neurologico "C. Besta" di Milano.

Un monitoraggio multidisciplinare qualificato può consentire di evitare o rimandare i trattamenti aggressivi non necessari

Monitorare un tumore della prostata non pericoloso, evitando o ritardando gli effetti collaterali delle terapie radicali, prostatectomia o radioterapia. È questa, in sostanza, la sorveglianza attiva, oggetto di uno studio in corso da undici anni e condotto da un team di specialisti del Programma Prostata e delle Divisioni di Urologia, Radioterapia Oncologica, Radiologia, Anatomia Patologica, Oncologia Sperimentale e Medicina Molecolare dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e del Dipartimento di Oncologia e Onco-Ematologia dell’Università degli Studi di Milano.

Nuovi dati clinici sembrano rivelare che il carico mutazionale di un tumore possa essere valutato per predire la risposta dei pazienti a specifici farmaci

Basilea (SVIZZERA) – In occasione del Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO), tenutosi a Madrid (Spagna) dall'8 al 12 settembre scorsi, sono stati presentati i risultati di alcuni studi che dimostrano come, con le analisi di Profilazione Genomica Completa (CGP) di Foundation Medicine, sia possibile non solo indirizzare al meglio le sperimentazioni cliniche sui tumori, ma anche individuare i migliori trattamenti oncologici per i pazienti, sia che si tratti di 'farmaci mirati' (target therapy) o di immunoterapie.

Una ricerca condotta dall’IFOM di Milano spiega il ruolo dei due geni nei principali tumori femminili e maschili, puntando all’individuazione di nuove molecole da sperimentare nella lotta al cancro a mammella e ovaio

I geni BRCA1 e BRCA2 sono stati scoperti negli anni Novanta e da subito hanno assunto un’importanza fondamentale nella diagnosi dei tumori, soprattutto della mammella e dell’ovaio, e nella nostra capacità di comprendere quello che succede quando una cellula normale si trasforma in una cellula tumorale. All’inizio sono stati studiati per il loro impatto, quando mutati, nel predisporre all’insorgenza dei principali tumori femminili. Tuttavia, i recenti progressi delle tecniche di sequenziamento del DNA hanno messo in evidenza l’enorme importanza dei geni BRCA anche per tumori maschili come quello della prostata e in malattie ancora difficilmente curabili come il cancro del pancreas e del polmone.

Anoressia - Immagine esemplificativaIntervista alla dott.ssa Laura Della Ragione, responsabile della prima struttura pubblica residenziale in Italia per i Disturbi del Comportamento Alimentare, il Centro Francisci di Todi (Perugia)

Affrontare l’anoressia significa fronteggiare vita e morte insieme. Anoressiche non si nasce, si diventa: è qualcosa che richiede dedizione, tempo e costanza. Si tratta di un lungo percorso, in cui impari a controllare mente e corpo: ci si sente maledettamente forti quando si resiste alla fame e non si prova attrazione per il cibo”. Sono queste le parole con cui Manuela (nome di fantasia) descrive la sua condizione. Manuela soffre di anoressia nervosa, uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare.

Immagine di globuli rossi del sangueNumerosi gli studi in atto, e i primi risultati fanno ben sperare. Ma servirà del tempo per mettere a punto una strategia sicura ed efficace

Oggi, la terapia genica si può paragonare al motore elettrico. L’esempio appare chiarificatore quando si pensa all’inquinamento atmosferico, una problematica globale affrontabile, ad esempio, ricorrendo all’utilizzo di auto elettriche per ridurre le emissioni di CO2. Il mercato automobilistico non è ancora pronto a un cambio di prospettiva radicale, ma è inevitabile che il futuro non sia più il combustibile fossile. L’ambito delle malattie rare offre innumerevoli piani di confronto e molti settori da studiare in profondità, sia per i pazienti che per i medici che devono curarli. Ma se per una volta il fulcro della questione non fosse una malattia rara bensì una nuova cura? La terapia genica, infatti, potrebbe fornire l’opportunità di curare, in un prossimo futuro, uno sconfinato insieme di malattie, rare e meno rare.



GUIDA alle ESENZIONI per le MALATTIE RARE

GUIDA alle esenzioni per malattie rare

Con l'entrata in vigore dei nuovi LEA (15 settembre 2017) è stato aggiornato l’elenco delle malattie rare esentabili.

OMaR (Osservatorio Malattie Rare), in collaborazione con Orphanet-Italia, ha realizzato una vera e propria Guida alle nuove esenzioni, con l'elenco ragionato dei nuovi codici, la lista completa di tutte le patologie esenti, le indicazioni su come ottenere l’esenzione e molto altro.

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