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La Calabria sta fronteggiando al meglio l’emergenza Ucraina, mettendo in campo l’enorme macchina istituzionale della solidarietà: risorse, energie e professionalità a disposizione di chi versa in condizioni di estrema difficoltà.

Sta lavorando a ritmo serrato l’Unità di crisi regionale, istituita con ordinanza del commissario delegato all’emergenza, individuato nel presidente Occhiuto, lo scorso 14 marzo, per gestire i flussi in entrata nel nostro Paese a causa del conflitto russo-ucraino. Gestire l'accoglienza e l'assistenza sanitaria dei cittadini ucraini resta tuttavia un impegno gravoso che sta assumendo connotati sempre più complessi col passare delle ore.

Al fine di garantire l’eventuale ospitalità dei profughi ucraini, qualora non fossero sufficienti i posti messi a disposizione dai Centri di Accoglienza e Integrazione, i tecnici della Protezione civile, d’intesa con l’Unità di Crisi, hanno già effettuato sopralluoghi per verificare l’adeguatezza di tre immobili dislocati in diverse province (Crotone, Gambarie - RC, Vibo Valentia) che presentano una capienza complessiva di circa 300 posti, messi a disposizione gratuitamente dall’INPS.

Oltre questo, si è già provveduto a stipulare una convenzione con Federalberghi Calabria per l’individuazione di strutture dedicate che eventualmente saranno attivate secondo le necessità di ospitalità. 

MONITORAGGIO COVID-19

Con un documento contenete specifiche linee guida, la Regione Calabria ha fornito alcune indicazioni in merito alle procedure per garantire ai cittadini ucraini provenienti dall’Ucraina e ai soggetti provenienti comunque dall’Ucraina (di seguito indicati unicamente “cittadini ucraini”) il soggiorno in Calabria e l’assistenza sanitaria, nel rispetto della vigente normativa nazionale. Si precisa che, al fine di ottimizzare le procedure di carattere sanitario e logistiche di prima accoglienza, si rende opportuno demandare alle Aziende Sanitarie Provinciali competenti l’individuazione di un centro Hub di afflusso dei cittadini provenienti dall’Ucraina. La struttura indicata servirà all’effettuazione del tampone antigenico e/o molecolare che costituisce il primo adempimento preliminare, rispetto all’attivazione delle restanti procedure amministrative di identificazione e di destinazione presso le strutture CAS/SAI ovvero sistemazioni private. Le ASP, in ogni caso, sulla base della propria articolazione territoriale ed organizzazione operativa, possono individuare altri centri di afflusso che, comunque, rappresentano succursali dell’Hub principale. All’interno dell’Hub e delle eventuali succursali deve essere garantita la presenza di personale sanitario preposto all’effettuazione del tampone ed al rilascio del relativo esito. L’attività negli Hub e nelle eventuali succursali sarà supportata da mediatori culturali ed interpreti di lingua ucraina. Ulteriori dettagli verranno esplicati con circolare del Dipartimento Tutela Salute e Servizi Socio Sanitari. 

Obbligatoriamente, il cittadino ucraino che arriva in Calabria deve recarsi, entro 48 ore, negli Hub provinciali individuati da ogni Asp, per sottoporsi ad un test antigenico e/o molecolare per SARSCoV-2.

A questo link è disponibile il testo completo delle linee guida sanitarie.


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