Secondo uno studio australiano l’infezione da Citomegalovirus e il virus di Epstein-Barr in donne incinte potrebbe essere associata a paralisi cerebrale nel neonato.
Il Citomegalovirus e il virus di Epstein-Barr sono un genere di virus a DNA appartenenti alla famiglia Herpesviridae. Entrambi possono essere trasmessi verticalmente (madre-feto) e possono portare a conseguenze anche gravi: tra queste, secondo i ricercatori australiani, la paralisi cerebrale nei neonati.


L’obiettivo dello studio che tali scienziati hanno condotto è stato infatti quello di valutare se l’infezione intrauterina da parte di questi virus rappresenti un fattore di rischio per la paralisi cerebrale. La ricerca è stata motivata da un precedente lavoro che riportava dati allarmanti circa l’elevata frequenza di DNA virale in campioni di neonati colpiti da paralisi cerebrale.

I ricercatori hanno dunque effettuato uno studio retrospettivo confrontando un gruppo di 339 bambini caucasici colpiti da paralisi cerebrale con un gruppo di 594 individui sani (controlli) e hanno valutato se i pazienti erano stati precedentemente infettati da virus quali Herpes Simplex 1 e 2 (HSV-1 e 2), Herpes umano 6, 7 e 8 (HHV-6, e HHV7 HHV8), virus della Varicella Zooster (VZV), virus di Epstein-Barr (EBV), Citomegalovirus (CMV) e Parvovirus B19 (http://npsitalia.net/article93.html).
I ricercatori hanno utilizzato metodologie avanzate per minimizzare la contaminazione dei controlli durante la reazione di PCR (amplificazione dal DNA virale per identificare i virus). L’analisi genotipica è stata effettuata su DNA estratto da macchie di sangue essiccato.

Il Citomegalovirus è stato rilevato in 5 pazienti (1,5% di quelli con paralisi, e il virus di Epstein-Barr in 3 casi (0,9%) ma tracce di queste infezioni non sono state invece rilevate nel gruppo di controllo. La frequenza con cui sono stati rilevati gli altri virus invece era similare in entrambe in gruppi. Il DNA di almeno uno dei 9 virus ricercati è stato trovato nel 4,4 per cento dei pazienti con paralisi e nel 3,1 per cento di quelli del gruppo di controllo (i sani). Da questi risultati i ricercatori hanno dunque concluso che vi sono evidenze del fatto che le infezioni congenite da questi virus sono poco comuni ma che comunque quelle dovute a Citomegalovirus e a virus di Epstein Barr sono significativamente associate alla paralisi cerebrale.
In poche parole vuol dire che, se pur è difficile e dunque raro che si contraggano queste infezioni in età fetale attraverso la trasmissione da parte della madre, quando ciò si verifica il rischio di una paralisi cerebrale è significativo. Monitorare l’eventuale infezione nelle donne in gravidanza e, nel caso, trovare strategie per evitare la trasmissione, potrebbe essere estremamente utile per evitare che i bambini nascano affetti da questa gravissima e invalidante patologia.

 

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