Sono tanti i bimbi che, come Brendan, subiscono le conseguenze dell'infezione, ma oggi negli USA si studia una terapia specifica, da fare già durante la gravidanza. "se i risultati saranno positivi - dicono gli esperti - tutto potrebbe cambiare"

USA - Il CMV è un virus appartenente alla famiglia degli Herpesviridae che può diffondersi in maniera orizzontale, cioè con contagio interumano attraverso il contatto di fluidi corporei (saliva o urine) oppure in maniera verticale (madre-feto). Sebbene questo virus non desti particolari preoccupazioni quando viene contratto, per trasmissione orizzontale, da adulti o bambini in buono stato di salute, è assai pericoloso nel caso in cui colpisca donne incinte. Il Cytomegalovirus, infatti, attraversando la placenta è in grado di infettare il feto causando danni molto seri, soprattutto a livello cerebrale.
Una trasmissione televisiva americana ha recentemente reso nota  la storia Tracy McGinnis e di suo figlio Brendan: la donna, che vive in Colorado, ha contratto il Cytomegalovirus durante il secondo mese di gravidanza.

 

Trattandosi di un'infezione primaria – la donna cioè non aveva mai contratto il virus prima -  il fisico della madre non aveva ancora sviluppato specifici anticorpi contro la malattia, fatto che ha permesso al virus di diffondersi e di attaccare il feto. Il figlio della donna, che si chiama Brendan e che ora ha 8 anni, è quindi nato con una grave paralisi cerebrale, presenta sordità ad un orecchio e soffre di disturbi di alimentazione e digestione.
L'aspetto più problematico delle condizioni di salute di Brendan McGinnis è rappresentato dal progressivo peggioramento del suo stato neurologico, un sintomo che è comune nei bambini affetti da CMV congenito e che è alla base di sempre più frequenti attacchi di convulsioni.
I medici affermano che probabilmente Brendan non supererà la sua adolescenza ma, nonostante la drammaticità della situazione, Tracy McGinnis ha deciso di lottare per un domani migliore, per altre madri e per altri figli e ha deciso di istituire la “Brendan B. McGinnis Congenital CMV Foundation”, una fondazione che prende il nome da suo figlio e che si impegna nel raccogliere fondi per la ricerca medica e nel diffondere, in tutto il mondo, informazioni sul Cytomegalovirus.
Infatti, secondo le stime dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention, un importante organismo di controllo della sanità pubblica degli Stati Uniti), solo in America nascono ogni anno circa 30.000 bambini affetti da tale infezione.
Una speranza proviene, adesso, da nuova ricerca sulla prevenzione del Cytomegalovirus congenito.
Negli Stati Uniti, infatti, è in atto uno studio clinico il cui obiettivo consiste nel sottoporre donne incinte affette da un'infezione primaria da CMV ad un trattamento a base di anticorpi specifici contro il virus, per verificare se questa terapia risulti efficace nel prevenire la nascita di bambini affetti da tale infezione.
Questo nuovo studio, che viene svolto presso molteplici università americane, è sponsorizzato dall'Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development (NICHD) e questa è l’opinione del dott. Ronald Gibbs, professore di ostetricia e ginecologia alla University of Colorado School of Medicine e uno dei principali ricercatori impegnati nello studio:  “Se i risultati di questa ricerca saranno positivi la situazione potrebbe cambiare completamente”.
Tutta la comunità scientifica spera, ora, in risultati positivi che possano evitare problematiche simili a future madri e neonati, un ringraziamento è doveroso a questa donna, Tracy McGinnis, che ha fatto del dolore suo e di suo figlio uno stimolo per far progredire la ricerca scientifica.

 

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